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lunedì 18 giugno 2018

TV Sorrisi e Canzoni N° 37 dal 16 al 22 settembre 1979 - "Capitan Harlock 1979", di Paolo Cucco




Il "TV Sorrisi e Canzoni" che ho postato il mese scorso era del settembre 1977, questo di due anni dopo giusti giusti. Cambiò, televisivamente parlando, qualcosa in quell'arco di tempo?
Parecchio  :]
Ormai le tv a colori erano più o meno la norma nelle case degli italiani (non nella mia...), le televisioni locali private si erano allargate a macchia d'olio ed aumentavano costantemente gli ascolti (a detrimento di quelli della Rai), e gli anime erano ormai palesemente ed in pianta stabile nei palinsesti delle tv locali e della Rai. Scrivo "palesemente", perché nel settembre 1977 erano già presenti tre cartoni animati giapponesi, ma non conoscevamo la loro origine nipponica:
Barbapapà; Vicky il vichingo; Kimba il leone bianco.

C'è da dire che nell'inserto con i programmi delle tv locali di questo TV Sorrisi (Tre Venezie) parrebbe non esserci manco un anime... però in edizioni di altre regioni (tipo la Lombardia) del medesimo periodo i cartoni animati giapponesi c'erano, ergo parrebbe essere una questione meramente localistica e forse di bassa stagione televisiva.
Un indizio che, invece, gli anime erano entrati prepotentemente nella vita degli italiani è in un articolino sull'inizio dell'anno scolastico, in cui si accenna al furoreggiare degli articoli ispirati agli eroi di cartone della tv:
"... furoreggia la moda dei personaggi della Tv dei ragazzi: gli eroi di cartone accompagnano i nostri figli anche a scuola."
E se era già capitato che gli eroi in carne, ossa e crine (tipo Sandokan e Furia) della tv finissero su cartelle, quaderni ed astucci, era la prima volta che gli "eroi di cartone" avessero tale successo.
In contemporanea con l'anno scolastico partiva anche il campionato di calcio 1979/80, non per nulla la redazione gli dedicò la copertina.
Ho trovato molto interessante un articolo di ben 4 pagine sui ministri dell'allora "nuovo" primo governo Cossiga, da leggere e confrontare con l'attualità.
Era tempo anche di finali, in particolare quella di Giochi Senza Frontiere, che si sarebbe disputata a Bordeux con la squadra di Chioggia a rappresentarci (vinse la Francia...).




Ovviamente l'articolo per il quale posto la rivista è quello dedicato alla seconda parte delle puntate di Capitan Harlock, in cui l'immagine del Galaxy Express 999 e di Maisha sono addirittura più grandi di Harlock e dell'Alkadia!!!
Immagino che alla redazione arrivò una qualche brochure con le opere di Leiji Matsumoto, in cui c'era un po' di tutto, e gli ignari redattori di Tv Sorrisi mandarono tutto in stampa   ^_^
Poi c'è il contenuto dell'articolo del mitico Paolo Cucco, colui che, a mio avviso, fu l'inventore della bufala dei cartoni animati giapponesi fatti al computer:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

Sopra il Galaxy Express 999 possiamo leggere:
"Il clamoroso successo dei cartoni animati giapponesi dovuto a tecniche e attrezzature d'avanguardia"!!!
Che per certi versi era vero, in quanto ho letto sovente che dei macchinari per la ripresa delle animazioni in alcuni contesti erano invenzioni giapponesi, create apposta per gli anime,  ma ovviamente non poteva essere realistico se si alludeva al computer  ^_^
E qui non si alludeva solamente...



Il bello degli articoli di Paolo Cucco inerenti i cartoni animati giapponesi era proprio questa commistione di informazioni corrette assieme a cose totalmente inventate, ma scritte con una padronanza di linguaggio tecnico che le facevano sembrare vere  :]
Ed in queste 3 colonne ce ne sono di affermazioni/informazioni che lasciano un po' perplessi.
Tralasciando il nome errato di Mayu, magari fu un refuso, mi chiedo quale fosse la fonte della notizia per cui alla lavorazione dell'anime parteciparono anche degli psicologi  :]
Posso sbagliare, ma mi pare di aver letto che in Giappone ci sono due categorie professionali che hanno meno successo che in Occidente, gli avvocati e gli psicologi. Dei primi sono certo, dei secondi non del tutto.
Figuriamoci se nel 1978 la Toei chiamò degli psicologi per coadiuvare la produzione della serie...
Mi sfugge, invece, se il nome "Shogun Warriors" fu una felice intuizione del giornalista, oppure se si limitò a leggerla sulle confezioni dei robottoni giocattolo della Mattel:
Catalogo giocattoli Mattel - Natale 1979 (tra cui: "Shogun, gli invincibili difensori della Terra") 




Come scrivevo prima, Cucco mischiava considerazioni sensate a pure invenzioni, tipo quella dell'uso del computer per le animazioni, ma in questo articolo riuscì a superarsi con l'assurdità secondo cui le animazioni dell'Alkadia fossero riprese da un vero modellino!
"Parlavamo dell'animazione: tutto è stato computerizzato, la tecnica è la stessa di "Guerre Stellari(!). Ad esempio, i movimenti dell'Alkadia prima vengono filmati usando una specie di modellino. Poi i tecnici lavorano sulla pellicola con successive operazioni, ed ecco il senso della tridimensionalità(!!)."

Poi finirà che sono io a sbagliare, ma questa è la prima volta che leggo una roba del genere  ^_^
Mentre è chiaramente errata la successiva affermazione:
"Questo è uno dei motivi che fa costosissimi i cartoni animati giapponesi(!!!)"

Ma come?!?!
Ma se era proprio l'uso (falso) del computer il motivo per cui veniva giustificato il costo irrisorio a minuto di un anime rispetto ai cartoni italiani!!!
Ed era vero che i cartoni animati giapponesi costassero poco, ma per altre cause. Spesso per il motivo che erano rimasti nei magazzini Toei o Tatsunoko per anni, e quindi già super ammortizzati. Oltre al fatto che il costo della mano d'opera era bassissimo (colorati da casalinghe giapponesi e studi coreani). Infine, per i più recenti, i giapponesi contavano di rifarsi coi diritti di sfruttamento dei prodotti di consumo (se gli importatori italiani li pagavano, ovviamente...).

Edit del 20 giugno 2018:
Nei commenti Mattia Bulgarelli aggiunge, correttamente, il tasso di cambio favorevole al Giappone, tra i motivi del basso costo degli anime. 
Metto il suo commento:
Alle ragioni indicate per il basso costo degli anime per le emittenti italiane ne va elencata anche un'altra: un tasso di cambio MOLTO favorevole: il Giappone era in piene politiche deflattive per favorire l'export il più possibile.Nel 1980 uno yen valeva circa 3 o 4 Lire Italiane.
Nel 1989 era salito già a 10 Lire circa, il triplo.
Nel 1995 oscillava tra 15 e 20 Lire Italiane.


Mentre corrispondeva al vero che i personaggi buffi degli anime avessero lo scopo di scaricare la tensione a cui potevano essere soggetti i bambini seguendo la storia.



Le due pagine in cui era ospitato l'articolo.





Da notare che la bella Maisha viene catalogata come "una delle creature che animano le vicende in cui è impegnato il pirata"   ^_^
E il treno? Mistero   :]
Dovremo aspettare il 1982 per scoprire che era la protagonista di un'altra opera di Leiji Matsumoto.




Ricomincio dall'indice della rivista  ;)
Ho cassato qualche articolo che mi è parso poco interessante, anche allo scopo di non massacrare il mio povero scannerizzatore...



Da leggere il trafiletto su Roma, abbastanza attuale...



Ma dopo 40 anni si fa ancora il prelavaggio a mano!
Truffatori!





L'articolino che trattava del "caro scuola" e della fama dei prodotti scolastici legati agli anime.




 Da notare che i politici che con Mani Pulite scopriremo tra i più voraci, si erano accaparrati i ministeri più appetibili  >_<
Per il resto trovo ormai inutile dare la colpa ai politici, che ne hanno tante, se poi passano i decenni e selezioniamo sempre i più ladri ed incapaci... forse la colpa è anche di noi italiani...
Comunque il quel governo Cossiga c'erano delle eccezioni, tipo Andreatta, onesto e capace.






W Giochi Senza Frontiere!
E W Milly Carlucci!!!   ^_^













Noi eravamo tecnologicamente così arretrati che avevamo, e avremmo avuto, ancora una solida base di tv in bianco e nero, figuriamoci i videoregistratori...




















Per gli eventuali "più giovani" che leggessero questo post, ricordo che "Un uomo in casa" fu il telefilm inglese da cui gli americani trassero il remake "Tre cuori in affitto".
Non solo, l'inimitabile "George e Mildred", sempre di matrice inglese, è uno spin off di questa serie, in quanto George e Mildred, cioè i Roopers, erano i padroni di casa dei tre ragazzi.















Adoro queste truff... ehm... queste pubblicità!  ^_^


Incredibile, a sole 22900 lire potevi avere un orologio che dava anche i minuti e i secondi!!!


Erano avanti, siamo stati subissati da questi aggeggi nei decenni successivi...



Qualunque pescatore in erba anelava questa esca!
Chissà se funzionava...


Idroterapia mammaria... da leggere tutto il testo, esilarante   ^_^


11 commenti:

  1. Giochi senza frontiere, ho sempre avuto il sospetto che abbia influenzato almeno subliminalmente l'universo di George Lucas... senti che bella questa Marcia Imperiale al minuto 8.04...

    https://www.youtube.com/watch?v=d_DjBDZNFO0

    E comunque, W Milly Carlucci, ci andrei piano a dirlo... vista l'evoluzione del personaggio...

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    1. Certo, la marcia dei Giochi te la devi immaginare eseguita dalla London Philarmonic Orchestra, con Darth Fener direttore d'orchestra...

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    2. "W Milly Carlucci" del 1979! ^_^

      Quella è la bellissima sigla classica di GSF, però non ce lo vedo Lord Fener sfilare con quella musica, anche se eseguita dalla London Philarmonic Orchestra :]

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  2. Un orologio da 22.900 lire. Ma che è il Rolex dei poveracci?

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    1. Il digitale tirava molto :]

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    2. Si lo so però le persone compravano soprattutto i casio. Mi ricordo i primi orologi casio con calcolatrice e fuso orario e poi con quelle melodie sintetiche ma deliziose che venivano utilizzate per la sveglia. Quello che si trovava reclamizzato su sorrisi o altre riviste erano scarti .

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    3. Già, anche perché era il modello pubblicizzato era veramente scarso, non aveva neppure la sveglia! T_T

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  3. Alle ragioni indicate per il basso costo degli anime per le emittenti italiane ne va elencata anche un'altra: un tasso di cambio MOLTO favorevole: il Giappone era in piene politiche deflattive per favorire l'export il più possibile.

    Nel 1980 uno yen valeva circa 3 o 4 Lire Italiane.
    Nel 1989 era salito già a 10 Lire circa, il triplo.
    Nel 1995 oscillava tra 15 e 20 Lire Italiane.

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    1. Si, giusto. Da aggiungere anche questo motivo ;)

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    2. Grazie dell'annotazione, l'ho inserita integralmente nel post ;)

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  4. Diciamo che il Giappone in quegli anni non aveva una forte posizione economica come è attualmente. Ok, per tecnologia c'era la Sony, per gli orologi Casio e Seiko, le Toyota in Italia penso fossero pressoché inesistenti. Il Giappone e tutti i paesi orientali sono diventati potenze economiche con l'avvento dei computer e degli smartphone oltre che con televisori ultratecnologici e costosissimi.

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