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domenica 31 gennaio 2016

"Remi, Capi e il lupo bianco" (1979) - Fan fiction del film "Chibikko Remi to meiken Kapi"



Quando partì la corsa a chi vendeva più merchandising degli anime non è che si andasse molto per il sottile, l'importante era fare cassa. Non per nulla vennero acquistati i diritti del film "Chibikko Remi to meiken Kapi" del 1970 per cavalcare il succcesso dell'anime trasmesso dalla Rai nel 1979.
Nello stesso mese del 1979, oltre a questo spillato, fu pubblicato "Senza famiglia, il bambino Remi e il cane Capi", che ne ripercorreva più o meno fedelmente il lungometraggio, mentre questo libro, a mio a vviso, è uno dei primi esempio di fan fiction. Infatti, ma posso sbagliare, perchè il film lo ricordo poco, non mi pare proprio che nel lungometraggio venga narrata questa storia. Non per nulla nel libro sopra linkato non vi è traccia di un lupo bianco, tranne che per un disengo a pagina 49 in cui si vede un lupo stilizzato, che direi sia lo stesso usato per la copertina, solo che venne capovolto.
Quindi cosa fecero i signori della Mondadori?
Presero il lupo di pagina 49, e ne fecero un nuovo personaggio di una nuova storia, pura fan fiction, ma a pagamento :]



Purtroppo i disegni di questo spillato Mondadori sono veramente orrendi... spero che se qualcuno di quei disegnatori capiti mai su questo blog non si offenda... è indubbio che oggi i prodotti editoriali per i bambini siano di qualità eccelsa rispetto a quello che propinavano a noi, probabilmente un bimbo di oggi neanche lo sfoglierebbe un albo disegnato così...



mercoledì 27 gennaio 2016

Go Nagai Robot Collection 80 Visconte Pigman



Ho finito!!!!!!
Sono libero!
Finalmente è finita la GNRC, l'80esima uscita ne decreta il termine, come ampiamente affermato dalla Fabbri/Centauria in passato. E' stata dura, più volte ho pensato di non riuscirci, però si vede che sono uno tosto e comunque... come? Cosa? Prego?
Scusi?
150?!?!
...
T_T
coff... coff...  >_<
Una volta l'uscita numero 80 sarebbe stata l'ultima, come, prima di lei, lo sarebbe stata la 50esima (e forse in futuro lo sarà la 150esima?!), ma, invece, ora siamo a poco più di metà dell'opera, che ci presenta il Visconte Pigman.
Personaggio mai visto in tv da nessuno di noi ex bambini, dato che compare verso la fine della serie, che la Rai aveva già smesso di mandare in onda da un bel pezzo.
Leggo da Wikipedia che il visconte era il funzionario feudale che sostituiva il conte, ergo Pigman avrebbe dovuto sostituire il Conte Blocken, invece del Barone Ashura, oppure si sarebbe dovuto chiamare Visbarone Pigman :]
Vabbè, non è che Nagai poteva sapere tutto...
Devo dire che il modellino è bellino, forse è anche l'effetto di vedere un personaggio non consueto nel panorama gonagaiano. Procton lo si è visto in tutte le salse, il Visconte Pigman è praticamente un esordiente, poi, il fatto che non abbia una scatarrata seccata sul modellino, rispetto all'uscita precedente, aiuta a migliorarne la qualità.
Quando ho visto il modellino nel box, cona la sua bella lancia, ho temuto un nuovo effetto Himika, invece no, meno male...
La qualita della colorazione di questi modellini è veramente randomica. A rigor di logica dovrebbe essere più difficile colorare un Visconte Pigman, rispetto ad un professor Procton qualsiasi, ed invece pare di no. Nonostante il visconte preveda l'uso di più colori, che si intersecano tra di loro, la colorazione è ottima (per la media della GNRC, sia chiaro).


martedì 26 gennaio 2016

Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Sesto Speciale Panini 1961/1980



TITOLO: Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Sesto Speciale Panini 1961/1980
AUTORE: Bruno Carpanetto e Marco Maria Valtolina
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 195
COSTO: 35€
ANNO: 2015
FORMATO: 22 cm X 22 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788899397012


Altro acquisto della fiera di Lucca, devo dire che allo stand della casa edritice "Mencaroni Editore" ho lasciato veramente il sangue T_T
Oltre a questo sesto volume e al quarto di questa collana, che recensirò più avanti, bisogna aggiungerci il secondo sulla "Editoriale Corno della Marvel".
Lo sconto fiera ha ridotto un poco il salasso, ma comunque il mio portafoglio piangeva assai :]
Attendevo questo volume da parecchio, in quanto ero a conoscenza di questa opera editoriale sulle figurine, ma non ero interessato a tutto lo scibile umano prodotto per il mercato italiano, ma solo agli album della mia infanzia. Ergo dovevo aspettare che arrivassero al periodo anni 70 ed 80, motivo per il quale ho comprato anche il Volume Quarto, che riporta alcuni album dei cartoni animati giapponesi non Panini. Ovviamente attendo con ansia, dovuta all'esborso prossimo venturo, anche il Volume Settimo, che sarà pubblicato quest'anno e che conterrà gli album Panini fino al 1995.
E' vero che il prezzo non è basso, ma è inferiore a quello della Marvel targata "Editoriale Corno", nonostante che questi libri sugli album di figurine abbiano una bella copertina rigida.
Come si forma il prezzo dei prodotti editoriali resta, per me, un vero mistero...




Il libro è impreziosito da una interessenta, ma purtroppo un po' breve, analisi della Panini ad opera di Marco Mario Valtolina.
Oltre alla prima pagina dell'album è mostrata la bustina delle figurine, ed è un vero piacere rivedere un qualcosa che è rimasto nella tua testa, che in alcuni casi ai scartato molte e molte volte, ma che buttavi via subito, talvolta assai deluso, ma altre volte in preda a pura euforia: "manca!!!"
Ogni scheda su ogni album di figu prodotto per il mercato italiano è strutturata nel modo come si può vedere sotto:



Lodevole il tentativo di provare a classificare gli album in base alla loro rarità, però è sempre una valutazione, per quanto fatta da grandi esperti, un po' soggettiva.
Anche perchè andrebbe, a mio avviso, integrata con la valutazione media del mercato.
Mediamente io sono disposto a spendere per un album 25/30 euro, dipende dal soggetto, e non sono molto esigente sullo stato di conservazione. Per esempio alcuni album che io considero quasi introvabili vengono valutati solo due stelline (su cinque massimo), ma a che prezzi?
L'album della prima serie di "Spazio 1999" è dato a due stelline di rarità, io, però, lo trovo alle fiere a prezzi mostruosi. Ok, forse non sarà raro nel senso di "introvabile", ma io 150 euro non li spendo per un album di figurine :]
Ovviamente questa mia elucubrazione ha valore solo personale.
Ho notato che non viene mai citato "l'album" sulla Panini, che venne pubblicato nel 1976:
Album sulle Edizioni Panini Modena - 1976
Verò è che non è un album, benche il formato sia quello, ma una brochure informativa per le aziende che si volevano affidare alla Panini, però è una cosa assai unica. Questo un po' mi fa piacere, perchè mi lascia l'illusione che lo abbia solo io  :]
La guida procede in maniera cronologica, salto direttamente al perido che mi interessa, con il primo album che mi resta familiare, quello di Nick Carter.

domenica 24 gennaio 2016

Goldrake e Mazinga come esempi positivi e negativi - articoli Autosprint (1978); Domenica del Corriere (1979); Repubblica e Corriere della Sera (1980); Epoca (1981)



Praticare la discesa libera oggi con le nuove tute dotate di airbag è sempre pericoloso, ma farlo negli anni 70 necessitava di un coraggio fuori dal comune. E quando un grande campione come Ingemar Stenmark cade in allenamento e poi si rimette a gareggiare poche settimane dopo, come minimo deve essere fatto di acciaio, anzi, di gren, come Goldrake, anzi: più forte di Goldrake!
In questo articolo della "Domencia del Corriere" del 21 novembre 1979 non si cita mai l'eroe animato, se non nel titolo, cosa che dimostra come ormai Goldrake fosse sinonimo di forza, e il concetto fosse chiaro, oltre che a noi bambini, anche agli adulti.
Topolino è astuto, Paperino sfigato, Braccio di Ferro apre le scatole senza l'apriscatole, Goldrake è forte, Mazinga violento.
Infatti Mazinga viene usato come esempio di cattiveria, se Biancaneve è più cattiva di Mazinga, vuol dire che deve essere proprio una merda umana!
L'articolo di Epoca del 14 febbraio 1981 tocca l'argomento "anime diseducativi" solo di striscio, concentrandosi sulla violenza insita nelle fiabe che ci hanno ammorbato la fanciullezza.



Addirittura Goldrake, questa volta più in senso negativo, viene ripescato nell'articolo de "Il Corriere della Sera" del 28 gennaio 1980 sui funerali di Peppino De Filippo. In realtà Giulio Nascimbeni mi pare che ce l'abbia più che altro coi burocrati della Rai, che misero un grande attore come Peppino a presentare una trasmissione per ragazzi con dentro il cartone animato giapponese di Goldrake. L'attore partenopeo era chiaramente fuori sincro rispetto a Goldrake, me ne accorgevo pure io che ero bambino, i due non c'entravano proprio nulla l'uno con l'altro...
Però Goldrake è usato come terminale negativo, a mio avviso, il titolo non è "Poi su Pulcinella arrivò la scelta insensata della Rai", che avrebbe avuto più senso, ma Goldrake.




Nell'articolo su "La Repubblica" del 29 aprile 1980, Beniamino Placido polemizza con i suoi colleghi intellettuali, usando Goldrake come esempio negativo, ma in senso ironico. Gran parte degli intettuali del periodo si schierò contro i cartoni animati giapponesi solo perché erano un fenomeno nuovo veicolato dalla tv, e questo ad una mente più aperta come quella di Placido pare non andasse troppo a genio.



E se la Ferrari non vince e i suoi piloti falliscono, a chi si si appella "Autosprint" del 6/13 giugno 1978?
A GolDrake!


Il numero sopra di "Autosprint" non cita una sola volta Goldrake al suo interno, in nessun articolo (o almeno io non l'ho visto), ma basta il soprannome di Enzo Ferrari, Drake, per comporre un titolo ad effetto.
E quindi, come il Gigante della Ferrero, "Goldrake, pensaci tu!".

Tralasciando il primo e l'ultimo titolo, che non contengono scritto sugli eroi robotici, riporto gli altri tre articoli, che, seppur marginalmente, li trattano.

venerdì 22 gennaio 2016

Il fumetto "Actarus" N° 7 - "Morte nel Sahara" - giugno 1980



Puntate precedenti:  1; 2; 3; 4; 6

Se hai pagato i diritti per fare un fumetto su/di Goldrake, che è il personaggio in assoluto più famoso del momento, tanto che fa vendere qualsiasi cosa, perchè scegli di non mostrare mai Goldrake?
Perchè?
Anche questo numero, come il precedente 6, non contiene neppure una tavola con il robottone del pianeta Fleed, non solo, non si vede neanche Actarus in tuta spaziale, nè un solo mostro o nemico di Vega... l'unico mecha che viene mostrato è il Goldrake 2 in tre disegni. Fine...
L'unico Goldrake presente nella storia è quello della copertina, con il mascellone esagerato :]
Nella scena qui sotto Alcor parte dalla base in Giappone per arrivare in Africa, parcheggiando il Goldrake 2 forse in qualche piazza, pochi secondi prima che il professor Procton sia ucciso: minkiachekulo!


E' vero che il fumetto si chiama "Actarus", quindi incentrato sul personaggio del principe di Fleed, ma cosa è Actarus senza Goldrake?
Se togli Goldrake e Vega ad Actarus, questo poveracccio come passa il tempo nel fumetto?
Viaggia molto, ma senza usare Goldrake, forse per risparmiare carburante o i costi di revisione del mezzo. Qualche volta fa a pugni con qualche brutto ceffo del tutto umano. Investiga, non in stile Colombo, ma più che altro in stile investigatore privato tutto muscoli e poco cervello.
Alla fine, il vero protagonista diventa Procton, trasformato da scienziato in un simil Maigret alla Gino Cervi.
Capisco anche il buon propostio dell'editore di cambiare un po' le storie viste in televisione, ma cambiarle un pochino, non devastarle :]
Mi chiedo quanto vendessero questi numeri senza fantascienza.
Tralasciando per un momento la rimozione totale dei temi protagonisti dell'anime, un'altra cosa che ho trovato un po' comica sono le tevole con argomenti del tutto secondari inseriti nella sceneggiatura:
una segretaria che parla al telefono con Procton per dirgli che sta per passargli il suo capo;
i dialoghi tra Actarus, Alcor, Venusia e Maria sul chi deve andare dove;
le spiegazioni storico/geografiche;
le ripetute tavole con gli spostamenti in auto, elicotteri ed aerei;
i colpi di scena che non colpiscono, tipo la vipera che morde durante il sonno.
Non per nulla non ho scannerizzato alcune pagine proprio perché assolutamente insensate nello sviluppo della trama(?).
In questi due ultimi numero ho avuto la forte impressione che la sceneggiatura fosse stata fatta per un altro fumetto, magari mai disegnato, o magari in parte già disegnato, in cui sono stati inseriti Actarus e Procton, e poi, tanto per dare il contentino al bambino che aveva appena speso 600 lire, l'arrivo del Goldrake 2. Giunto al momento giusto in un modo assolutamente forzato e senza senso, da farti venire il dubbio di cui sopra.
Squilla il telefono, il Dragosauro è piombato su Tokyo?
Hanno rubato il Grande Mazinga dal museo della pace?
Alcor ha finalmente capito di essere Koji Kabuto e poter pilotare Mazinga Z invece di quello schifo del TFO?
No, è la segretaria particolare di Mr. Barry Cooker, "rimanga in linea per cortesia"...
Chissà, forse la Fabbri/Centauria inserià la segretaria particolare di Mr. Barry Cooker nella "Go Nagai Robot Collection" , uscita speciale 2147  T_T


martedì 19 gennaio 2016

"Superman il film" supplemento al mensile Superman n° 39 - Editrice Cenisio 1979 PRIMA PARTE




Purtroppo il mio scanner è per il classico formato A4, cioè 30 cm x 22 cm, mentre la bella rivista della Editrice Cenisio misura 33,5 cm x 26 cm, ergo mi mancano 3 centimetri e mezzo in altezza e ben 4 in larghezza. Per fortuna ci sono dei bordi abbastanza larghi, ma, nonostante ciò, lo scritto è mancante di qualche lettera sui bordi, comunque leggibile.
Il prossimo scanner lo prenderò per un formato A12 :]
Inutile dire che io non sono mai stato un fan della Dc Comics, men che meno di Superman, a cui preferivo i fumetti della Editoriale Corno - Marvel e l'Uomo Ragno o i Vendicatori, però il film lo vidi, e pure i successivi. Ai tempi fu una produzione ben più importante degli attuali film di Superman o dei supereroi in generale, fondamentalmente perchè era il primo film "serio" sull'uomo d'acciaio, inoltre il cast annoverava dei pezzi da 90 di Hollywood, tipo Marlon Brando e Glen Ford.
Tornando al Superman cartaceo, penso di averne letto massimo 2 o 3 fumetti in tutta la mia vita, però vedevo anche i cartoni dei "Superamici" e detestavo i gemelli inutili ^_^
Quindi non sono certo un esperto in materia, ma il film fa parte di quella serie di lungometraggi che da bambino adoravo, e mi sarebbe piaciuto tanto che anche l'Uomo Ragno potesse avere una trasposizione cinematografica così degna, e non le trashate in calzamaglia che andavo a vedere al cinema T_T

Dato che non ho potuto fare la scan della copertina, visto che risultava incompleta per i motivi di cui sopra, e la fotografia era piena di riflessi, ho "rubato" la copertina da questo link:
http://www.fumetto-online.it/it/ricerca_editore.php?EDITORE=CENISIO%20EDITRICE&COLLANA=SUPERMAN%20IL%20FILM&vall=1

Il bello di questo numero speciale di 66 pagine è che mostra il procedere della trama del film a pari passo cone le varie versioni a fumetti che si sono succedute negli anni, pure io che non sono un appassionato di Superman l'ho apprezzato.
In questa prima parte posto le prime 33 pagine, iniziando dalle frasi del cast, peccato che manchi quella di Glen Ford...

"Superman il film" supplemento al mensile Superman n° 39 - Editrice Cenisio 1979 SECONDA PARTE


domenica 17 gennaio 2016

"Domenica Sprint" - Clementoni 1979



Parto con il ringraziare Alex M. per avermi regalato... ah no... prestato a tempo indeterminato... ah no... prestato SOLO per fare questa recensione il gioco in scatola della "Domenica Sprint" targata Clementoni.
L'incipit aveva lo scopo di far incacchiare il possessore del prezioso e ben conservato cimelio :]
Se è vero che la trasmissione sportiva della seconda rete Rai "Domenica Sprint" era una versione più veloce, non per nulla era "sprint", della "Domenica Sportiva" della prima rete, è altresì rispondente al vero che questo gioco in scatola era la versione più piccola della "Domenica Sportiva".
Anche se nel gioco della "Domenica Sportiva" ci sono 5 giochi, mentre in questo della "Domenica Sprint" ben 6!
Sul web ho trovato come datazione del gioco il 1980, in realtà è in mio possesso un catalogo di giocattoli del Natale 1979, ancora non recensito, in cui è già pubblicizzato.
Ad essere onesti alla Clementoni, in questo caso, fecero un po' i furbetti, in quanto parte dei segnalini e delle carte, oltre al tabellone del calcio, sono identici nei due giochi, una qualche tipo di remake :]
Immagino lo scorno del bambino che si fosse visto regalare entrambi i giochi nell'arco di due 25 dicembre...
Si potrà notare come il possessore del gioco gradiva particolarmente alcuni dei sei giochi disponibili a discapito di altri mai usati, come l'ippica, ed in generale il gioco è tenuto più che bene, tranne per la logica usura dovuta al ripetuto utilizzo.

Parto con il classico video da shock nostalgico (sempre in senso buono).

          


Il contenuto della confezione è bello sostanzionso, come piace a me :]



sabato 16 gennaio 2016

Go Nagai Robot Collection 79 Professor Procton



Con due giorni di ritardo rispetto al resto del globo terracqueo, ecco il Professor Procton, con tanto di pipa, completo iettatorio viola e cravattina all'americana.
Ancora una volta non riesco a comprendere la strategia della Fabbri/Centauria sui nomi con cui pubblicano il modellino bisettimanale o settimanale. Con la precedente uscita numero 78
i due personaggi sono stati chiamati coi nomi nipponici, Danbei e Goro Makiba, perchè il Professor Procton non è stato chiamato Professor Umon Genzo? O_o
All'inizio di questa interminabile collezione si erano fissati coi nomi originali, poi son passati occasionalmente ai più conosciuti nomi italici, seppur non corretti, ora alternano nomi originali con nomi adattati per il mercato italiano.
Che senso ha tutto ciò?
Go Nagai lo sa che stanno facendo questo casino coi nomi?
Che poi a Go Nagai frega solo dell'assegno che arriva ogni mese  :]
Si potrebbe ribatezzare la collezione con un "Go Nagai Nomi Random Collection"  ^_^
Com'è il modellino?
L'idea di metterlo in posa con la sua pipa non è male, peccato che il mio pezzo, oltre ad una chiazza grigio chiara sui capelli e un mezzo baffo non colorato di nero, abbia un grumo di colla/lucidante sul collo. Ho provato a grattarlo delicatamente via, ma non ho insistito più di tanto. E non mi azzardo ad usare prodotti pulenti, non vorrei mai che la vernice sbavasse, più di quello che è sbavata di suo...
E poi non ho capito perchè gli hanno messo le pantofole :]




La chiazza più chiara sui capelli e la scatarrata... ehm... colla, volevo scrivere colla, sul collo.
La colla sul collo di palla di pelle di pollo  :]


 Il Professor "Nome Random"  dalle solite svariate angolazioni.

venerdì 15 gennaio 2016

"Pamphlet Mirai shōnen Konan" (Conan il ragazzo del futuro) - 1979



Un mio grande rammarico è che su "Conan il ragazzo del futuro" non ci siano pubblicazioni in italiano, o meglio, io non ne ho mai vista una. Zero totale... niente cartonati, niente fumetti, niente giocattoli, per non parlare di un album di figurine del periodo... un vero peccato... ed è sempre stata la mia serie preferita. Certo, Goldrake, Jeeg ed il Grande Mazinga mi galvanizzavano, Heidi mi riempiva di felicità, ma Conan mi faceva pensare.
Oltre agli insegnamenti della mia famiglia, credo che il mio odio per i dittatori (di qualsiasi credo politico/religioso) si sia cristalizzato grazie a Lepka, l'unico che rimane cattivo fino alla fine, una vera pupù umana...
Ricordo ancora quanto mi catturasse ogni puntata, quanto aspettassi la puntata successiva, tutti i pomeriggi su Rete 4, mi pare durante la trasmissione "Ciao Ciao".
Una delle serie più belle dell'animazione di ogni tempo totalmente ignorata a livello di gadget italici, ergo mi tocca accontentarmi del materiale giapponese, assolutamente illeggibile, ma piacevolmente osservabile, come questo pamphlet.
A dire il vero anche oggi questa serie è stranamente ignorata, per esempio, tra le decine di monografie pubblicate da più editori, mai nessuno si è azzardato ad analizzarla. Eppure le tematiche proposte sono tantissime e profonde, i personaggi coinvolgenti, senza contare che, come penso tutti noi si sappia, il regista di Conan fu Hayao Miyazaki, un'opera pre-ghibliana. Certo, all'interno delle biografie su Miyazaki la serie è spesso trattata, anche in maniera interessante, ma niuno si è lanciato in un libro monografico. Spero che i primi non saranno quelli di "Ultra Shibuya" T_T
Questo pamphlet fu pubblicato penso dalla "Nippon Animation", non credo per pubblicizzare la serie, visto che la tv che la commissionò era la statale NHK, comunque, indipendentemente da questi miei dubbi, le 25 pagine di cui è composto contengono delle belle immagini, un po' di scritto, ed anche gli schemi dei mecha della serie. E' un po' anomalo come pamphlet, pare più che altro un mini art book.


 L'indice, per chi lo sa leggere, ovviamente :]




lunedì 11 gennaio 2016

"L'era dei super eroi Corno" - Volumi 1 ( l'Uomo Ragno e Devil) e 2 (Fantastici 4, Thor e Capitan America)



TITOLO: "L'era dei super eroi Corno" - Volume primo: l'Uomo Ragno e Devil
AUTORE: Luca Mencaroni
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 255
COSTO: 40€
ANNO: 2014
FORMATO: 22 cm x 22 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788890792588





TITOLO: "L'era dei super eroi Corno" - Volume secondo: Fantastici 4, Thor e Capitan America
AUTORE: Luca Mencaroni
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 495
COSTO: 40€
ANNO: 2015
FORMATO: 22 cm x 22 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788899397029

Il primo volume lo comprai in fumetteria appena uscito, approfittando di un mega sconto del 20 o 25%, e questo ci porta all'unica pecca della pubblicazione: il costo = 40 euro l'uno...
Il secondo volume l'ho recuperato al "Lucca Comics and Games" scorso, con il classico sconto fiera, cioè circa il 10%.
Entrambi i volumi meritano, anche se, quando era uscito il primo volume, sul mercato non esisteva la mega pubblicazione "La Marvel nelle edizioni Corno", di Danilo Chiomento. Il catalogo di grande formato editato dalla casa editrice Allagalla è simile alla pubblicazione della Mencaroni Editore. Non mi azzarderò a valutare quale sia la fatica editoriale migliore, non essendo io abbastanza esperto in fumetti Marvel/Corno, di certo i due volumi qui recensiti costano assai di più, e nel 2016 ne uscirà un terzo, ergo ipotizzo altri 40 euro.
Probabilmente, prima di ipotizzare quale delle due case editrici abbia svolto il lavoro milgiore, anche in un rapporto qualità/prezzo, bisognerà attendere il terzo volume de "L'era dei super eroi Corno".
Ovvio che se un fan dovrà comprare tutti e tre i volumi assieme, l'esborso sarà veramente cospicuo, con conseguente spostamento delle proprie attenzioni sul catalogo della Allagalla.
Personalmente ho evitato ogni dubbio comprandoli tutti...  T_T
Forse questi due volumi contengono un po' meno di approfondimento scritto sulla Marvel/Editoriale Corno, però, per esempio, il volume due è aperto da una biografia di Andrea Corno.
Ognuno valuterà in base al proprio portafoglio/passione ;)
Intanto, alla fine del secondo volume, c'è un'anteprima un po' misteriosa sul terzo volume. 



Riparto, ora dal volume 1, quello su l'Uomo Ragno e Devil, la spesa per l'acquisto di questo volume mi è costata assai, in quanto non sono un fan del diavolo ipovedente...

sabato 9 gennaio 2016

"Wacky Races, the weirdo world of wheels" - febbraio 1971


Ci si poteva dividere tra chi considerava più potente Goldrake o Mazinga Z (dei mentacatti in erba...) oppure più mortifera Candy Candy o Charlotte, ma tutti concordavamo nel considerare il cartone Wacky Races uno spasso. Ovviamente non trasmetteva alcun messaggio valoriale, non aveva proprio nulla da trasmettere, se non due piacevoli risate, ma Dick Dastardly e Muttley erano, e restano, impareggiabili.
"Doppio e triplo accidenti!"  ^_^
Non ho mai visto un fumetto italico delle Wacky Races, non dico non ne siamo mai stati pubblicati, ma io non ne ho memoria, ergo, quando ho trovato questo fumetto Statunitense non me lo sono fatto scappare. Anche perchè contiene qualche pubblicità per bambini del periodo che mi ha lasciato abbastanza sorpreso, più simili a quellle dei giocattoli presenti in Giappone negli stessi anni ( catalogo nipponico 1  catalogo nipponico 2  ) che di quelle italiche ( Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970).
Il fumetto è successivo al cartone, e i disegni sono identici a quelli che abbiamo visto in tv, a differenza di ciò che capitava spesso nelle pubblicazioni italiane che obbligavano il bambino ad un certo dose di adattamento e fantasia ( La Banda TV Ragazzi , N° 17 - luglio 1980 ).
Il numero conteneva due storie complete, cosa assai apprezzabile, visto che ho sempre detestato il dover aspettare una settimana o un mese per sapere cosa succedeva dopo...
Un esempio delle pubblcità presenti, cosa poteva mai desiderare un bambino nel 1971?
Ma ovviamente un paio di stivaloni per sgambettare i ladri di auto!!!
Scemo io che avrei voluto videogiochi :]
E le altre pubblcità sono anche "peggio"!


I nostri eroi sono nella penisola di Baja, in California, che pare esista veramente:
https://it.wikipedia.org/wiki/Bassa_California

Mi pare che nel fumetto i corridori siamo molto più aggressivi che nel cartone, parecchio di più... ma dov'è la "Doppio Zero"?!  ^_^

venerdì 8 gennaio 2016

"Metti una sigla musicale nel cartone animato", di Giosuè Boetto - "Tutto Musica & Spettacolo" aprile 1981



Fatico a trovare articoli sulle sigle dei cartoni animati, ieri, come oggi d'altronde, pare sia un tema di nessun interesse. Per esempio non è stato ancora pubblicato un libro che faccia una ricerca approfondita ed organica sulle sigle tv. Nel 2012 è stato pubblicato "Cartoon Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle TV", ma, per quanto piacevole da leggere, è più un libro nostalgico (sempre nel senso buono).
Questo contributo di Giosuè Boetto su "Tutto Musica & Spettacolo" dell'aprile 1981 è una piccola eccezione, rispetto alla moltitudine degli articoli che si possono leggere sugli anime:
Indice degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno

L'unica pecca dell'articolo, che non denigra nè gli anime nè le loro sigle, è lo scarso approfondimento, una grande occasione persa. Infatti il giornalista si trovò a sua disposizione ben otto pagine, ma lo scritto ammonta a meno di due, ovviamente non saprei dire se la responsabilità fu dell'autore, che non si documentò abbastanza, oppure della testata che lo obbligò a questa stringatezza, riempiendo le restanti sei pagine con delle immagini a doppia pagina.
Con una piccola operazione di taglia e cuci ho riassemblato queste quattro doppie pagine, eliminando il testo e lasciando solo le immagini, devo dire che meritano, anche se avrei preferito più scritto.
Boetto si concentra sulle sigle Rai, essenzialmente quelle del duo Albertelli-Tempera, ed anche questo è un vero peccato, inutile ricordare la quantità mostruosa  (a pari passo con il numero di serie) di sigle che vennero incise in quei pochi anni. Volendo ci sarebbe stato da scrivere per tutto il numero di aprile... senza contare che sarebbe bastato parlare del fenomeno, mai accaduto prima, delle sigle lasciate in lingua giapponese, una lingua non proprio conosciutissima.
Comunque l'articolo elogia sia i contenuti dei cartoni nipponici, sia il tipo di musica che venne usata per attirare l'attenzione dei bambini/e.
Tra l'altro condivido il suo giudizio sulla superiorità delle sigle italiane degli anime rispetto alle nenie dello "Zecchino d'Oro", che personalmente smisi di seguire appena ascoltato le sigle di Goldrake :]
Sebbene l'incipit dell'articolo verta sulla "violenza", questo non sarà nè il tema nè il tono dell'articolo ;)





mercoledì 6 gennaio 2016

Memoquiz Polistil base memoria e libro domande dal N° 2 al n° 6 - 1979/80 - Ovvero il computer non sbaglia mai?



Ho già recensito il Memoquiz Polistil con la base di memoria numero 1 ed il relativo libro di domande in questo post:
Memoquiz Polistil 1979 - base memoria e libro domande n° 1

Quello del link sopra era il set che veniva venduto con il gioco, ed è quello che ho conservato fin da bambino. Qualche mese fa, invece, ho trovato ad un mercatino le espansioni, se si può chiamarle così, dal numero 2 al numero 6, con tanto di confezioni e libri delle domande, tra l'altro quasi regalate.
Ovviamente non me le sono fatte scappare, e devo dire che l'acquisto compulsivo, questa volta, è stato premiato.
Intanto le basi di memoria sono tutte funzionanti, cosa non scontata visto che sono passati 35 anni dalla loro produzione, ed i libri sono intonsi.
Inoltre alcune domande riportano delle risposte tra cui è difficile scegliere quella corretta.
Ovviamente la mia attenzione si è rivolta subito alle tematiche più confacenti a questo blog (ergo solo cavolate), ed in particolare a quelle inerenti film di fantascienza, fumetti Marvel e cartoni animati giapponesi. Quindi, se tra le 5000 restanti domande dei 5 libri, ci fossero altri errori, io non lo saprei dire perchè non le ho lette, ma anche se lo avessi fatto, le materie mi sono così oscure che non me ne sarei mai accorto.
Nei primi anni 80 la frase "lo dice il computer" o "è riportato sul computer" era un mantra ancora incontestabile della burocrazia, l'evidenza non contava, se il computer diceva che eri diventato ugandese bisognava accettarlo. Probabilmente il fascino di un gioco come il Memoquiz era che il computer non poteva sbagliare, ergo le risposte memorizzate erano quelle giuste, ma allora forse non ci era ancora chiaro che un computer viene comunque programmato da uno o più umani, e se questi non sanno nulla di cartoni animati robotici...
Presumo che molti frequentatori e frequentatrici, anche occasionali, di questo blog si ritengano, a torto o ragione, degli esperti nelle serie animate andate in onda tra il 1978 ed i primi anni 80, come lo pretendo io :]
A tutti questi fans un po' saccenti pongo le seguenti domande del Memoquiz  ^_^

Dalla base di memoria e libro numero 2 la domanda 243, pronti?

Allora?
Quale tra Mentor, Actarus, Godzilla e Mazinga è uno dei nemici di Goldrake?
Suvvia... vi vantate da anni di sapere tutto su Atlas Ufo Robot e non sapete questa risposta?  T_T
Va bene, non si dica poi che non sono un blogger magnanimo :]

Dalla base di memoria e libro numero 6 la domanda 853, pronti?




Cacchio... non sapete quale tra Gaiking, Jeeg Robot, Danguard e Space Robot non è un robot spaziale?
Vabbè, le domande con le negazioni sono sempre un po' ostiche...

Dalla base di memoria e libro numero 6 la domanda 889, pronti?


Certo, non è ben specificato se si tratti della base del Grande Mazinger o dell'inutile Mazinger, però chi ne sia a capo mi pare semplice :]
Dottor Rindel, specializzato in purganti.
Dottor Caputo, di chiara origine partenopea.
Dotto Kiro, un chiropratico.
Dottor Yasaki, del famoso studio Yasaki e soci.

Visto che mi pare proprio non siate poi tanto in gamba ecco le risposte, per evitare incredubilità le ho riprese, anche perché non ci credevo neppure io :]

Risposta alla domanda 243, dalla base di memoria e libro numero 2.


           

Chi lo avrebbe mai detto che tra Mentor, Actarus, Godzilla e Mazinga, il cattivo di Goldrake fosse Mazinga... questi della Polistil avranno visto il manifesto cinematografico di  "Mazinga contro Goldrake" in qualche piazza, e si sono convinti dell'inconcepibile.

martedì 5 gennaio 2016

"Il tesoro del castello senza nome" 5 e 6 (Les Galapiats - 1969) - Yamato Video



Tanto per cambiare passerò per ripetitivo, e probabilmente lo sono anche, ma "Il tesoro del castello senza nome" è un "I Goonies" all'ennesima potenza, con l'unica differenza nei toni umoristici. Nel film di Spielberg ci sono di certo più battute, in pieno stile commedia americana, mentre Jean-Loup e soci ne fanno ben poche, e quando le fanno sono poco riuscite, ma in fondo questo non era un telefilm comico!
Era un telefilm d'avventura, con la "A" maiuscola!
Il mito dei film degli anni 80, e di tutto ciò che venne prodotto in quel decennio, nasce anche dalla religiosa opera di santificazione dei fan degli anni che vanno dal 1979 al 1990. Per loro tutti gli anni 80 sono stupendi ed irripetibili, ne ho conosciuti parecchi con questa fissa, sarà che io sono cresciuto a cavallo di due decenni, quindi non ho il medesimo imprinting, però "Il tesoro del castello senza nome" è la prova lampante di come un telefilm del 1969, trasmesso in Italia negli anni 70, sia ben superiore ad un film di cassetta del 1985.
Per chi volesse la recensione delle prime quattro puntate sono nei due post sotto:
"Il tesoro del castello senza nome" 1 e 2 (Les Galapiats - 1969) - Yamato Video

"Il tesoro del castello senza nome" 3 e 4 (Les Galapiats - 1969) - Yamato Video

Avevamo lasciato Bruno e Jean-Loup mentre pedinavano il capo della banda, con la scoperta di un misterioso appuntamento notturno, cosa faranno ora i ragazzi?
Chiameranno la polizia?


Ovviamente no, si dividono in gruppi per controllare i movimenti al castello.
Inutile dire che Jean-Loup si piazza con Marion :]


lunedì 4 gennaio 2016

Guida a UFO Spazio 1999



TITOLO: Guida a UFO Spazio 1999
AUTORE: Chris Drake
CASA EDITRICE: Fanucci Editore
PAGINE: 127
COSTO: 18,60€
ANNO: 2000
FORMATO: 27 cm x 20 cm
REPERIBILITA': Praticamente introvabile
CODICE ISBN: 9788834707593

Nonostante di "UFO Shado" venne prodotta una solo serie, e di "Spazio 1999" solo due, penso che i fan apprezzerebbero un paio di film nuovi, due bei remake con gli effetti speciali di oggi. In fondo fanno remake di ogni cosa... perchè "UFO Shado" e "Spazio 1999" no? O_o 
Cercavo questo libro da una decina di anni, anche online è praticamente introvabile. Inutile chiedere alle librerie o alla casa editrice, visto che è fuori catalogo già da un pezzo. Ho sempre sperato di trovarlo in qualche fiera del libro usato, o in qualche mercatino. Speranza più che vana. Devo ringraziare Susy e Guido per avermelo regalato a Natale, ormai avevo abbandonato ogni illusione. Devo dire che il suo contenuto non mi ha deluso, ed ho appreso anche delle cose che non sapevo di entrambe le serie.
L'unica cosa che non mia ha convinto molto è quando l'autore si lancia in spiegazioni un po' personali delle tecnologie presenti in "Ufo Shado", per "Spazio 1999" queste fantasie sono quasi assenti. Mi permetto di chiamarle "fantasie" in quanto non sono informazioni provenienti da Gerry e Sylvia Anderson, gli autori delle serie, e neppure da informazioni che si possono intuire dalla visione del telefilm. Capita sovente che in fan si lancino in spiegazioni personali dell'universo del proprio telefilm preferito, un esempio classico è "Star Trek", ma secondo me è sempre un'operazione un po' azzardata, specialmente se la serie è composta da una singola stagione, come "Ufo Shado". 
Un esempio di questo modus operandi dell'autore lo si ha a pagina 21, dove viene "ipotizzato"(?) che lo scopo delle parrucche indossate dalle splendide ragazze di Base Luna sia quello di proteggerle dai potenti campi elettromagnetici della sala di controllo.
Per fortuna che nell'edizione italiana c'è una nota del traduttore in cui viene spiegato che questa ipotesi è solo una speculazione dell'autore, in quanto lo scopo delle parrucche colorate era solamente scenico.




A parte queste speculazioni un po' da fanfiction dell'autore, la guida è interesantissima.

domenica 3 gennaio 2016

Giappone delle meraviglie, miracoli del passato sfide del futuro


TITOLO: Giappone delle meraviglie, miracoli del passato sfide del futuro
AUTORE: Vittorio Volpi
CASA EDITRICE: Egea
PAGINE: 209
COSTO: 24€
ANNO: 2015
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788883502354


Nel periodo prenatalizio ho trovato più titoli di saggistica storica/sociologica sul Giappone, ho scelto questo perché, oltre al passato, analizzava il presente e cercava di dare uno sguardo al futuro del paese del Sol Levante.
Ho fatto bene?
Direi che sostanzialmente è un libro che ho trovato interessante, anche se alcune parti mi sono incomprensibili per la mia ignoranza delle tematiche economiche, ed in altri punti sono rimasto un po' perplesso.
L'autore racconta i suoi quattro decenni di vita professionale in Giappone, dove ha lavorato in campo economico/bancario, e da dove scriveva per alcuni quotidiani italiani (Il Giornale, Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore) della situazione politica ed economica nipponica. Racconta tutte le trasformazioni che ha vissuto e visto con i suoi occhi, ma anche quelle precedenti al suo arrivo in Giappone, partendo dall'arrivo delle navi nere del commodoro Perry. Sono riportati stralci di suoi articoli scritti per i quotidiani italiani, in 20 anni di collaborazione giornalistica.
Il punto di vista dell'autore è, come ovvio che sia, prettamente economico, quindi valutare il valore finale totale del saggio è per me problematico. La parte più storica mi è parsa valida, la parte economica l'ho letta con piacere. Bisogna vedere quanto chi lo legge abbia fiducia nelle teorie economiche a cui si rifà l'autore. Io ne ho poche, il perché lo si capisce vedendo come funziona il mondo finanziario ( e di conseguenza la società).
L'autore ha il coraggio, oltre che di analizzare la situazione economica del Giappone degli anni passati, anche il presente ed il futuro, benché questa parte sia minoritaria nel saggio. Non è facile fare previsioni economiche, di solito gli economisti e tutti i vari esperti sono in gamba a spiegarti il crollo della borsa o una crisi finanziaria dopo che è successo il patatrac... prima quasi mai... cosa che sarebbe grandemente più utile...
L'obbiettivo dell'autore è incentrato sulle “aperture” del Giappone verso l'esterno: 
prima la Restaurazione Meiji poi l'occupazione statunitense, quindi quelle passate, ma anche le mancate aperture degli anni 90 e 2000, fino alle ipotesi di apertura future, incarnate dal primo ministro Shinzo Abe.
Per Volpi il Giappone si è imposto al mondo quando si è aperto verso l'esterno, mentre quando non lo ha fatto ha patito i rovesci più grandi.
Prima di addentrarmi un po' di più nel contenuto del saggio ci tengo a far notare una grossa disfunzione editoriale. Il libro non contiene la bibliografia, non per la sua assenza, ma perché la si può consultare sul sito della casa editrice. Per fare ciò, però, bisogna digitare un codice presente nella quarta di copertina, a questo punto dovrebbe comparire sia la bibliografia che una "swot analysis" aggiuntiva dell'autore, che mi sarebbe piaciuto leggere, anche perchè il libro l'ho comprato...



 Ho digitato il link, ma non ho neppure fatto in tempo ad inserire il codice, perchè...



Complimenti vivissimi  :]

Ritorno alla recensione.

sabato 2 gennaio 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 11 Gran Maresciallo delle Tenebre



Con il Gran Maresciallo delle Tenebre direi che si completa il panorama dei cattivi de Il Grande Mazinga, cosa non da poco perchè mi pare, pur non essendo un collezionista di modellini, sia la prima volta che vengano prodotti in una unica serie organica.
Devo dire che anche questa uscita speciale numero 11, come la normale numero 78, è sopra la media della GNRC, sia come fattezze che come colorazione.
Mi auguro che sia uno standard per le future moltitudini di uscite, che ci accompagneranno fino a metà del 2017...
Ho sempre preferito il Generale Nero al Gran Maresciallo delle Tenebre, probabilmente perchè quando vidi quest'ultimo per la prima volta non sapevo che al suo interno ci fosse un personaggio tanto importante come il Dottor Inferno, dato che venne trasmesso prima il Grande Mazinga rispetto a Mazinga Z. Comunque anche il Gran Maresciallo delle Tenebre faceva la sua porca figura di carogna senza scrupoli.
A voler trovare il difetto per forza al modellino, mi pare che le corna di destra della testa siano più larghe di quelle della parte sinistra.
Non mi aspettavo che la figura del Dottor Inferno venisse riprodotta fedelmente, essendo troppo piccola, e quindi è stata scelta una riproposizione alla King Gori, dove Venusia era un simil gelatino nella mano del potente mostro spaziale di Vega.




Ribadisco per l'ennesima volta che, quando si mettono assieme i vari personaggi di una stessa serie, l'effetto totale è migliore dell'impressione che si ha nel guardare ogni singolo personaggio.
"Provare per credere" e "l'unione fa la forza"  ^_^




La foto totale globale dei personaggi dell'impero di Mikenes, da cui ho omesso volontariamente le due astronavi, mi ripaga, parzialmente, dell'esborso pecuniario subito fino ad oggi.
Per fare la foto sopra ho dovuto tirare fuori l'inferno di scatoline... ora spero di riuscire a riaccoppiare scatola, imballo e personaggio T_T