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giovedì 10 settembre 2015

"Metropolis" - Editoys (metà anni 70)



Si, lo so.
La confezione pare abbia fatto le guerre puniche, ed è così. E' una scatola "vissuta", oltremodo giocata, smisuratamente piaciuta, senza contare che avrà circa 40 anni. Questa confezione in particolare non mi è possibile datarla (neppure ai proprietari), non credo sia la prima edizione del 1974, perchè non torna con il conto dei nostri anni, oltre al fatto che ho visto scatole con le villette rosse (vedi anche la pubblicità su Topolino più sotto), e non blu come questa. Ergo questa deve essere una successiva (di pochi anni) riedizione, ma sempre della Editoys di Bollate, azienda italianissima.
Come identici, ovviamente, sono gli ideatori:
Moc & Gamba, alias Carlo Mocellin e Gianni Baldini.
La prima informazione l'ho recuperata dal libro "Dizionario dei giochi di società" di Enrico De Luca, che tramite il web mi ha permesso di risalire alla seconda:
 https://boardgamegeek.com/boardgamedesigner/17635/moc-gianba

Di giochi in scatola, ad ora, ne ho recensiti 17. Tra quelli a cui ho giocato di questi 17, e tra quelli che non ho recensito ancora, ma a cui giocai da bambino, Metropolis è tra i più belli, o forse il più bello.
Ringrazio Ivan e Simona, con i quali giocavo da bambino, che mi hanno prestato (sempre che io mi ricordi di restituirglielo ^^) il gioco per fare questa recensione.
Alla fine mancano solo 5 cartine verdi, un segnalino, un biglietto della lotteria, ma secondo i proprietari potrebbero essere in giro da qualche altra parte, e qualche albero è rotto.
Considerando la mega dotazione della scatola, era quasi destino che qualcosa si perdesse, e qualcosa si rompesse, tra l'alltro direi che un albero glielo ruppi io T_T
Non per nulla sul web Metropolis ha delle quotazioni da vendita di rene...
Cosa aveva di bello questo gioco?
Intanto la libertà di movimento sulla plancia di gioco, potevi scegliere sia dove andare che come muoverti, se a "piedi", in tram, in taxi o in metropolitana!
Certo, per vincere bisognava comunque seguire le indicazioni della mitica "Gazzetta di Metropolis", però cosa fare prima ed il percorso per arrivarci era totalmente libero.
Poi l'idea geniale che per lo svolgimento del gioco si dovessero seguire le notizie pubblicate su un "vero" quotidiano: "La Gazzetta di Metropolis, quotidiano indipendente del mattino di Metropolis".
A differenza di quello che si potrebbe pensare spulciando questo blog, io da bambino e ragazzino detestavo leggere, era proprio una cosa che odiavo, con qualche eccezione, tipo i Marvel della Corno o la "Gazzetta di Metropolis" ^_^
La lettura della Gazza doveva seguire un ordine:
prima le notizie della rubrica degli "Affari", poi la "Cronaca Cittadina", per ultima "Oggi a Metropolis".
Era il giornale che dettava i tempi degli avvenimenti, poi ognuno decideva la sua tattica, avversari permettendo. Dato che sovente gli affari che potevi realmente cercare di ultimare erano inferiori al numero dei partecipanti, non era inusuale che si finisse il turno a bocca asciutta... senza contare che il giocatore che concludeva dal secondo affare in poi poteva chiudere il giornale T_T
Un altro punto a favore del gioco era la mega dotazione: carte, cartine, permessi, assicurazioni, alberi, taxi, villette, addirittura grattacieli!
E tu vedevi, se eri abbastanza accorto e veloce nel seguire le news della "Gazzetta di Metropolis", il tuo grattacielo innalzarsi sempre più alto, mentre la sua ombra calava su quelli degli avversari: palazzinari da quattro soldi :]
Infine il gioco prevedeva una certa dose di cattiveria, moderata, ma concreta. Piazzare il cavalletto dei lavori in corso una casella prima dell'ingresso della Società Immobiliare, proprio davanti al pedone di un tuo avversario o avversaria, quando era in vendita l'ultima villetta, era una goduria incalcolabile (ihihihihihi).
Oppure girare la roulette e piazzare un bel rudere, che faceva perdere gli introiti del terreno, al posto di una bella villetta!
E quanto era godurioso  chiudere il giornale al secondo affare che avevi concluso? oh oh oh
Una delle cose che rendeva il gioco divertente e giocabilissimo erano le istruzioni: chiare, semplici, non interpretabili, in cui era presente un indice in ordine alfabetico con tutti i nomi degli elementi del gioco.
Un altro aspetto, totalmente personale, e qui mi riferisco a me e ai mie amici di cortile, era che i nomi delle vie presenti sulla plancia erano le medesime di quelle della nostra zona, addirittura c'era anche la nostra via!
Nel fare qualche ricerca per questa recensione, ho scoperto che esiste un sito in cui si possono scaricare tutte le parti cartacee del gioco!
Un'idea che dimostra quanto Metropolis colpì tutti quelli che ci giocarono:
https://metropolisfan.wordpress.com/


        


Ma quanto è bello? ^_^
Il bordino di adesivo ligneo sulla plancia di gioco non è una dotazione originale, ipotizzo fu messo dalla sorella del duo di proprietari.




La plancia di gioco un po' più piena.


           


Su un Topolino del dicembre 1975 ho trovato la pubblicità di Metropolis.
Attualmente esiste un gioco in scatola che si chiama Metropoli , senza la "s" finale, non saprei dire quanto si ispiri a quello originale, ma in parte lo ricorda.



Erano presenti ben 20 edizioni della "Gazzetta di Metropolis", con casistiche varie, ed anche qualche denucia sociale, tipo ammende pecuniarie e minacce di reati penali per chi non pagava le tasse, inquinava o edificava senza licenza edilizia. Purtroppo bastava comprare la licenza edilizia prima che la Gazzetta pubblicasse la new della verifica statale, per condonare tutto, non molto educativo, però molto italico T_T
Quindi largo ai 20 giornali, le cui macchie furono causate, probabilmente, anche da me :]























Il regolamento, che dovrebbe essere preso ad esempio da parte di tutti i creatori di giochi di società...
Solo tre pagine di regole, più una guida chiara e semplice da consultare.






















Anche se il video vale più delle immagini, non fanno male neppure le seconde ^_^







Le vie della nostra infanzia!


















L'espositore permetteva di sapere cosa fosse disponibile per ogni turno di gioco, ma, soprattutto, cosa avanzasse man mano che le iene ne spolpavano la dotazione. Era terribile rendersi conto che il turno poteva terminare e tu avevi girato in tondo sempre anticipato dagli avversari  T_T




In altre recensioni di giochi in scatola ho fatto notare che, con qualche eccezione, i giochi che non erano trainati da film, telefilm o serie animate, avevano una dotazione più corposa.
Metropolis ne è una prova.











Penso che la prima volta in vita mia che ho appreso dell'esistenza della carta di credito sia stato in questo gioco, e, come nella realtà odierna, non la usavo, è stato un gioco educativo.
Dovevi avere anche l'assicurazione e la licenzia edilizia, ma non era obbligatorio, bastava che la Gazza non ti scovasse senza, un po' come nella vita reale...





Le cartine verdi erano contemporaneamente gli Imprevisti + le Probabilità del gioco.
Anche piazzare un bello sciopero su uno dei tre mezzi di trasporto, rallentando l'arrivo a destinazione di un avversario/a, era una bella soddisfazione :]












La roulette gestiva tuti gli spostamenti e la sorte in generale. Un sistema del genere, come al solito, poteva dare adito a contestazioni sulla sua posizione finale (la famigerata "Final Destination"), specialmente se il tasso di competitività era alto.




Le dotazioni plasticose.




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