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martedì 29 ottobre 2013

Spazio 1999 - Il Distacco (con appendiice scientifica) - numero zero collana editoriale 1976



Nel 1976 la casa editrice AMZ pubblico questo numero zero della collana su "Spazio 1999", le pubblicazioni continuarono con altri 11 numeri (che un po' alla volta inserirò qui sul blog) e si conclusero nel 1978. A questa prima collana di 12 numeri seguì una molto più breve di 4 numeri, pubblicata dal 1979, che corrisponde alla nuova serie con Maya.
Il telefilm "Spazio 1999" fu un avvenimento televisivo non da poco nel 1976, la Rai lo trametteva in prima serata, ed era pura fantascienza, penso non fosse mai accaduto prima. Il successo fu grande, e questa collana ne è un esempio, numerosi furono i modellini e c'era anche un gioco in scatola.
Ovviamente ero un piccolo fan della serie, anche se spesso mi impauriva (cosa che non capitava con Star Trek, per esempio), ancora oggi la considero apprezzabile, benché abbia scoperto che i produttori inglesi Gerry e Sylvia Anderson interruppero dopo una sola stagione il telfilm UFO Shado proprio per iniziare Spazio 1999, una colpa difficilmente emendabile...
L'idea era di certo originale, e molte trovate scenografiche erano valide, ovviamente l'ambientazione era anni 70 (specialmente l'arredamento), ma ce ne accorgiamo ora. Dal punto di vista della veridicità scientifica la trama aveva parecchie pecche, forse scontava lo svantaggio (rispetto a Star Trek) di essere ambientata solo poco più di 20 anni nel futuro.
Questo primo numero è impreziosito dalla "appendice scientifica" sui viaggi nello spazio, o meglio su ciò che nel 1976 si pensava che il futuro (cioè oggi) ci riservasse, ed è questo l'aspetto che lo rende interessante.
Prima di illustrare il libro mi pare doveroso partire con la stupenda sigla d'apertura, che conteneva le anticipazioni della puntata.


                           



Ecco l'elenco dei numeri di questa prima collana:



Il cast, formato da attori con fisici normali, manca, per esempio, la supergnocca, che arriverà con Maya.







L'anno di stampa.



In questa collana la parte scritta è preponderante, le immagini non mancano, purtroppo sono spesso di primi piani, con l'effetto di diventare troppo ripetitive, dopo aver visto 10 volte il viso di Koenig ci si stufa un po'...
Ecco l'incipit della storia.




La base Alfa sulla Luna, ancora nell'orbita della Terra.



Il mini mezzo cingolato si sta recando sul sito di stoccaggio delle scorie nucleari.





I momenti appena precedenti allo scatenarsi della catastrofe.






L'Aquila sopa il deposito di scorie.




L'Aquila deve avere uno scarico a massa molto scarso...





Ops...


Effetto a catena.



Sullo sfondo il computer principale che non sa più che pesci pigliare dopo che la Luna è stata proiettata nello spazio profondo: "HUMAN DECISION REQUIRED".




Fine del primo numero (ma gli "Alfani" sono la corrente scissionesta del PdL?! O_o )




La mia prima visione di Spazio 1999 fu chiaramente in bianco e nero, ma quando negli anni 90 fu replicata dalla Rai mi accorsi di una piccola incongruenza tecnologica, forse una delle tante, riguardante i monitor in bianco e nero.
Come poteva essere che un telefilm trasmesso a colori nel 1975 utilizzasse ancora il bianco e nero per le comunicazioni interne nel 1999?





Mentre ritengo che vada fatto un elogio per la trovata dei comunicatori mobili col mini monitor (sempre in bianco e nero), direi una bella anticipazione dei telefonini attuali.
Le due immagini sono prese dal numero successivo della collana.





Ed ora è il momento della "appendice scientifica", purtroppo non è riportato il suo autore o autrice, posso immaginare che sia stata scritta da qualcuno che avese un minimo di conoscenza scientifica di allora, e anche amante della fantascienza.


Bello il disegno.


La prima parte (Le navi dello spazio) è una spiegazione scientifica di come ci si immette in orbita, di come si vola e di come si esce dall'attrazione orbitale, sempre all'interno della rotta Terra-Luna.
Viene ben spiegato (tanto che l'ho capito pure io) il limite che ha il viaggio inerziale nello spazio, e di come le "astronavi" che abbiamo oggi (cioè nel 1975) sfruttino solo questo moto di spostamento, rendendole non utili ai viaggi nello spazio con equipaggio umano, in quanto i tempi si dilatano troppo.














La seconda parte (L'splorazione dello spazio) spiega come con la tecnologia attuale l'equipaggio non avrebbe una vita semplice su un'atronave, stante il problema dei tempi di spostamento. Quindi rende conto dell futuro sviluppo delle tecnologie per il viaggio nello spazio con equipaggio umano allo scopo di ovviare alla scarsità di acqua, cibo, attività fisica, la mancanza di gravità etc.










 La terza parte (Le citta dello spazio) racconta di come sarà la vita sulle base spaziali. Siamo informati che per la costruzione di basi spaziali (necessarie per la realizzazione di astronavi interplanetarie a propulsione atomica) gli americani hanno il progetto "Von Braun", mentre i sovietici il "Kosmodon" (cioè quello che portò alla MIR?).
Il tutto sarà il preambolo della costruzione di una base lunare. Tanto che chi s crisse questa lunga appendice si dilanga nei particolari dei progetti esistenti nel 1975, impressionanti! Specialmente perchè non se ne fece nulla...
E' raccontata dettagliatamente la futura navetta che servirà per la costruzione della base lunare e delle basi orbitali: l'Orbiter.
Direi che l'Orbiter, chiamato anche "traghetto spaziale" sia lo Space Shuttle.










La quarta parte (La conquista del sistema solare) ci spiega come l'uomo si spingerà in tutto il sistema solare, Marte primo obbiettivo!
Viene ben spiegato il progetto statunitense per portare l'uomo su Marte entro il 1982(!).
Saranno esplorati i due satelliti di Marte più interessanti: Phobos e Deimos.
Secondo un astronomo sovietico (Ziegel) Phobos e Deimos sono due satelliti artificiali messi in orbita alla fine del 1800 da una civiltà aliena.
La tappa successiva della colonizzazione sarà Venere, a cui seguiranno gli altri pianeti del sistema solare.













Nella quinta parte (Una mano tesa verso gli extraterrestri) non potevano mancare gli extraterrestri, cioè i radar con i quali si scandaglia lo spazio alla ricerca di segnali provenienti da altre intelligenze. Si da conto di tutti i progetti radioastronomici esistenti a questo scopo.





Nella sesta parte (L'atronautica del futuro) si parla del futuro, un futuro più futuro di quello che possiamo immaginare, quando avremo i razzi fotonici e potremo esplorare l'universo.







2 commenti:

  1. In realtà, Gerry e Sylvia Anderson non decisero affatto di interrompere UFO dopo la prima stagione. Furono i finanziatori della ITC di New York a cambiare idea, dapprima commissionando agli Anderson una seconda stagione di UFO e poi, quando gli ascolti in USA calarono sensibilmente, decidendo invece di produrre una nuova serie del tutto slegata da UFO.

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