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domenica 29 ottobre 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 12)


Annoto subito che in copertina non sono né gridate né sussurrate interviste vecchie come il cucco e non fatte dalla redazione di "Anime Cult" ad autori giapponesi, per il semplice motivo che non c'è alcuna intervista ad autori giapponesi, vuoi vedere che il concetto è stato compreso?  :]
Sono presenti, invece, le solite interessanti interviste a protagonisti della scena italiana di fumetti, riviste, programmi tv, manga ed anime:
Cinzia De Carolis; Giorgio Di Vita (disegnatore); Marco Bonetti (voce di Naoto Date); Fabrizio Francato (editoria); Giorgia Passeri (presentatrice); Paolo Dalpello (cantante sigle).

Nel suo consueto editoriale il Ceo si toglie qualche sassolino dalle scarpe dal materiale accumulatosi dopo le polemiche web inerenti la copertina con "l'intervista esclusiva" alla mangaka Takada nel numero 5.
Per parte mia, non avendo social e non avendo espresse in merito, qui sul blog, alcuna critica, non mi sento chiamato in causa. Quello che feci notare io ai tempi, sia per i numeri precedenti che successivi, era l'insensatezza di sparare in copertina i nomi di intervistati nipponici per interviste rilasciate eoni prima e quasi sempre non dalla redazione della rivista, mettendo in secondo piano le interviste fatte dalla redazione. Nel caso l'incaricato di decidere la copertina avesse seguito il mio punto di vista, la polemica con la Takada e/o i suoi fan e/o avversari di "Anime Cult" si sarebbe evitata a priori.
Questo, però, è un blog sperduto, la nicchia della nicchia   ^_^
Anche se poi, occasionalmente, le cose da me riesumate, mi accorgo che tornano utili ed utilizzate :]



Il sommario del numero, con lo speciale sulle serie animate violente. 
A posteriori, e dopo aver riesumato più di 1200 articoli della carta stampata sui cartoni animati giapponesi, posso anche comprendere un certo sgomento degli adulti di allora nel vedere certe scene violente e certe tematiche dell'orrore in un prodotto televisivo destinato ai bambini, che prima di allora non le aveva mai veicolate.
Certo, c'era stato il cartone animato della "La famiglia Addams" targato "Hanna & Barbera", ma non paragonabile a Ben neppure per errore. In qualche cartone statunitense si vedevano scazzottate, ma anni luci dall'efferatezza dell'Uomo Tigre. 
Quindi lo spiazzamento degli adulti poteva anche essere ragionevole, solo che chi scriveva sulla carta stampata non si curava di seguire e capire in quale verso tutta questa violenza agiva, non era fine a se stessa, ma un mezzo per difendere i più deboli.




MikiMoz riepiloga la storia e le varie incarnazioni della rivista "Man-ga", trovo sempre interessanti le analisi sull'editoria di settore, per capire dove siamo arrivati, bisogna ricordarsi da dove si sia partiti, cioè le polemiche della carta stampata e i primi tentativi dei fan riuniti in redazioni di dare una voce al nostro punto di vista.

Ringrazio MikiMoz per la cit. al blog per l'immaginetta recuperata, previo avviso, dal post qui sotto:

giovedì 26 ottobre 2023

La Super Guida Manga, tutto sul fumetto dal sito n.1 sulla pop culture nipponica


TITOLO: La Super Guida Manga, tutto sul fumetto dal sito n.1 sulla pop culture nipponica
AUTORE: Alessandro Falciatore
CASA EDITRICE: BUR Rizzoli
PAGINE: 297
COSTO: 18€
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm X 16 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788817179140


Caso ha voluto che abbia recensito consecutivamente tre libri su anime e manga di tre case editrice non avvezze al tema, stavolta tocca alla "BUR Rizzoli", che entra nel mercato della "new saggistica", come penso di ribattezzarla.
Negli ultimi mesi più case editrici hanno fatto il loro ingresso nello sfolgorante mondo di anime e manga, dopo Giunti, Il Saggiatore, nuinui, Il Mulino, Salani e Mondadoriarriva la BUR Rizzoli.
Come ci entra?
Direi più che bene, anche perché la casa editrice ha avuto la saggezza di rivolgersi ad un sito con solide e consolidate basi di conoscenza, oltre che di followers, quindi in grado di assemblare un guida sui manga da leggere più che affidabile, cioè "Animeclick".
Preciso che io dei 101 manga selezionati ne ho letti pochini, più che altro ho visto le versioni animate. Purtroppo già da anni ho dovuto scegliere se riempire casa con libri e riviste o con i manga, scegliendo la prima opzione.
Quello che resta più importante è l'impostazione del libro, che porta a termine la missione che si prefigge, cioè informare esaurientemente.


A pagina 42 Alessandro Falciatore spiega i criteri che hanno portato a scegliere questi 101 manga, escludendone altri che avrebbero avuto diritto a farvi parte, cioè la reale reperibilità per chi fosse interessato a leggerli. Cassando, però, i titoli con licenza scaduta.
Inutile stare a sindacare se un titolo scelto da "Animeclick" meritasse o meno di essere inserito nel libro, primo perché non ho le competenze per valutarlo, secondo perché tutte le liste chiuse hanno sempre delle mancanze, altrimenti si inserirebbero 1000 titoli  ^_^
Nela pagina di destra, la numero 43, è illustrato come ogni scheda è stata pensata, direi in modo chiaro ed esaustivo.
Sono descritte le varie edizioni italiche, nel caso si voglia recuperarle, ed è sempre presente l'informazione se la serie sia terminata o meno.

La prima scheda è quella sul manga di Doraemon (io vedevo l'anime quando Nobita si chiamava Guglia).
Dopo l'illustrazione dei dati del manga visibili a pagina 43, sono presenti:
la sinossi (Storia); notizia sul manga; info su versioni anime e videogiochi, gadget; un box con varie curiosità; può essere presente un mini approfondimento sul/sulla mangaka.

Ad ogni titolo sono dedicate dalle due alle quattro pagine, mediamente due pagine.
Nelle pagine che precedono le schede si introduce brevemente il lettore alle nozioni base per fruire consapevolmente di un manga: 
composizione; storia del manga in Giappone; storia del manga in Italia (fino al 2023); come viene pubblicato un manga in Italia (interessante); tecnica manga; successo dei manga in Italia.

Nella prefazione Domenico Guastaferro esplicita un concetto che condivido in toto e che cerco di seguire comprando libri a iosa, riassumo con parole mie:
il web è importante, ma immateriale, temporaneo e fugace. Un libro resta. Ora anche "Animeclick" ha trasposto su carta parte delle proprie conoscenze, che da immateriali son diventate materiali.

C'è uno scotto, secondo me, da pagare con il passaggio da web a libro:
finché scrivi su un sito virtuale gratuito, eventuali occasionali imprecisioni sono compensate da tutte le altre informazioni messe a disposizione del web gratuitamente da tanti appassionati, ma quando passi al libro cartaceo a pagamento, può essere che il livello di pignoleria del lettore pagante aumenti   ^_^
Non che si pretenda la perfezione assoluta, ma se uno nota, in base alle proprie conoscenze, qualche imprecisione, magari lo fa notare.

lunedì 23 ottobre 2023

Parla come manga, dizionario pop di anime e cultura giapponese


TITOLO: Parla come manga, dizionario pop di anime e cultura giapponese
AUTORE: Sayaka Conti
CASA EDITRICE: Giunti
PAGINE: 235
COSTO: 19,90€
ANNO: 2023
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788809935150


"Venghino, signori, venghino, avanti c'è posto!"  ^_^
Anche la Giunti si è aggiunta (passatemela questa...) alle nuove case editrici che si buttano nel mercato della saggistica di manga ed anime.
Stavolta è stata arruolata un'appassionata di anime italogiapponese con madre italiana e padre giapponese (spero di aver capito bene...), cosa che la agevola tantissimo nella lingua, infatti il libro è strapieno di spiegazioni su parole e nomi nipponici (con tanto di ideogrammi), ma non la mette al riparo da un certo numero di inesattezze e da una scarsità di approfondimento abbastanza ingombrante.
Il libro è composto nella quasi totalità da schede, una per ogni serie presa in considerazione, non scrivo analizzata, perché sarebbe troppo.
Nella seconda parte ci sono 90 schede di anime, nella terza parte 8 schede di videogiochi, infine nella quarta parte altre 7 schede tra anime e film.
La prima parte è una breve introduzione al mondo di manga ed anime, più che altro dal punto di vista dei termini giapponesi da parte di una giapponese.
Ogni scheda ha una brevissima sinossi, spesso impossibile riepilogare la maggior parte delle serie o film in così poche righe, a cui segue "Parliamone un po'", in cui l'autrice riporta qualche sua impressione/ricordo e/o valutazioni personali, infine spesso vengono spiegati i termini giapponesi dei nomi della serie e dei nomi dei personaggi.
L'autrice ha anche un canale su "You Tube", e nel libro tende a riportare le battute fatte nei video, usati anche come materiale per fare le schede (l'ho notato per Goldrake...), solo che, a mio avviso, esagera un po' nelle battute (Daitarn 3 e Sampei, per esempio). Un libro non è un video sui social.
Nella scheda è presente un indicatore del livello di cultura giapponese presente in una serie, il "Contanuki", il massimo è cinque "Contanuki", quindi molte consuetudini nipponiche.
L'idea non è male, il problema è che nelle serie Fininvest/Mediaset che son state delocalizzate, rinominate, censurate e tagliuzzate, di cultura giapponese ne è rimasta poca...
Preciso che l'autrice fa sempre presente quando Fininvest/Mediaset censurò pesantemente una serie.
Ogni scheda avrebbe a disposizione un massimo di due pagine per illustrare l'anime, solo che spesso la seconda pagina resta quasi del tutto non scritta... 
Nel totale ci sono una 50ntina di pagine non scritte, non sono preseti immagini, ma 50 pagine mancanti di approfondimento su 235 non sono poche.
Lo scritto è molto dialogato con il lettore, probabilmente perché il target individuato dalla Giunti è quello dei giovanissimi (o forse no? leggere Jeeg), quindi io sarei fuori target  :]
Se lo scopo ultimo della Giunti era confezionare un libro che informasse le nuove generazioni sulla storia delle serie animate trasmesse in Italia (dalle prima alle più recenti), il risultato non è molto soddisfacente, specialmente per quelle più vecchie. 
Risulterebbe agevole prendersela con gli autori di questi libri per le pecche presenti, ma secondo me è necessario anche essere accompagnati da una casa editrice che conosca il tema, e mi pare di poter affermare che tutte queste new entry (Giunti, Il Saggiatore, nuinui, Il Mulino, Salani, Mondadori) della saggistica su manga ed anime non posseggono questo background. Bisognerebbe solo capire se almeno i vari editor siano interessati o meno a migliorare la parte informativa di questa nuova saggistica, ho qualche dubbio. Specialmente quando vedo che spesso non è presente la bibliografia e la sitografia, come anche in questo libro. Possibile che gli editori italiani più importanti non conoscano la bibliografia esistente su manga ed anime scritta da italiani e pubblicata da altre case editrici italiane?

Passo alle schede che mi hanno lasciato qualche dubbio, pur nella minimale informazione fornita.
Lupin II (scheda 6): 
L'autrice, immagino per motivi anagrafici (era bambina negli anni 90), cita la sigla italiana di Mediaset, peccato ve e fossero altre due prima, molto più belle della terza.


Come si può vedere qui sopra e sotto da quattro pagine consecutive, la seconda pagina non viene pressoché sfruttata.

Kyashan (scheda 8): 
L'autrice parteggia come me per un mondo che rispetti l'ambiente, arrivando ad affermare:
"L'aspetto davvero interessante è che i cattivi, qui, hanno ragione! Di certo non per quanto riguarda i metodi malvagi e terribili che usano, ma è innegabilmente colpa dell'uomo se la Terra è inquinata!"

Ecco, a parte che non abbiamo la controprova che Bryking, una volta sterminata l'umanità, avrebbe difeso l'ambiente, ma tra un robot mussoliniano e una umanità inquinatrice, non credo ci sia molto da scegliere. E non mi pare un bel messaggio da inviare alle nuove generazioni. Mia opinione.
Tra l'altro io la serie l'ho vista cinque volte (una da bambino in tv, una in VHS tv, una in VHS ufficiali, una in file ed una un DVD) e non ricordo proprio questo Bryking in versione Greta Thunberg... 
Bryking vuole conquistare il pianeta e per farlo deve estinguere la razza umana.
Lo scopo originale dei robot era quello di disinquinare il pianeta, ma costruiti da un umano!
I robot impazziscono a causa di un fulmine che colpisce il laboratorio del dottor Azuma, quindi non divengono ambientalisti per scelta autonoma. Forse con un po' più di spazio usato nella scheda, si sarebbero potute fare valutazioni di questo tipo.

domenica 22 ottobre 2023

Il cammino dei ciliegi, le donne nel manga


TITOLO: Il cammino dei ciliegi, le donne nel manga
AUTORE: Beatrice Lorenzi
CASA EDITRICE: Il Saggiatore
PAGINE: 179
COSTO: 16€
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788842833116



A scuola mi capitava che il giudizio sui miei lavori fosse un "poteva fare di più" oppure "buona l'idea, ma poco approfondita", lungi da me voler fare il prof che appioppa i voti, anche se temo che talvolta passi questa narrazione, però debbo valutare il saggio con un giudizio simile:
l'idea dell'autrice mi pare ottima, le figure femminile in manga ed anime sono ormai onnipresenti e spesso molto peculiari a livello di personalità, solo che ogni singolo approfondimento di ogni capitolo/personaggi femminili/manga/anime risulta un po' troppo parco di pagine.

Inoltre, come si può vedere dalla scan più sotto, la pagina presenta ampi spazi bianchi su ogni lato, ergo viene ridotta ancor di più la parte scritta, quindi di analisi. Tra pagine con immagine piena e pagine bianche si arriva sulle trenta pagine di un totale di 179, cosa che riduce ancor di più l'approfondimento.
Capita spesso che un libro annunci di trattare dei personaggi nei manga, e poi ci sono anche le versioni anime o viceversa, non fa difetto questo titolo, che annuncia "Le donne nel manga", ma poi si trattano anche le donne negli anime.
La casa editrice è "Il Saggiatore", conosciuta ed importante, stranamente non è presente né la bibliografia né la sitografia, una volta la inserivano.
Il fatto che anche questa casa editrice abbia deciso di inserirsi nel nuovo filone, penso redditizio, di manga ed anime con un suo saggio, dimostra quanto l'interesse sia cresciuto. Forse la casa editrice dovrebbe impegnarsi di più con gli autori nell'approntare scritti maggiormente completi, mia opinione.
Seppur i singoli capitoli siano, secondo me, troppo brevi, lo scritto nel totale rende una buona panoramica sui personaggi femminili in manga ed anime.
Si vede da vari piccoli commenti che l'autrice conosce sia le serie di cui tratteggia le protagoniste, sia la società giapponese, quindi non è di certo una parvenu di manga ed anime arruolata alla bene e meglio dalla casa editrice. Pur essendo, immagino, di alcune generazioni più giovane della mia, è un'appassionata con una base solida, per questo, forse anche con l'aiuto della casa editrice, il saggio sarebbe potuto essere più approfondito.
Ogni capitolo affronta una o più donne in manga ed anime, a grandi linee conosco una buona parte di queste per aver letto il manga o, più spesso, visto l'anime, sono a digiuno completo o quasi delle seguenti:
Innocent; X; xxxHolic; Magic Knight Rayearth (pur avendone letto); One Piece; Naruto; Bleach; JoJo; Glass no Kamen; Rossana; Oshi no ko; Tomie; Chainsaw Man; Full Metal Alchemist; Sailor Moon (pur avendone letto); Madoka Magica; Mermaid Melody; Mew Mew; Ran.

Di seguito i personaggi femminili trattati in ogni capitolo, con eventualmente una mia chiosa sull'analisi dell'autrice.
Capitolo 1: Bulma, l'autrice azzecca il commento sull'età adulta di Bulma quando si lega a Vegeta, in quanto in Giappone alla medesima età ci si aspetta che una donna sia già spostata e con figli.
Capitolo 2: Lady Oscar, qui mi tocca dissentire su alcuni aspetti. In primis aver citato il saggio di Valeria Arnaldi su Lady Oscar, ve ne sono di molto più validi, spero li abbia letti. Tra l'altro nei libri della "Ultra Shibuya" le citazioni di altri scritti sono rare, manca la bibliografia e la sitografia, e poi finiscono citati in altri saggi, misteri editoriali  :]
L'altro aspetto su cui dissento, e non poco, e l'aver avanzato l'ipotesi di una Lady Oscar con tendenze lesbiche o lesbicheggianti. Nulla contro tutto ciò, ma semplicemente madamigella Oscar si innamora di due uomini, Fersen ed Andre, fine. Questa tendenza di voler far fare a Lady Oscar la paladina dei diritti LGBT l'ho riscontrata in altre occasioni, liberi/e di eleggere le proprie eroine, ma Oscar non ama le donne. 
In quale episodio Oscar si infatua di una donna o ha qualche dubbio?
Quando Oscar e Maria Antonietta si infatuano a vicenda l'una dell'altra?

sabato 21 ottobre 2023

"Un Sandokan per due Lassie" - "Il giornale dei genitori" gennaio 1978


La data di pubblicazione di questo articolo, oltre al contenuto e alla testata, penso abbia una certa rilevanza. La testata è quella de "Il Giornale dei genitori", fondato da Ada Gobetti e a cui collaborò per anni Gianni Rodari, si occupava di pedagogia e scuola. Il contenuto lo si può leggere da queste scan, ma è la data ad avere importanza, il gennaio 1978, quindi prima dell'invasione dei brutti e cattivi cartoni animati giapponesi, che sfruttavano economicamente i poveri bambini italiani, obbligando i loro genitori ad acquistare tonnellate di merchandising, tra cui gli album di figurine.
E come venivano sfruttati economicamente i bambini e le bambine italiane prima di Heidi e Goldrake?
Sandokan, Furia, Lassie, il calcio e i supereroi americani i "Magnifici Quattro"... i "Magnifici Quattro"...
Lo scritto si sofferma anche su altri divertimenti "adesivi", il trasferello, gli adesivi (tipo le Super Stickers Panini) e gli autoadesivi per jeans.
A "muretta" ci giocavamo anche noi in cortile, assieme ad altre numerose varianti, comprese quelle da gioco d'azzardo, dove si confrontava l'ultimo numero della figurina, e vinceva quella con il numero più alto. C'era anche una versione "pari e dispari", ma non rammento le regole, ammesso ve ne fossero...
Una delle accuse mosse contro gli album di figurine dei personaggi dell'animazione giapponese fu quella che gli album venivano regalati davanti alle scuole, per poi venderti le figurine, la pratica era trattata come se spacciasse droga... scopriamo che la prassi era antecedente e le ditte che la praticavano venivano considerate "le più abili", non le più approfittatrici o le più moralmente disdicevoli.

Visto che sono nel titolo dell'articolo ed anche come prima immagine linko i due album di Sandokan:




Leggendo l'articolo mi pare di vedere un filmato ripreso in classe durante l'intervallo, che pur essendo assai breve, pareva durare ore ed ore, per quante cose ci cacciavamo dentro:
"Le mazzette fermate con l'elastico saltano fuori dalle cartelle, i rettangoli di carta colorata, scivolano dalle pagine dei libri di matematica e dai sussidiari."

Prima che la Rai trasmettesse Heidi e Goldrake decretandone un successo nazionale pluridecennale, erano altri i programmi televisivi Rai che veicolavano gli album di figurine, tra cui i cartoni animati di "Super Gulp!", che pare non creassero scandalo  :]
Abbastanza incomprensibile il giudizio negativo sul successo dell'album per le adolescenti "Love is", capisco l'aggettivo "melenso", ma perché lagnarsi del successo tra le adolescenti? Saranno stati cavoli loro se ai tempi l'album riscuoteva successo...
Sul filone didattico degli album di figurine viene confermata la mia teoria nata dall'esperienza personale, se un album "puzzava troppo di scuola" ne stavo abbondantemente lontano...




venerdì 20 ottobre 2023

Come far leggere i bambini



TITOLO: Come far leggere i bambini
AUTORE: Roberto Denti
CASA EDITRICE: Editori Riuniti
PAGINE: 165
COSTO: 
ANNO: 1982
FORMATO: 20 cm X 13 cm
REPERIBILITA': biblioteca
CODICE ISBN: 


Ogni volta che trovo un saggio anni 70, 80 e primi anni 90 che cita o tratta l'animazione giapponese in Italia penso sempre che sarà l'ultimo, ed invece continuo a scovarne, poi il livello di trattazione dell'argomento può essere vario, di norma escludo i titoli con una o due citazioni random.
Infatti sono arrivato al sorprendente numero di 37 titoli (con questo), ma altri ancora ne ho recuperati.
Quindi il mio scopo originario di vedere come i cartoni animati giapponesi venissero trattati non in articoli della carta stampata, ma in libri scritti con più calma e magari maggiore approfondimento, oggi dispone di una panoramica abbastanza ampia. Ognuno potrà valutare se e come i vari saggisti riuscirono ad elevarsi dalla superficialità della carta stampata.


In questo post mostro un saggio sulla lettura dei bambini pubblicato dallo scrittore Roberto Denti, di cui ho anche qualche articolo nell'indice dell'Emeroteca Anime.
L'autore cita solo di sfuggita Mazinga, Heidi e Remi, ma mediamente non scarica a loro la colpa dello scarso interesse alla lettura dei bambini fino al 1982, la addita ai genitori e alla scuola. Il giudizio sui cartoni animati giapponesi non è che sia positivissimo, vengono identificati come "personaggi discutibili", ma anche quelli disneyani sono valutati "sdolcinati e falsi", perfino Zorro è giudicato potenzialmente "ipocrita e classista", infine vengono criticati anche i titoli classici della letteratura per bambini/ragazzi, quindi in generale non vennero prese le parti di qualcuno contro altri. L'autore si sofferma su come cercare di spingere il bambino a leggere, senza forzarlo o fargli passare la voglia con libri inadatti, considerando sempre il potere persuasivo della televisione e non ipotizzando mai censure di programmi televisivi.

Controllare sempre in basso il numero di pagina, alcune sono consecutive, altre no.


Perché ci davano il tormento perché guardavamo Heidi e Mazinga e poi gli adulti usavano la televisione come countdown per l'ultimo dell'anno?
Per quanto banale a leggerlo oggi, l'autore fa notare che vietare i personaggi televisivi amati dai bambini, qualsiasi essi fossero, avrebbe portato solo alla marginalizzazione del bambino nei discorsi e nei giochi con i coetanei.
Nel 1982 non era un concetto ovvio, c'era chi faceva le crociate sui giornali ed in televisione per negarci Goldrake...



lunedì 16 ottobre 2023

Considerazione educative su "Sesame Street" in "Mente e Media" (1985)



TITOLO: Mente e Media, gli effetti della televisione dei computer e dei video giochi sui bambini
AUTORE: Patricia M. Greenfield
CASA EDITRICE: Armando Editore
PAGINE: 223
COSTO: 
ANNO: 1985
FORMATO: 18 cm X 12 cm
REPERIBILITA': biblioteca
CODICE ISBN: 



Qualche settimana fa avevo postato un articolo del 18 gennaio 1978 sul Corsera che esprimeva molte critiche a livello educativo su "Apriti Sesamo/Sesame Street":

Nella mia ricerca di materiale sull'animazione giapponese in Italia ho verificato il contenuto del saggio "Mente e Media", in cui l'autrice statunitense tocca più volte l'argomento di come e quanto, invece, fosse educativo il programma per bambini "Sesame Street". Dato che le considerazioni della studiosa differisco molto da quelle della giornalista italiana del Corsera, ho voluto mostrare quali fossero i lati positivi di "Sesame Street", tenendo sempre presente che la Greenfield ha un'ottica non italiana, mentre la Tornabuoni valutava la situazione italica.


Ovviamente il saggio non si concentra su "Sesame Street", ma sugli effetti della televisione (computer e videogiochi) sui bambini, quindi sono citate varie trasmissioni statunitensi, alcune di queste le vedemmo anche in Italia, tra cui "Happy Days".
A titolo di mera curiosità inserisco queste poche ed uniche righe in cui si racconta forse l'unica cosa buona compiuta da questo telefilm, aver quintuplicato il numero di ragazzi che richiesero la tessera della biblioteca, solo perché Fonzie la chiese in un episodio...


Inizio con la parte riguardante "Sesame Street".

martedì 10 ottobre 2023

Vita da Otaku - Manga, anime, videogiochi e cosplay



TITOLO: Vita da Otaku - Manga, anime, videogiochi e cosplay
AUTORE: Giovanni Valenti
CASA EDITRICE: nuinui
PAGINE: 143
COSTO: 19,90 
ANNO: 2023
FORMATO: 27 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9782889751594



Li avrei un paio di libri sul Giappone belli ed impegnativi (uno dei due è un tomo...) da leggere, solo che sono in una fase in cui mi abbiocco appena giro una pagina    ^_^
Ergo mi rifugio in qualcosa di più semplice e veloce, in questo caso elementare e velocissimo.
Non è il primo libro (definirlo saggio sarebbe un tantino esagerato) che ha nel titolo il termine "Otaku", probabilmente è il più basilare:

Non è il primo libro della casa editrice "nuinui" che acquisto, quindi immaginavo cosa mi aspettasse, tanti disegni e poco scritto, solo che stavolta lo scritto è pressoché nullo e i disegni onnipresenti... colpa mia che l'ho ordinato in libreria senza sfogliarlo prima.
Questa recensione serve anche come avviso per eventuali interessati, mi sacrifico per il prossimo  T_T
L'unica parte che ho trovato meritoria di essere appena appena citata è quella in cui si elencano con mini spiegazione le varie tipologie di otaku:
figure moe zoku;
gemu otaku;
anime otaku;
wota otaku;
akiba kei;
fashion otaku;
itacha otaku;
pasokon otaku;
robot otaku.

Nel titolo è riportato anche il termine "cosplay", solo che mi deve essere sfuggito come argomento trattato...
Il libro ha la copertina rigida, molto bello, peccato che è stato stampato in Polonia, immagino con costi minori, e con margine di guadagno maggiore.



A destra la pagina più scritta del libro, nel totale, su 143 pagine lo scritto, mettendo assieme tutte le righe qua e là, ammonterà, stando veramente larghi, a 20 pagine, su 143!   T_T
La collana "Ultra Shibuya" è stata surclassata...

Qui sotto l'indice del libro.

domenica 8 ottobre 2023

"Star Wars - Ahsoka" e l'inflazione di Jedi + la questione mandaloriana (contiene limitati spoiler)


Qualche pressa come faccio di solito.
La mini serie "Ahsoka", mi è piaciuta, come trovo molto belle le tre serie del Mandaloriano, bella anche quella di Boba Fett, mentre "Obi Wan Kenobi" è un affronto a qualsiasi fan di vecchia data. Mi sono fermato al primo episodio di "Andor", mai più ripresa, quindi sospendo il giudizio.
Mi pare ovvio che quando la Disney acquistò da Lucas tutto il circo di "Star Wars" nel 2012 lo scopo era quello di farci dei bei soldini, in fondo è notorio che tranne sparute eccezione la multinazionale statunitense preferisce utilizzare (se i diritti sono scaduti) o acquistare le idee degli altri che crearne di sue. Ergo è logico che insistano nel generare film e mini serie, e qual è il personaggio che attira tutti i fan?
Lo Jedi o la Jedi, visto che da attività prettamente maschile umana in epoca Lucas, ora è stata giustamente resa paritaria tra i due sessi e le tante razze aliene.
Quindi, parafrasando una vecchia pubblicità: "No Jedi, no party"  ^_^
Ne risulta che la Disney ha due opzioni, riesumare i pochi vecchi Jedi e ficcarli a forza dove non c'erano, vedi la serie di "Obi Wan Kenobi", oppure crearne a raffica di nuovi.
Il problema, per un fan primogenito come me, è che io ero rimasto a ciò che disse il buon vecchio governatore Tarkin...

(da una mia VHS fine anni 80/primi anni 90)

         

"I Jedi sono estinti, il loro fuoco ha abbandonato l'universo".

Allora, capisco bene che il Grand Moff non sia il personaggio né più simpatico né più affidabile, quindi magari i Jedi c'erano anche a sua insaputa, però almeno mettiamone uno nuovo alla volta, facciamo due?
Non cinque...
Va bene che dopo una trentina di anni siamo tornati a fare i conti con l'inflazione, ma non di Jedi!
Ormai piovono Jedi, semi Jedi, quasi Jedi, post Jedi, ex Jedi...
Ai tempi erano rimasti, tra buoni e cattivi, Anakin, Obi Wan, Yoda e poi il giovane Luke Skywalker, oggi grandinano Jedi... e non solo loro!
Un'altra tipologia di personaggio di "Star Wars" che sta spopolando sono i mandaloriani, in "Ahsoka" abbiamo addirittura un'aspirante Jedi mandaloriana!
Il problema è, di nuovo, che i mandaloriani non sono mai esistiti in nessuno dei primi sei film!
Mi pare che neppure nei successivi tre se ne vedano, ma questi, essendo già di matrice disneyana, fanno meno testo. 
L'unico personaggio che a posteriori abbiamo etichettato come "mandaloriano" è Boba Fett, solo ed esclusivamente in qualità della sua armatura, che è mandaloriana, mentre lui è un cacciatore di taglie, ma che l'armatura sia mandaloriana lo abbiamo scoperto da poco.
L'enorme vuoto narrativo, però, risiede nel fatto che del pianeta "Mandalore", della sua popolazione mandaloriani e della loro particolare cultura/religione/filosofia mai se ne parla, mai si vede nulla fino ad un certo punto, poi il boom...



Da fan più giovani ho appreso che il personaggio di Ahsoka e degli altri visibili in questa mini serie Disney nascono dalle serie animate "Clone Wars" e "Rebels", anche se in "Mandalorian" avevamo visto Ahsoka, e ai tempi avevo già storto un po' il naso, sempre per il motivo di cui sopra:
"I Jedi sono estinti, il loro fuoco ha abbandonato l'universo".   :]

Ad inizio primo episodio c'è lo spiegone scritto a beneficio dei vecchi come me   ^_^

giovedì 5 ottobre 2023

"I disegni animati giapponesi per la tv", di Davide Greco - "Cinema Sessanta" maggio/giugno 1981


Talune topiche potevano essere in parte comprese, ma non giustificate, se commesse dalla stampa generalista (ignoranza della materiale animazione) e dei quotidiani (poco tempo per approfondire un tema dovendo pubblicare articoli tutti i giorni), quando la bufala dei cartoni animati giapponesi fatti al computer la veicolava una pubblicazione bimestrale di critica cinematografica, la comprensione viene meno...
Con l'aggravante che l'articolo venne pubblicato a metà del 1981, quando ormai un gruppo, seppur limitato, di giornalisti avevano smentito che i produttori giapponesi usassero il computer per gli anime. Inoltre, dopo tre anni dall'esordio di Heidi e Goldrake, forse ci sarebbe stato il tempo per andarsi a consultare qualche fonte nipponica. In fondo, se una rivista di critica cinematografica non consulta un qualche autore nipponico di animazione, chi cacchio lo avrebbe dovuto fare, Topolino?
Lo scritto dell'autore effettua delle considerazione anche condivisibili, per esempio sul merchandising, dimenticando, però, che quando furono gli italici Sandokan o "Spazio 1999" a sfruttare economicamente noi bambini anni 70 e 80, i mass media furono meno inclini alla sollevazione popolare.
Ho provato a cercare informazioni su Davide Greco, ma non ho trovato nulla, saltano fuori risultati non concernenti il giornalismo e il cinema.
L'esordio conclamato dell'animazione giapponese televisiva in Italia è avvenuto con Heidi nel febbraio del 1978 e con Goldrake nell'aprile del 1978, quindi a metà del 1981 facevano tre anni, non quattro.
Nel caso, invece, si considerino i Barbapapà (link 2) e "Vichy il vichingo" bisogna retrodatare l'esordio, ma nessuno di noi aveva contezza che fosse animazione nipponica.
L'animazione giapponese era non solo un problema dal punto di vista estetico, mentre i cartoni di "Hanna & Barbera" o il Signor Rossi di Bozzetto erano visivamente stupendi, ma anche un problema psicologico e sociale!
In una nazione che vedeva tutti i giorni morti ammazzati e violenza in una varietà di modi mai vista né prima né dopo, il problema erano i cartoni animati giapponesi...
Nell'articolo linkato appena sopra di "Atlas Ufo Robot contro il signor Rossi" del settembre/ottobre 1980, sempre su "Cinema Sessanta", già si poteva leggere la fake news degli anime fatti al computer, ma questa volta si entra un po' più nel dettaglio, il dettaglio di un processo produttivo inesistente...
"Ci si riferisce all'ormai conosciuto(!) impiego del computer per la memorizzazione(!!) e per il successivo impiego di unità sequenziali minime(!!!) necessarie alla composizione di tutte le serie di cartoons(!!!!)"

Apprendiamo che il computer veniva usato per la memorizzazione e il successivo  impiego di "unità sequenziali minime"... arrivavano al punto di inventarsi di sana pianta un modo di creare un cartone animato non presente nella realtà produttiva, i cartoni animati giapponesi erano fatti tutti a mano!
Ho cercato on line il termine "unità sequenziali minime", ma non esiste...
Secondo l'autore erano proprio le scene elaborate al computer a creare la "penetrazione fantasmatica" che tanto successo aveva tra noi piccoli telespettatori, ma cos'era la "penetrazione fantasmatica"?!
Non ho trovato riscontri sul web.
Grazie al computer i giapponesi creavano filmati concepiti e allestiti per l'impiego televisivo, che potevano essere seguiti anche distrattamente, dato che tutti noi bambini guardavamo la televisione facendo zapping ossessivo con il telecomando.
A parte il fatto che a casa mia la prima televisione con il telecomando arrivò nel 1986, ma si vede che la mia famiglia era un'eccezione, però gran parte di quelle serie animate nipponiche dovevi seguirle con attenzione, visto che spesso non erano episodi autoconclusivi. Non aveva senso cambiare canale di continuo con il telecomando, specialmente se la serie ti appassionava...

martedì 3 ottobre 2023

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 12 settembre 2023


Il numero di agosto l'ho saltato in quanto spendere 9,90 euro per vedere dei disegni non confà ai miei interessi, nell'editoriale viene riportato che, invece, il numero agostano disegnato ha avuto un grande successo, si vede proprio che io ho delle fisse differenti dalla media.
Resta in ballo la questione del prezzo rispetto al numero di pagine, da quando non sono presenti più i manga le pagine si sono ridotte, il prezzo no.
Giustamente la copertina è dedicata a "Grendizer U", le notizie ufficiali rilasciate sono così poche che viene riepilogato ciò che abbiamo potuto vedere e si cerca di fare qualche ragionevole ipotesi. La prima rivista che riuscirà a carpire qualche informazione più dettagliata sulla nuova serie di "Atlas Ufo Robot" farà un bello scoop.
Vedendo la copertina ero rimasto assai incuriosito da quel "Calcio & Manga: Shingo Tamai VS Captain Tsubasa", visto che il povero Shingo viene spesso ignorato, e da cultore della serie volevo vedere chi vincesse questa partita. Ci torno più sotto.



Come di consueto ho inserito le scan degli articoli che mi sono parsi più interessanti, miei gusti personali  :]


Come scrivevo sopra le informazioni ufficiali sulla nuova serie di "Grendizer/Goldrake U" sono pochine, non è che si potesse pretendere che una rivista italiana accedesse ai file segreti degli emiri sauditi che hanno in mano il progetto.
L'autore ha cercato di illustrare al meglio quel poco che ci è dato sapere, magari scremando le news errate presenti sul web o le indiscrezioni campate in aria.
Concordo con l'autore sull'inutilità delle polemiche verso una serie che deve rispettare i gusti dei potenziali interessati nel 2024, non nel 1978...
Nel mio piccolo avevo preso spunto da un articolo della stampa svizzera per affermare più o meno i medesimi concetti:

lunedì 2 ottobre 2023

Jesus, dal film "Gesù di Nazareth" di Franco Zeffirelli - album figurine Panini 1977


Visto che nei commenti di un precedente post si palesava la non conoscenza dell'esistenza dell'album di figurine Panini sul film "Gesù di Nazareth", in realtà uno sceneggiato di cinque episodi ridotto anche a lungometraggio cinematografico, colgo l'occasione per postarlo. Altrimenti non troverò mai più un motivo logico per inserirlo in questo blog, visto le tematiche usuali, che esulano abbastanza dalla religione cristiana.
Lo sceneggiato lo vidi a sprazzi in televisione, quando ero troppo piccolo il tema mi annoiava, e quando lo replicarono in seguito non mi interessava la tematica. Di certo in casa venne visto, ricordo l'appuntamento fisso per quello che era un vero kolossal, ben prima del "Marco Polo" della Rai. Mi pare che alle elementari vedemmo una parte del film, oppure tutto in più momenti, durante l'ora di religione. Forse un film troppo pesante per dei bambinetti, forse.
Personalmente non rammento nulla del film, se non che se parlava molto, potrebbe essere saggio da parte mia vederlo con attenzione per la prima volta.
Mi resta il corposo dubbio sul perché un bambino nel 1977 si sarebbe dovuto mettere a fare l'album di figurine di questo sceneggiato/film, è vero che gli album ispirati ai cartoni animati giapponesi sarebbero arrivati in edicola circa un anno dopo, ma ci sarà pur stato qualcosa di più coinvolgente da fare per un bambino...

In controcopertina (è la controcopertina?) è elencato parte del cast del film, che faceva veramente impressione per il numero esorbitante di attori di livello mondiale, non attorucoli gonfiati dai media come può capitare oggi, ma gente che aveva passato una vita sul palcoscenico, dal teatro al cinema, passando per la televisione. L'aspetto abbastanza interessante è che alcuni attori del cast non furono inseriti con l'immagine in questa pagina riassuntiva, probabilmente perché nel 1977 non erano ancora famosi, ma lo diventarono in seguito. Per esempio James Earl Jones impersonò Baldassarre (figurina n° 34), ma nel 1977 non aveva un curriculum sufficientemente importante per essere inserito con la foto tra il cast a spese di altri, visto lo spazio esiguo della pagina, il suo nome è riportato nell'elenco in basso.
Si possono annoverare una quantità mostruosa di premi ai singoli attori ed attrici.
Inserisco il cast da Wikipedia:

Robert Powell: Gesù
Olivia Hussey: Maria
Yorgo Voyagis: Giuseppe
Anne Bancroft: Maria Maddalena
James Farentino: Simon Pietro
Regina Bianchi: Anna
Marina Berti: Elisabetta
Michael York: Giovanni Battista
Peter Ustinov: Erode il Grande
Claudia Cardinale: l'adultera
Valentina Cortese: Erodiade
Isabel Mestres: Salomè
Christopher Plummer: Erode Antipa
Cyril Cusack: Yehuda
Maria Carta: Marta
Laurence Olivier: Nicodemo
James Mason: Giuseppe di Arimatea
John Duttine: Giovanni apostolo
Tony Vogel: Andrea
Ian McShane: Giuda Iscariota
Keith Washington: Matteo
Bruce Lidington: Tommaso
Renato Rascel: il cieco nato
Stacy Keach: Barabba
Rod Steiger: Ponzio Pilato
Anthony Quinn: Caifa
Ian Holm: Zerah
Ian Bannen: Amos
Ernest Borgnine: il centurione
Tony Lo Bianco: Quintilio
Pino Colizzi: Jobab
Ralph Richardson: Simeone
James Earl Jones: Baldassarre
Donald Pleasence: Melchiorre
Fernando Rey: Gaspare
Steve Gardner: Filippo
Murray Salem: Simone Zelota
Lee Montague: Habbakuk
Michael Cronin: Eliphaz
Keith Skinner: l'ossesso
Lorenzo Monet: Gesù a 12 anni
Simon MacCorkindale: Lucius soldato romano

Avviso che ho dovuto far un paio di scan per pagina, visto il grande formato dell'album di figurine, ben 34 cm x 24 cm. In basso, a destra o a sinistra, si potrà leggere il numero della pagina, comunque ci sono sempre i numeri delle figurine.