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domenica 3 marzo 2024

"Dossier: i videogiochi", di Sergio Cioncolini, Renzo Fabbri e Giovanni Gandini - "Andersen, il mondo dell'infanzia" n° 6 gennaio/marzo 1984


Finalmente sono riuscito a consultare le prime annate di questa bella testata che voleva consigliare i genitori e gli insegnanti sulle letture più adatte per i figli/studenti, ma non solo, la redazione si occupava regolarmente di tutte le tematiche riguardanti l'intrattenimento ludico-cinematografico-televisivo.
Un vero peccato che il numero uno della rivista sia del dicembre 1982, se fosse esistita dal 1978, oggi avremmo avuto un sacco di informazioni, analisi e testimonianze in più dal 1978 al 1982...
Nella biblioteca dove ho consultato la rivista non è possibile fare fotocopie, solo foto, quindi non sempre la pagina è ben stesa... ho solo due mani, con una reggo lo smartphone, con la seconda cerco di tenere il volume il più disteso possibile... comunque, con qualche aggiustamento software, ho cercato di rendere le foto fruibili.
Tra l'altro questa assai fruttuosa missione in biblioteca, dove ho trovato altre testate ancora più interessanti, è tornata utile in questo periodo in cui il mio scanner sta per esalare l'ultima scan...   ^_^



Premessa, pur non essendo in grado di dare il nome alle due videate del cabinato da bar qui sopra, ricordo benissimo il videogames, mi faceva impazzire   :]

E' importante precisare che "Andersen" era una testata seria e, da quello che ho visto sfogliando la rivista, con una buona apertura mentale, di certo non conservatrice (così mi è parso), ciò non toglie che ospitasse anche inserzionisti pubblicitari provenienti dal nascente mondo dei videogiochi, quindi non è che avesse senso sparare sul mondo dei videogiochi per poi mostrare delle pagine promozionali di console e videogames.
Vengono esposte le critiche di allora (che sono più o meo le stesse di oggi) verso i videogiochi, che sono tacciati di mancare di creatività e fantasia, inoltre di essere l'opposto della socializzazione. Oggi, ovviamente non è così, ma non lo era neppure allora, in quanto, se era possibile, giocavamo sempre in compagnia, ma il problema che ai tempi era meno possibile di oggi:
al bar ci andavamo in compagnia;
le partite al bar le commentavamo in compagnia;
al bar giocavamo in doppio;
in casa era più bello giocare contro un amico/a che contro il computer.

Per i critici, chi giocherà ai videogiochi, sarà incapace di amore... per fortuna vengono esposte anche le teorie dei favorevoli ai videogiochi  ^_^

Avviso che, dopo la scan della pagina completa, inserisco le porzioni di pagina con lo scritto, alo scopo di agevolarne la lettura.


Sergio Cioncolini, autore del primo contributo, riepiloga la storia dei videogiochi, dalla luogo della loro nascita al significato del nome "Atari" (MAGARI!), arrivando alla sbarco vincente in Italia e riportando le varie aziende che si contendevano il mercato nostrano.
Nell'articolo si fa riferimento ad un giovane italiano che programmò un videogioco dal titolo "Cave Crusader", ringrazio Massimo Nicora per avermi trovato le info sul web riguardo al programmatore e al videogioco:






Da notare che "Donkey Kong" è solo uno scimmione che rapisce una ragazza, nessuna menzione per colui che salva la ragazza   ^_^


Il secondo scritto è di Renzo Fabbri, che, per qualche motivo oscuro, tira in ballo "l'indigestione di cartoni animati giapponesi" per collegarla al successo dei videogiochi, non rendendosi conto che entrambi i mondi facevano parte di un nuovo linguaggio per noi bambini italiani.
Interessante la parte finale in cui si illustra l'attività dell'azienda italiana "Zaccaria" (ad inizio post) nel mondo dei videogiochi da bar.


Il terzo articolo è a firma Giovanni Gandini, ha un giudizio positivo sui videogiochi, incitando il "video libero"  :]

Il lettore adulto viene informato della rivista sui videogiochi, in fondo "Andersen" aveva come scopo consigliare l'adulto sulle letture per i giovani.

3 commenti:

  1. Interessante. Leggendo il pezzo su come sono cambiate le sale giochi dagli anni 60 agli 80, mi è venuto in mente che, almeno, il flipper è stato "consacrato" nel brano Pinball Wizard degli Who.
    Non so se sia successo qualcosa di simile per il videogame a 8 o 16 bit. Ora come ora non rammento nessuna canzone specifica.
    Le critiche son sempre le solite... che avrebbero fatto anche 10 anni prima, all'epoca del flipper appunto.
    Nessuno dei miei amici si è mai "rovinato" in sala giochi, negli 80's.
    Se consideriamo che oggi ci sono i videopoker non mi pare questo gran progresso.
    Credo che il Gandini dell'ultimo articolo sia proprio il Giovanni Gandini fondatore e primo direttore di Linus.

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    1. P.S.: Gandini, è meglio giocare a Space invaders o a Phoenix che colpire un piccione con la fionda, comunque.

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    2. I videopoker e simili sono veramente macchinette mangiasoldi, mica i cabinati da bar, mica di potevi far fuori la pensione a Space Invaders...

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