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martedì 10 novembre 2015

Cosmic Corsair Captain Herlock


TITOLO: Cosmic Corsair Captain Herlock
AUTORE:
CASA EDITRICE: Akita Shoten
PAGINE: 86
COSTO: 20/25€ circa
ANNO: 1977
FORMATO: 30 cm x 22 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet o alle fiere del fumetto
CODICE ISBN:

Come già ribadito più volte non sono un collezionista di artbook, infatti non sono certo neppure che questo sia pienamente considerabile un artbook (non mi pare un roman album, comunque), quando ne trovo uno che mi piace e che ha un prezzo umano, me lo accatto.
Questo l'ho trovato stupendo, praticamente inesistente il testo in giapponese, nessuna immagine in bianco e nero, solo coloratissime e nitide immagini a colori, per di più su carta patinata.
Infine, quando l'ho aperto per sfogliarlo, si poteva odorare la fragranza della carta intonsa, tanto che le pagine erano ancora un po' appiccicate. 
A Lucca si trova ancora qualcosa che merita, considerando la questione del poter controllare materialmente la pubblicazione, a differenza degli acquisti online. 
Su Ebay l'ho trovato solo su questo annuncio (in scadenza), al prezzo di 18$ + 15$ di spese di spedizione:

Qui Capitan Harlock viene chiamato alla giapponese, "Captain Herlock", un po' come l'annosa questione della pronuncia "Gundam ---> Gandamu"... come l'ho sentito chiamare da uno standista a Lucca.
A sua parziale scusante va detto che era molto giovine, e quando gli ho fatto notare che "Gandamu" non esisteva, e l'unico era il Gundam RX-78 non mi ha mandato affangala perchè sperava in un acquisto, cosa che non è avvenuta  ^_^
Finchè sono i giapponesi a chiamare i loro personaggi alla giapponese non ho nulla da obbiettare, ma quando si parla di serie originariamente italianizzate fin dalli anni 70/80 preferisco si mantenga il nome a cui sono abituato, seppur non correttissimo.
Tornando al nostro "Captain Herlock... ehm... Capitan Harlock l''artbook (o quello che è) si apre, dopo quello che posso immaginare sia l'indice, con due poster uno più bello dell'altro!
Uno dei punti di forza della pubblicazione sono le numerose e stupende immagini a doppia pagina, motivo per il quale ho optatto per delle foto.

Edit del 12 novembre:
Un lettore (Davide Cavallaro) ha scritto un commento a questa recensione con una serie di info tecniche, le inserisco qui.

Questo volume è il primo di una serie di tre speciali dedicati alla serie tv e pubblicati alla fine degli anni '70 dalla Akita Shoten. Non sono né artbook né pamphlet (questi hanno meno pagine e sono dedicati ai film cinematografici). Il signore nella fotina a sinistra è proprio Leiji Matsumoto (松本 零士) ai tempi :). Quei due signori più in basso invece, non sono i doppiatori ma membri dello STAFF: il primo è Takeshi Tamiya (田宮 武) e il secondo e Rintarō (りんたろう).
Ora mi taccio e lascio parlare le immagini.




Quello nella fotina a sinistra non mi pare nè Leiji Matsumoto nè Rintaro, non saprei dire che sia.
Se qualcuno sa mi illumini.
Edit 12 novembre:
E' arrivata l'illuminazione da Davide Cavallaro nei commenti ^_^
Il signore nella fotina a sinistra è proprio Leiji Matsumoto (松本 零士) ai tempi.













 Mi piaceva così tanto il caccia che me lo avevano preso, era stupendo, smontabile, l'ho devastato giocandoci T_T











Mi chiedo come facesse Yuki a vedere con lo scafandro della tuta spaziale, già la visuale è difficile, ma coi capelli davanti agli occhi...





Meet era il personaggio che mi affascinava di più, peccato che nel pur bel film live le abbiano messo la bocca, stava così bene senza :]




 Che duello epico!



E' la prima volta che vedo questo disegno di Raflesia, è ancor più affascinante :]








Mayu non l'ho mai potuta sopportare...









Mayu non solo era inutile, ma pure dannosa...
















I doppiatori?
Sempre dal commento alla recensione di Davide Cavallaro: 
Quei due signori più in basso invece, non sono i doppiatori ma membri dello STAFF: il primo è Takeshi Tamiya (田宮 武) e il secondo e Rintarō (りんたろう).




E qui si apre un mondo, voglio l'Alcadia telecomandata!
L'unica pecca è che non vola, ha solo i cingoli... vabbè... mi accontenterei :]





15 commenti:

  1. Spettacolare!!!
    Pensa ad averlo avuto da bambino!

    Harlock non è tra i gli eroi della mia infanzia (l'ho visto in realtà pochi anni fa), ma provo ad immaginare come mi sarei sentito se da bambino avessi avuto un libro così di Goldrake, di Jeeg, dei Mazinga (sì, anche lo Z), di Daitarn...
    Sicuramente avrei consumato le pagine a forza di sfogliarlo. E quanti disegni ci avrei fatto!

    E invece mi sono dovuto accontentare dei pessimi (veramente pessimi) disegni del volume Giunti che hai già recensito tempo fa.

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    1. Molto pessimi...
      Un'amica mi ha fatto notare che queste pubblicazioni era l'unico mezzo per un bambino di quegli anni di poter apprezzare le immagini del proprio eroe.
      Si vede che in Giappone pubblicavano per i bambini prodotti più di qualità.

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  2. E' una cosa da approfondire, ma credo che in Giappone non esistano cartoni animati per bambini, ma per adulti, o per bambini che devono diventare adulti. Non c'è lì il concetto di "infanzia" come da noi. Ma devo rifletterci su questo, non ho ancora tutti gli elementi per capire.
    Riguardo ad Harlock, sia il personaggio che l'album sembrano più per adulti, o meglio adolescenti, che per bambini. Come ho detto, devo rifletterci su.

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    1. Non concordo molto, gli anime ed i manga per le fasce più giovani di età esistono eccome.
      Il genere "kodomo" è espressamente per bambini, sia manga che anime.
      Poi, ovviamente, Capitan Harlock non era per bambini, ma per adolescenti o giovani adolescenti.

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    2. E' un'informazione importante, non conoscevo il genere "kodomo". Così posso approfondire meglio questo aspetto, grazie.

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  3. Questo volume è il primo di una serie di tre speciali dedicati alla serie tv e pubblicati alla fine degli anni '70 dalla Akita Shoten. Non sono né artbook né pamphlet (questi hanno meno pagine e sono dedicati ai film cinematografici). Il signore nella fotina a sinistra è proprio Leiji Matsumoto (松本 零士) ai tempi :). Quei due signori più in basso invece, non sono i doppiatori ma membri dello STAFF: il primo è Takeshi Tamiya (田宮 武) e il secondo e Rintarō (りんたろう).
    Ps. Per caso ti ricordi il nome dello STAND a Lucca dove hai corretto la pronuncia di Gu(A)ndam? se per caso aveva delle vetrine illuminate a LED con tanti gashapon... :P ?
    Ciao (sito mooolto interessante)

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    1. Ciao, grazie delle informazioni.
      Se mi permetti integro la recensione con il tuo commento tecnico.

      Oddio, non ricordo bene, aveva di certo sia artbook (a sinistra) che vetrine illuminate (a destra). Era un 20/30enne, mi pare con il pizzetto, molto educato.

      Grazie anche per l'apprezzamento al blog.

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    2. Integra pure, mi fa piacere essere d'aiuto. ;)
      Ahahah, il nome dello STAND è dalgiappone.com. Ma dalla tua descrizione, deduco che era il nostro STAND :D Eravamo al Bacchettoni. Ho collegato l'evento perchè io ero a fumare e quando sono tornato mi hanno raccontato questa storia del Gu(A)ndam. Capita ad ogni fiera. Ma, secondo me ognuno lo chiama come vuole.

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    3. Com'è piccolo il mondo virtuale :]
      Mi fa piacere che una volta tanto si sia raccontato lo stesso episodio dai due lati della visuale, tipo Rashomon, ma senza contraddirsi ^_^
      Comunque, e qui salta fuori la mia anima integralista vintage, esiste solo il Gundam RX-78 :]

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    4. Eh, si... veramente piccolo. :D Io non seguo Gundam, ma solo per sentito dire lo chiamavo GUndam. Poi quando hanno dato in TV Gundam Wing (mi pare) dove lo chiamavano Gandam, sono inorridito perchè pensavo lo chiamassero all'americana. Poi dopo un viaggio in Giappone e leggendo il katakana ho scoperto la verità del Gundam pronunciato con la A (la U finale in giapponese è muta). E in Giappone devo pronunciarlo con la A sennò col cavolo che mi capiscono :P Comunque nessun problema per me su come lo si voglia chiamare e capisco il tuo punto di vista (anche io chiamo il protagonista di "Gigi la trottola" Gigi e non Kappei Sakamoto) :P Comunque basta co' sta storia sennò si esce fuori tema e non si fnisce più ;) PS: la prossima volta che vado in Giappone devo trovare assolutamente quei libricini pop-up. sono fantastici!!!

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    5. "Gundam Wing" T_T T_T T_T T_T
      ^__^
      In Giappone fai come i romani, cioè, come i giapponesi.

      Si, i libri pop-up degli anime sono stupendi, a trovarne, però...

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  4. " gli ho fatto notare che "Gandamu" non esisteva, e l'unico era il Gundam RX-78 "

    Bravo Stengo ! è__é

    Alessandro

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    1. ;)
      Ovviamente si scherza, più o meno :]

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  5. Bellissimo acquisto! Grazie come sempre per la condivisione! :)

    S.

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