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venerdì 8 gennaio 2016

"Metti una sigla musicale nel cartone animato", di Giosuè Boetto - "Tutto Musica & Spettacolo" aprile 1981



Fatico a trovare articoli sulle sigle dei cartoni animati, ieri, come oggi d'altronde, pare sia un tema di nessun interesse. Per esempio non è stato ancora pubblicato un libro che faccia una ricerca approfondita ed organica sulle sigle tv. Nel 2012 è stato pubblicato "Cartoon Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle TV", ma, per quanto piacevole da leggere, è più un libro nostalgico (sempre nel senso buono).
Questo contributo di Giosuè Boetto su "Tutto Musica & Spettacolo" dell'aprile 1981 è una piccola eccezione, rispetto alla moltitudine degli articoli che si possono leggere sugli anime:
Indice degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno

L'unica pecca dell'articolo, che non denigra nè gli anime nè le loro sigle, è lo scarso approfondimento, una grande occasione persa. Infatti il giornalista si trovò a sua disposizione ben otto pagine, ma lo scritto ammonta a meno di due, ovviamente non saprei dire se la responsabilità fu dell'autore, che non si documentò abbastanza, oppure della testata che lo obbligò a questa stringatezza, riempiendo le restanti sei pagine con delle immagini a doppia pagina.
Con una piccola operazione di taglia e cuci ho riassemblato queste quattro doppie pagine, eliminando il testo e lasciando solo le immagini, devo dire che meritano, anche se avrei preferito più scritto.
Boetto si concentra sulle sigle Rai, essenzialmente quelle del duo Albertelli-Tempera, ed anche questo è un vero peccato, inutile ricordare la quantità mostruosa  (a pari passo con il numero di serie) di sigle che vennero incise in quei pochi anni. Volendo ci sarebbe stato da scrivere per tutto il numero di aprile... senza contare che sarebbe bastato parlare del fenomeno, mai accaduto prima, delle sigle lasciate in lingua giapponese, una lingua non proprio conosciutissima.
Comunque l'articolo elogia sia i contenuti dei cartoni nipponici, sia il tipo di musica che venne usata per attirare l'attenzione dei bambini/e.
Tra l'altro condivido il suo giudizio sulla superiorità delle sigle italiane degli anime rispetto alle nenie dello "Zecchino d'Oro", che personalmente smisi di seguire appena ascoltato le sigle di Goldrake :]
Sebbene l'incipit dell'articolo verta sulla "violenza", questo non sarà nè il tema nè il tono dell'articolo ;)





Mi pare che anche le sigle italiane di Goldrake superarono il milione di copie vendute, non solo Furia.
Forse un riquadro con qualche numero, tipo il titolo seguito dal numero di dischi venduti e con annessa posizione raggiunta in clasisfica, sarebbe stata una cosa utile, interessante ed auspicabile, magari il giornalista/redazione non aveva i dati, che per una rivista sulla musica non è una bella cosa.







L'articolo conteine alcuni box informativi su vari aspetti delle sigle. Per esempio il punto di vista di noi bambini, e la nostra opinione la chiedevano in pochi.




Bello leggere che Elisabetta Viviani, che penso campi ancora grazie alle sue sigle di Heidi, considerava le sigle "rincitrullenti"...
Comunque "Mazzinga" si scrive con una zeta sola :]




Il punto di vista di Luigi Albertelli.




Il punto di vista, ma soprattutto il taglio di capelli  T_T  di Vince Tempera :]




Le altre due doppie pagine, tra le cui pieghe si intrufolava lo scritto...





1500 lire!
Mica economico!
Due colonne in più di scritto me le potevano pure mettere!


8 commenti:

  1. Vogliamo parlare dell'acconciatura del maestro Tempera? :-) Un grandissimo della nostra musica, anche oltre le sigle delle serie TV. Se leggete la biografia di Francesco Guccini troverete qualche interessante chicca su Tempera

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    1. Magari ci cuccava alla grande! :]

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  2. Ciao Massimo
    Leggo sul tuo blog che il tuo libro è in uscita la prossima primavera.
    Se puoi dirlo , qual' è la casa editrice ?
    Alessandro

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  3. Ciao
    è la Società Editrice La torre che mi aveva già pubblicato un saggio in Manga Academica

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  4. Stengo tutti quelli che curano i siti sulle sigle dovrebbero prendere coraggio e scrivere un bel libro magari con l'aiuto di qualche musicologo.
    Io lo comprerei ^__^
    Alessandro

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    1. Pure io, ma mi sa che noi non contiamo, compriamo tutto! ;)

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  5. Sono emozionato e lusingatissimo di ritrovare, grazie a voi, un vecchio e - a questo punto - caro articolo. E vi ringrazio per non avermi troppo massacrato nel giudicarlo. Avevo 19 anni nel 1981 e qualche ingenuità/imprecisione/mancanza forse ci stava :-). Comunque mi pare che vi sia complessivamente piaciuto, a anche a me sembra - tutto sommato - scritto civilmente. Vi ringrazio e vi saluto, con un pensiero a Gherardo Gentili, allora direttore di "Tutto", recentemente scomparso dopo una lunghissima vita e una molto amata carriera. Giosuè Boetto Cohen

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    1. Beh, l'articolo è più che bello, considerando la media del periodo ;)
      Una domanda, come mai così poco scritto rispetto alle tante pagine disponibili?

      P.S.
      Il blog lo gestisco da solo, nessun "voi", solo un "io" ;)

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