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mercoledì 4 settembre 2013

Intervista(?) informativa(?) a Toshio Katsuta, inventore(?) di Goldrake - La Stampa aprile 1980



A fronte di tanti articoli in pieno stile disinformatia sovietica e colmi di acrimonia, detatta dall'ignoranza (nel senso di non sapere le cose), c'erano anche articoli che cercavano di essere più informativi, ma non questo pezzo di Carlo Morlondo.
Immagino che i giornalisti inviati in Giappone fossero là per articoli più importanti, e intanto venivano mandati a fare una capatina negli studi della Toei Animamtion, così da capire da dove nascessero quei "cartoni animati giapponesi" che stavano spopolando in patria. Purtroppo, pure in questi casi più informativi, il giornalista raramente riusciva a prendere seriamente il tema, commettendo quelli che oggi notiamo essere grossolani errori, ma che potevano anche starci nel 1980. Quello che trovo meno giustificabile è il pregiudizio, di cui il giornalista proprio non riesce a liberarsi, nonostante abbia la possibilità, essendosi recato alla fonte della notizia, di riportare in patria qualche verità e sfatare tante bugie.
Ed anche questo articolo (come quello di  Vittorio Zucconi  ) continua nella tradizione del periodo. Per esempio Toshio Katsuta non fu il creatore di Goldrake. Io capisco che magari Go Nagai non era in quel momento disponibile per l'intervista, e neppure i tanti registi che si susseguirono alla serie, e neanche i mitici character designer Komatsubara Kazuo e Shingo Araki, e alla Toei Animation l'unico ad esserlo era Toshio Katsuta, però sarebbe bastato specificare quale fose stato il suo ruolo: responsabile del planning.
Di certo un figura sconosciuta in Italia, ma invece di perdersi nel racontarci che in Giappone i numeri civici sono messi a cacchio, il giornalista avrebbe potuto spiegarci cosa fosse un "planning".
Detto ciò qualche informazione nell'articolo la si può trovare, forse per errore.


Intanto apprendiamo che il nome originale di Goldrake è Grendizer, e che gli studi di animazione sono una cosa seria, visto il numero di persone che ci lavora.




Poi il giornalista si perde nell'importante questione dei numeri civici giapponesi, e di quanto sia migliore il sistema di Torino, peccato che ci sprechi più di mezza colonna del suo articolo...




Qui ci spiega il perchè gli occhi dei personaggi degli anime siano così grandi, ovviamente cannando alla grande, ma non poteva chiederlo a Toshio Katsuta? Non sia mai!
Per il giornalista è perchè i giapponesi vogliono far passare i loro personaggi per internazionali e non nipponici. In realtà il motivo degli occhi grandi ed espressivi sta proprio nell'espressività, poter rendere meglio le emozioni a fronte di una minore fluidità d'animazione.
E ci informa pure che le donne giapponesi ricorrono sempre di più alla chirurgia plastica per modificare gli occhi in forme più occidentali, come quelli degli anime, diventando "vittime di uno sciocco complesso di inferiorità".




"Ma il papà di Goldrake dov'è?" si chiede Carlo Morlondo de La Stampa, e ce lo chiediamo pure noi! Dov'è Go Nagai?
Io dubito fortemente che Toshio Katsuta si fosse permeso di spacciarsi per il "papà di Goldrake", glielo avrà pur detto che nell'anime il suo compito fu un altro. Infatti Toshio Katsuta non si prende la paternità di Goldrake, ma per il giornalista è solo timido. I giornalisti italiani son sempre sorprendenti, hanno una capacità innata nel creare una notizia dove non c'è.
Finalmente inizia questa famosa intervista!




Fine dell'intervista.... è incredibile che di tutta la conversazione con Toshio Katsuta si riportino solo tre risposte, tutto il resto lo si riassume. Il gioranlista riassume così tanto che salta fuori ancora la favola dell'uso del computer nel disegnare gli anime... ma non poteva chiederlo a Toshio Katsuta se usavano il computer?



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