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giovedì 30 maggio 2013

Generazione Goldrake


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Generazione Goldrake
AUTORE: Gianlorenzo Barollo
CASA EDITRICE: non riportata
PAGINE: 64
COSTO: 6€
ANNO: 2008
FORMATO: 24 cm X 16 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: ?

Questo è un breve libro scritto col cuore, non troverete nuove informazioni, ma molti ricordi per chi visse quel periodo. Non si parla solo di Goldrake, anche se è il tema principale, vengono raccontati anche alcuni degli altri robottoni, ma in particolare viene ben reso quel clima.
Riporto da pagina 4 del libro:
“Una sala da pranzo nel cuore della Lombardia al limitare della cena. Compiti finiti o quasi. Sul fornello una pentola, vapori di sugo nell’aria e tintinnare di posate per il rito dell’apparecchiamento. I ragazzini indugiano svogliati, scansando il richiamo alla deposizione di forchette e tovaglioli. Gli occhi indagano la Guida tv, bibbia tascabile dell’intrattenimento serale. Sfogliano le pagine dalla quadricomia leggermente sbavata, zeppe di orari e titoli in caratteri microscopici, foto formato santino e succulenti scampoli di trama. Obbiettivo: costruire il palinsesto serale. 
I ragazzini parlottano: già a scuola si vociferava di un nuovo cartone animato, una novità accompagnata da una ventata di critiche. Si dice che è un “cartone” che parla di ufo, ma ci sono mostri che si sparano e si ammazzano. La mamma interviene: “Roba da bambini, voi siete grandi ormai”. E’ vero. Dieci e otto anni, parecchie ore di tv e film all’attivo, gesta disneiane ormai ripudiate come infantili per rincorrere i film di guerra e avventura: Steaven Spilberg aveva sfoderato “Lo squalo” e George Lucas aveva fatto il botto col primo “Guerre stellari”. Inoltre il primo “invasore” nipponico, la pastorella Heidi, non era piaciuto granchè: troppo lacrimoso. Meglio ancora l’astuzia di Vicki il vichingo e la gioiosa anarchia dei Barbapapà.
Del resto le trame dei cartoni animati, dopo l’urlo rabbioso di Sandokan, sembrano arrancare ripsetto alla variegata proposta di sceneggiati e telefilm: fantascienza, mistero, polizieschi, commedie serviti nel formato del piccolo schermo. Ossia il carisma gigione di “Attenti a quei due”, l’angoscia minacciosa dell’invasione di “UFO”, gli enigmi avventurosi di “Spazio 1999”, il “ciupa” autoironico del tentente “Kojak” e poi lo stiloso “Happy Days”, la scoppiettante famiglia Bradford ecc.
Intanto il babbo pendolare rientra a casa dopo la scarpinata dalla stazione. Saggiamente non dà peso alla disputa, basta che gli venga assicurato almeno un tg serale. Così va a prepararsi per la cena raccomandando un aiuto per la mamma. Ma l’ora X s’avvicina. Su Rai uno il telefilm già iniziato. Gli interrogativi e le esortazioni si accavallavano. “Dai, vediamo come va a finire, l’abbiamo visto fin qui”. “Ma sta per cominciare l’altro, almeno guardiamo com’è”. A quel punto nella concitata spola da un canale all’altro – rigorosamente senza telecomando- irrompono squillando le fanfare di Vince Tempera: Tataratat. “Ufo robot, ufo robot”. Le sirene colpiscono col loro canto: La sigla incanta con un incalzare rutilante di colorati e pittoreschi personaggi che volteggiano e colpiscono. Combattimenti di robot all’arma bianca, dischi volanti e raggi distruttori per una sarabanda soltanto apparente. Dietro si cela una regia misurata nello sforzo, ma tesa al massimo della spettacolarità. I dubbi sono fugati, la famiglia è riunita: davanti il piatto fumante, lo sguardo prigioniero delle gesta di Goldrake". 


A parte qualche errore, tipo la famiglia Bredford, che arrivò dopo, o il colore dei personaggi, le tv erano in bianco e nero, direi che è più o meno quello che successe.
Tenendo conto del prezzo esiguo per i tempi che corrono, solo 6€, questo libricino merita l’acquisto.


2 commenti:

  1. LE TV NEL 1978 ERANO GIA' A COLORI.

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    Risposte
    1. Lo stai gridando?
      Il maiuscolo sul web vuol dire "gridare" :]

      Ho scritto la rece molti anni fa, e poi l'ho copiaincollata quando ho aperto questo blog.
      Ora non ricordo perchè ho scritto "le tv erano in bianco e nero", dovrei rileggere il libro o ricordarmi quale fu il ragionamento che feci allora :]
      Magari intendevo dire, che non tutti avevano la tv a colori nel 1978 :]
      Magari proverò a rileggere il libro e a correggere la rece.
      Grazie.

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