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martedì 30 agosto 2016

Lupin the 3rd Part 1 - 1982



Non so se ho espresso il concetto che l'unica serie su Lupin III meritevole d'attenzione è la prima, quella con la giacca verde, quella con Miyazaki e Takahata alla regia.
L'ho già fatto?
Lo ribadisco  :]
Ne consegue, ovviamente, che l'unico lungometraggio su Lupin III meritevole d'attenzione è il primo, "Lupin III - Il castello di Cagliostro".
Nei post della "Emeroteca Anime" mi scaglio, per quanto il mio peso web possa valere, spesso contro tutti quelli che denigrarono i "cartoni animati giapponesi" tra il 1978 ed i primi anni 80. L'accusa mossa più spesso era che questi cartoni animati erano diseducativi, è chiaro che io non concordo con questa affermazione, però devo ammettere che alcuni erano chiaramente fuori target. Penso che la prima serie di Lupin III ebbe così tanto successo nei bambini del 1979 perchè, oltre ai quattro mitici personaggi maschili, c'era Fujiko Mine  ^_^  (non Margot...)
Oggi mi è abbastanza palese il fatto che Lupin III, almeno nelle prime puntate non miyazachiane, non era l'anime corretto per chi frequentava le elementari. Non ero della medesima opinione nel 1979, e non lo era neppure la televisione privata locale di Milano Antenna Nord, che lo trasmise per prima.
Il problema del corretto target di un anime è una questione che ci siamo portati dietro per tutti gli anni 80, 90 e 2000, e i primi a non averlo capito (o non volerlo capire) sono stati i responsabili delle tv private.
In particolare questa serie di Lupin III fu la prima che in Giappone veniva dedicata non ad un pubblico di bambini, mentre da noi, proprio in quanto "cartone animato", il target eravamo noi.
Questo art book, oltre ad essere veramente bello, permette di cogliere quanto i personaggi e la trama si modificò con il subentrare alla regia di Takahata e Miyazaki. Basta vedere quante volte Fujiko rimane svestita nelle prime puntate rispetto alle successive, lei rimarrà comunque parecchio "stronza" in tutta la serie, però un po' meno ammiccante.
In questa primo art book sono presentate le prime 12 puntate, seguono varie curiosità, tra cui, oltre ai classici "character", la "Gun Room", in cui sono mostrate immagini vere di tutte le armi presenti in questi primi 12 episodi.
La mia puntata preferita di tutta la serie è la quarta, "L'evasione di Lupin, prigioniero!", nonostante manchi ancora Goemon, un vero capolavoro!
L'assenza di Goemon, che apparirà solo dalla puntata successiva, mette in luce un'altra caratteristica di questa prima stupenda serie, solo Lupin, Jigen e Fujiko appaiono da subito, Zenigata e il samurai arriveranno in seconda battuta.
In seconda pagina dell'art book è presente un bel poster con con Lupin e Goemon che si danno battaglia.
Lupin affronta Goemon armato di una pistola delfino, mi pare nella quinta puntata(?)   ^_^



 La prima puntata è proprio il top degli anni 70, alla faccia degli agiografi degli anni 80  :]


lunedì 29 agosto 2016

Dragon Ball Enciclopedia - Complete Illustrations (edizione italiana)



AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).



TITOLO: Dragon Ball Enciclopedia - Complete Illustrations (edizione italiana)
AUTORE: Akira Toriyama
CASA EDITRICE: Edizioni Star Comics
PAGINE: 208
COSTO: 15000 £
ANNO: 1997
FORMATO: 26 cm X 18 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN:

Quando si mette in ordine libri e pubblicazioni varie capita che saltino fuori cose che avevi dimenticato di avere  >_<  tipo questo volume della Star Comics del 1997, e considerando che persiste il deserto di pubblicazioni su anime e manga in questo 2016 (post relativo), mi è sembrato sensato farci una mini recensione.
Mini perché non è che ci sia moltissimo da scrivere su questo volume, che ebbe il pregio di essere, penso, il primo art book tradotto per il mercato italiano. Anche se la pubblicazione reca nel titolo la parola "enciclopedia", contiene solamente di immagini delle copertine di Dragon Ball, con in più una breve intervista a Toriyama. Scopo del volume era festeggiare in maniera consona la conclusione delle avventure fumettistiche di Goku, durate dal 1984 al 1995.
Pur avendo visto moltissime puntate dell'anime, seppur raramente in maniera continuativa, non sono un fan della serie, essenzialmente per motivi anagrafici  (^_^)  e non ho mai letto il manga. 
Comunque a questo anime sono legato per un motivo collaterale, visto che vidi le prime puntate mentre espletavo il servizio militare, quando il sabato e la domenica pommeriggio capitava di essere di servizio (e quindi chiusi in caserma), e grazie ad un commilitone che aveva una minuscola televisione portatile ci facevamo 25 minuti di risate. E devo dire che quei 25 minuti impiegati  a guardare un cartone animato giapponese assai spassoso valevano molto, vista la location in cui eravamo confinati...   T_T
Ricordo che facevamo abbastanza fatica a seguire una puntata, in quanto c'erano troppi spettatori rispetto alla grandezza dello schermo e alla potenza dell'audio   :]


domenica 28 agosto 2016

"Akemasite o medeto, l'anno del drago", di Pietro Silvio Rivetta (Toddi) - "Sapere" 15 dicembre 1939


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Lo scritto di Pietro Silvio Rivetta (tra i primi divulgatori delle usanze nipponiche) è incentrato su varie questioni inerenti il valore che l'imminente anno del drago avrebbe avuto per i giapponesi, per noi occidentali semplicemente il 1940. Si parte che la spiegazione di cosa sia il nengo, cioè la suddivisione in ere della storia giapponese, passano per il tema più strettamente calendaristico, per concludere con gli usi e costumi dei giapponesi in vista della festività dell'anno nuovo.
Personalmente ho trovato più interessante la prima e la terza tematica, parecchio più ostica quella sul calendario tradizionale giapponese, forse perchè non è proprio un argomento che mi interessi.
Non mancano le foto e qualche disegno, pur essendo l'articolo solo di quattro pagine, ma negli articoli e libri del periodo le immagini erano quasi d'obbligo.
Il drago in oriente è anche un simbolo fortunato, e si può dire che, alla fine, il 1940 per i giapponesi fu l'ultimo anno fortunato, l'ultimo anno di pace (non contando la guerra in Cina con relativi massacri...).
Con i commenti mi fermo qui, e lascio parlare l'autore.


sabato 27 agosto 2016

Il fumetto "Actarus" N° 8 - "Dischi volanti" - luglio 1980


Con un titolo come "Dischi Volanti" è la volta buona che si vedrà Goldrake una pagina si e l'altra pure. La storia sarà piena di ufo di Vega, lo stesso Actarus, Alcor, Venusia e Maria saranno impegnati in combattimenti spaziali e terrestri contro Hydargos, Gandal e Zuril. Il Goldrake 2, la Trivella Spaziale e il Delfino Spaziale verranno utilizzati massicciamente.
Insomma, finalmente questo numero sarà un VERO fumetto su/di Goldrake!!!!
...
...
...
E invece no...
Goldrake non si vede mai, tranne che in copertina.
Men che meno il Il Goldrake 2, la Trivella Spaziale e il Delfino Spaziale.
Nessuna apparizione per Vega, Hydargos, Gandal e Zuril, ma neppure per un qualsiasi mostro o spaziale o un sperduto minidisco.
Actarus, Alcor, Venusia, Maria e Procton ci sono, ma i primi quattro non indossano mai neppure la tuta da piloti.
Io mi rendo ben conto che faccio la figura di quello che si sveglia con 36 anni di ritardo per fare una critica ad un fumetto ormai dimenticato, e se lo hanno dimenticato tutti magari la causa risiederà anche nella trama. Le mia incredulità, seppur sfasata di tre decenni e mezzo, è sincerà. In quanto leggo per la prima volta questi fumetti nel momento di fare queste recensioni, e trovo veramente assurdo che la Edizioni Flash pagò la Sacis per sfruttare il brand Actarus/Goldrake senza far vedere praticamente mai il robottone di Go Nagai!
Che senso aveva tutto ciò?!  O_o
Questa volta ho scannerizzato tutto il volumetto, anche a beneficio di un lettore transalpino (Wunderkind 4D) che pare assai interessato alla testata, perchè non vorrei che si pensasse che nelle pagine che non scannerizzo succedano chissà quali scene di azione!
Non succede nulla...
E' un po' imbarazzante vedere di nuovo il gruppo di eroi iniziare la storia con un viaggio in aereo.
Ma non possono usare il Goldrake 2, o la Trivella Spaziale oppure il Delfino Spaziale?  >_<
E pure questa volta un paio saranno in vacanza, Alcor e Venusia, che non parteciperanno all'avventura(?) di Actarus, Maria e Procton, perchè impegnati in un viaggio di piacere a Manila... a Manila? O_o
E al Centro di Ricerche Spaziali chi ci rimane?!
E se gli spaziali attacassero?!
E se la luna diventasse rossa?!
Quesiti inutili.
Alcor e Venusia se ne vanno a Manila a divertirsi.
Actaru, Maria e Procton, che in questi fumetti è diventato quasi il protagonista indiscusso, tanto che il fumetto si dovrebbe chiamare "Procton" e non "Actarus", andranno in una zona del Messico ai confini con gli Usa. Perchè?
Non lo so, cioè... Procton viene, di nuovo, convocato da uno dei suoi tanti colleghi scienziati sparpagliati nel mondo per fargli vedere dei ritrovamenti importantissimi, dico, importantissimi, ma poi non ci andrà mai perchè non ne avrà più il tempo  >_<
Ciò che impedirà a Procton di collaborare col collega è il fulcro della storia, l'apparizione dei dischi volanti. Qualcuno potrebbe obiettare che per una storia di fantascienza con robottoni, mostri spaziali ed invasori alieni, dei dischi volanti dovrebbero essere la normalità, infatti non sono dischi volanti alieni, ma terrestrissimi   >_<   anzi, terre-tristissimi...
Pure stavolta non manca la lezioncina storico-geografica sul Messico, immagino quanto fossero interessati i bambini che leggevano questo fumetto a sapere notizie sul deserto dei Pali in Messico.
Però mi sa che ho già spoilerato troppo...
Quindi:
bla bla bla bla bla bla bla


bla bla bla bla bla bla bla bla

venerdì 26 agosto 2016

"Grand Prix" - Mattel (fine anni 70/primi anni 80)


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Questo è un gioco in scatola veramente di nicchia, penso lo si conosca veramente in pochi (forse solo io ed un mio amico), è così elitario che non mi è stato possibile neppure risalire alla data di messa in vendita. Non è citato in nessuno dei miei cataloghi di giocattoli, neanche in quelli della stessa Mattel(!), e sul web non ci sono informazioni, infine il "Dizionario dei giochi di società" lo data come anni 70, ma a mio avviso potrebbe essere anche dei primi anni 80. Purtroppo neppure io rammento bene quando ne venni in possesso, mi pare che fui spinto all'acquisto (cioè, spinsi i miei genitori all'acquisto...) influenzato dall'omonimo anime, il mitico "Grand Prix e il campionissimo", il cui sfigatissimo protagonista Takaya Todoroki non vinceva una gara neanche per sbaglio  >_<
Non sono riuscito a scoprire la data di pubblicazione del gioco, però, ho appreso con grande sorpresa che "Grand Prix" fu una riedizione di un gioco in scatola della Mattel, addirittura del 1968:
"Hot Wheels Wipe Out Race Game"

Ma, alla fine, il gioco era bello?
Si, pur essendo molto elementare era assai giocabile. Comunque io ne ho dei bei ricordi.
Oltre all'omonimo cartone animato giapponese, anche l'illustrazione ( il cui autore fu Giorgio Mizzi) sulla confezione attirava il bambino, con una bella Ferrari che si appresta ad affrontare una curva sotto una piogga battente (mi ricorda un po' la prima puntata di Jeeg).
La confezione non contiene tantissimi pezzi, però potevi cambiare le marce alla tua auto, e questa attività già rendeva attraente il gioco.
Ovviamente la scelta della colonna sonora era obbligata!   ^_^


             


Oltre al bel tabellone di gioco, l'altro pezzo che mi attirava molto era la roulette a forma di pneumatico, che poi era l'altro ed unico pezzo presente.
Si può ben vedere che non ci fossero molti pezzi nella confezione, però erano tutti in tema con le gare automobilistiche, era un gioco coerente  :]
Il fatto che ci fossero anche delle automobiline non è per nulla scontato, in altri giochi in scatola che ho recensito i produttori se la cavarono con le classiche sciatte pedine colorate...
Come si potrà vedere dal link sopra il gioco statunitense del 1968 conteneva quasi i medesimi pezzi.


Anche il regolamento non è che fosse tanto complesso, ma non sempre delle regole complicate fanno un bel gioco (non se qualcuno/a ha mai giocato ad Arkham Horror...).
Peccato che, come spesso faceva la Mattel, le regole siano stampate all'interno del coperchio della confezione.

giovedì 25 agosto 2016

"La piccola Heidi compie cento anni", di Daniela Giannantonio - "La Domenica del Corriere" 2 novembre 1978


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Penso che se nel 1978 poteva esserci qualche dubbio su chi avesse ridato notorietà all'ammuffitissimo personaggio di Heidi, oggi i dubbi non siano ammessi: l'anime di Isao Takahata.
Siamo nel 2016 e la serie animata del 1974 viene ancora stra-replicata, e piace sempre, come nel 1978. Tanto che ne è stata prodotta una versione in computer grafica, che non prende spunto dal romanzo della Spyri, ma proprio dalla serie animata nipponica, visto che nella storia c'è Nebbia, non presente originariamente.
Per conto mio non avevo mai visto nessuno di questi film nè prima nè dopo la serie giapponese, anche perchè detestavo la Shirley Temple... faccio parte di quei bambini per cui esisteva solo la Heidi animata.
Daniela Giannantonio riepiloga tutte le versioni cinematografiche di Heidi, oltre all'anime, omettendo, però, di citare il telefilm del 1978, che io vedevo sul canale della Svizzera Italiana, probabilmente non sapeva della sua esistenza.
Veniamo a sapere che il circo Orfei aveva allestito addirittura uno spettacolo sul ghiaccio, che sarebbe durato tutto l'inverno, tanto per rendere l'idea del successo che la pastorella svizzera ebbe nel 1978.
La giornalista spiega anche che la Sacis guadagnò molto con la vendita dei diritti di sfruttamento della serie, che, assieme a Goldrake, fecere fare nel solo1978 decine e decine di miliardi di utile ad una società statale che, tranne per Sandokan, non era abituata a portare a casa soldini.
L'unico aspetto che pare sfuggire alla giornalista è che gli autori giapponesi modificarono l'originale in uno degli aspetti più importanti, la religione, che venne quasi totalmente eliminata.


mercoledì 24 agosto 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 18 Grendizer e Drill Spacer


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A MALINCUORE NON HO POTUTO FAR COLLIMARE IMMAGINI E COMMENTO IN TUTTA LA GNRC, I POST CON LE IMMAGINI CANCELLATE ERANO TROPPI...


Un Goldrake ci mancava proprio in questa GNRC!
Ora siamo ben a quota sei!
Mi auguro sia l'ultimo, e se non lo fosse, chiedo cortesemente che non mi venga rivelata la settima uscita, grazie  >_<

Go Nagai Robot Collection 02 Ufo Robot Grendizer
Go Nagai Robot Collection - Uscita speciale 1 Disco Spaziale
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 6 Grendizer + Double Spacer 
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 9 Grendizer con Alabarda
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 14 Grendizer + Marine Spacer  

Ho trovato molto bella l'idea di farlo posare inginocchiato, potrebbe sembrare una postura un po' innaturale con agganciata la Trivella Spaziale, rendendo difficile immaginare quale potrebbe essere lo sviluppo dell'azione. In realtà la posa compare proprio nella puntata in cui fa il suo esordio la Trivella Spaziale, l'episodio 45 (I mostri del sottosuolo).




Goldrake è in una grotta nel sottosuolo, alla fine della puntata, è sta per attaccare il mostro spaziale che si trova sopra la sua testa, e che sta fuggendo.



Peccato che la mano che ha dipinto il mio pezzo, pur non commettendo errori grossolani di coloritura, si è dimostrata abbastanza tremolante, oppure poco esperta.
Quanto vorrei sapere in quali condizioni lavorano le persone che dipingono e producono la GNRC...
Un difetto del mio pezzo è il punto da dove scaturisce la Bomba Termica, che risulta incollato storto, lo si nota dalle immagini più sotto.
Inoltre la testa di Goldrake non è ben centrata, essendo più vicino alla trivella di destra rispetto a quella di sinistra, ma so bene che per questo difetto sto facendo veramente il pignolo, vista la media dell'accuratezza dei modellini.
Tra tutti i Goldrake usciti fino ad oggi, questo è, dopo l'imponente Goldrake con l'Alabarda Spaziale, il più bello. Ovviamente non contando nella classifica il Goldrake nello Spacer, che ha una posa non omologabile agli altri.

Go Nagai Robot Collection 108 Jiru Jiru


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A MALINCUORE NON HO POTUTO FAR COLLIMARE IMMAGINI E COMMENTO IN TUTTA LA GNRC, I POST CON LE IMMAGINI CANCELLATE ERANO TROPPI...


Dopo la pilotessa, il Comandante Mineo, ecco il relativo mostro di Vega, Jiri Jiru.
Jiru Jiru meritava un modellino? Non meritava un modellino?
Ai posteri, spero non più intenti a collezionare la GNRC, l'ardua sentenza.
Rimando anche alla lettura del post sul Comandante Mineo, in quanto ho evitato di ripetere le cose già scritte lì e di postare le medesime immagini.
Limitandomi a questa uscita devo dire che la posa è veramente statica, non si sono sprecati molto con la fantasia, braccia lungo i fianchi, nella tipica posizione da attesa dell'autobus, e pare anche in ritardo...
Inoltre il modellino è il più piccolo tra tutti i mostri di Vega usciti fino ad oggi, stranamente come è capitato per Marigera, altro robot femminile dei cattivi del Grande Mazinga, ma la medesima cosa è successa con Donau Alfa-1, la più piccola dei mostri meccanici del Dottor Inferno.
La prima poteva essere un caso, la seconda pure, ma tre su tre mi paiono la prova che i curatori della GNRC pecchino di sessismo robotico: i mostri femminili sono tutti più minuti delle controparti maschili.
Il mio pezzo, come si può chiaramente apprezzare dalle immagini, è parecchio sbavato. La mia non è neppure più una lamentela, come ho smesso di lagnarmi dell'insulsaggine del fascicolino-ino-ino-ino, è solo una constatazione, ma non molto amichevole  >_<



Come si può vedere Jiru Jiru, parrebbe in quanto femmina, è più minuta dei mostri spaziali mascolini, abbiamo quindi appreso un'altra caratteristica distintiva della GNRC.



Jiru Jiru ed il comandante Mineo.

martedì 23 agosto 2016

"Barbie doll and clothes" - General Publishing International 1971/1974 (pubblicazione 1)


Dopo una mini rece su del materiale editoriale anni 70 dell'intramontabile Uomo Ragno, chi si potrebbe porre agli antipodi dal mito Marvel per eccellenza, in modo da farne risaltare il valore?
Si, appunto: Barbie ^_^
Da qualche tempo mi capita di trovare queste riviste dei primi anni 70 della Barbie, materiale che precedentemente non avevo mai notato prima, oltre a questo pezzo ne ho altri tre.
Sinceramente non ho la più pallida idea se abbiano un qualsivoglia valore in quanto rari, ma di certo sono ben tenuti, e dato che il livello di testosterone di questo blog è sempre troppo alto, mi pare giusto ogni tanto buttarci dentro qualcosa di inutilmente puccioso  :]
Tutti e quattro i numeri che ho trovato, che non sono parte di una serie numerata, furono pubblicati dalla General Publishing International, e recano la medesima data: "1971 - 1974".
Le didascaliche istruzioni sono in quattro lingue: italiano, francese, inglese e tedesco.
Il formato è molto grande, ben 33 cm x 25 cm, motivo per il quale ho dovuto fare qualche foto, visto che lo scanner non conteneva la copertina.
Per il resto nulla posso aggiungere, lascio il resto delle immagini a beneficio di eventuali fan della bambola che ha rincitrullito moltitudini di future fidanzate/mogli/madri  :]
Ah!
Forse non ho specificato cosa contenga la pubblicazione!
Credo che siano vestiti in carta da attaccare ad una Barbie in carta, forse per le bambine che non si potevano permettere di averne una in 3D?




Nei primi anni 70 si vede che Barbie era ancora un po' pudica.

lunedì 22 agosto 2016

"Stacca Incolla, gioca... colora... leggi" n° 3 "L'Uomo Ragno e il diabolico Mephisto" - gennaio 1979



Anche questa volta, dopo l'inutile Tarantula del numero precedente, la Malipiero andò a scovare un altro cattivo poco noto (almeno a me), Mephisto... con tutti i villains dell'Uomo Ragno che esistevano... vabbè, il punto forte della pubblicazione restavano i passatempi, non di certo le storie.
Comunque questi numeri della Malipiero Editore hanno, a mio avviso, più valore "esteriore" che come contenuti. Furono una bella idea, originale, ma un po' troppo minimale, e mi sa proprio che non ebbero questo gran successo, non per nulla si fermano al quarto numero.
I fogli da cui staccare le figure sono del tipo pre-incollato, tipo la busta da lettere, non sono adesivi o figurine, quindi non potevi neppure attaccarli su qualche mobile in cameretta  >_<
Peccato perchè l'adesivo dell'Osservatore non è malaccio.
Ai tempi quasi tutti i nomi dei personaggi Marvel venivano tradotti in italiano, mentre oggi sono in inglese, cosa che talvolta mi spiazza un po'. L'Osservatore originariamente si chiamava "Watcher", quindi la traduzione fu abbastanza letterale, ma in Francia come lo chiamavano?  Voyeur?   :]



domenica 21 agosto 2016

Facoltà paranormali (volume 2, 1976) - collana "Il mondo dell'occulto" Rizzoli



TITOLO: Facoltà paranormali (volume 2,) - collana "Il mondo dell'occulto"
AUTORE: Colin Wilson
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 144
COSTO: 8€ (variabile)
ANNO: 1976
FORMATO: 26 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN:

Come diceva Ezio Greggio in versione Mister Taroccò (con l'accento sulla Q) il mondo del paranormale "para normale, ma... bada ben bada ben bada ben... è normale"  ^_^
Con questo spirito, scevro da critiche aprioristiche, mi accingo a mostrare anche le perlate (nel senso di perle) del secondo volume della collanna "Il mondo dell'occulto", un dono che nel lontano 1976 la Rizzoli fece a tutta l'umanità.
Questa collana toccava qualsiasi argomento della creduloneria terrestre, ed anche extra terrestre, con questo numero sono giunto all'ottava recensione:

Facoltà paranormali
Parole, numeri e magia
L’influenza degli astri
Culti, sette e profeti
I sogni e i loro messaggi
Realtà inesplicabili
Il fascino dell’alchimia
Stregoneria e magia
Al di là del tempo e dello spazio 
L'incipit del volume da per appurato un concetto che permmeterebbe di considerare credibile pure il mago Otelma  >_<
Ma come si può sapere se nel mondo preistorico si facesse uso di ESP?
Ryu non ne aveva, eppure aveva a che fare con Tirano, riuscendo a cavarsela lo stesso.


Questi volumi sarebbero da scannerizzare per intero, tante sono le assurdità ivi contenute. Il taglio della collana Rizzoli è quello tipico delle trasmissioni para scientifiche che vogliono trattare argomenti non scientifici fingendo che sia tutta scienza. E qui dentro c'è veramente tutto lo scibile umano delle taroccate fino al 1976...
Questo numero si concentra sul paranormale, come negli altri volumi gli autori si concentrano di più su avvenimenti passati (meno confutabili?), sembra quasi che fino ai primi decenni del 900 il mondo fosse pieno di eventi paranormali, poi questi tendono a scemare, probabilmente in maniera direttamente proporzionale con l'aumento del livello scolastico della popolazione...
Non mancano, comunque, fenomeni e protagonisti degli anni 50/60/70, cone tutte le loro belle fotine.
Uno dei fenomeni parastatali degli anni 70 fu di certo Uri Geller, che divenne famoso anche in Italia:
STOP settimanale di attualità, politica(?) e cultura(?!) - N° 1579 dal 30 dicembre 1978 al 5 gennaio 1979 - Viaggi nel mistero 2!

Per me avere poteri mentali vuol dire essere come Babil Junior, fine.
Che cacchio mi serve riuscire a piegare i cucchiai?
Ci riesco anche con le mani!!!!
(Uri Geller che distrugge il servizio di posate della nonna, e la chiave del portone...)


Invece, poter comandare Ropuros e Poseidon col pensiero, oppure muovermi a supervelocità, o rilasciare raggi/fiamme/onde mortali ed usare la telecinesi, mi cambierebbe la vita in meglio.
Questi sarebbero poteri ESP!
In alternativa, se proprio non potessi essere un Babil Junior, accetterei la capacita di leggere una volta un manuale ed imparare tutto ciò che vi è scritto, tipo Peter Rei  :]
"Uomini con poteri straordinari"?!
Si vabbè... guardatevi una puntata di Babil Junior...



Metto le prima pagine in cui si raccontano i fenomenali poteri di Uri Geller, testati direttamente dall'autore di questo volume!
Allora ci credo!!!

sabato 20 agosto 2016

"Sesamo Apriti CTW" n° 5, 6, 7 - Rivista quattordicinale dal 18 marzo al 15 aprile 1978



Talvolta, anzi, spesso, mi chiedo a chi mai potrà interessare del materiale editoriale vecchio e stravecchio, che sovente aveva avuto poco successo pure ai tempi, figuriamoci quale potrebbe essere il suo appeal nel 2016  T_T
Mi rispondo che tanto nello sterminato web qualche altro/a sfig... cioè... nerd... ehm... appassionato/a
lo troverò di certo, dandomi un po' di automotivazione, ma poi mi ritrovo a guardare lo spot della Apple con protagonista un robo peloso tutto blu  >_<
E' Pasticcino!!!
Quando ho visto per la prima volta la pubblcità mi sono chiesto quanti altri spettatori lo avranno riconosciuto!


Infatti, chiendendo in varie conversazioni, molti, specialmente tra i più giovani e giovanissimi, non sapevano chi fosse sto tipo con la voce rauca che si mangiava il mestolo in legno  T_T
Che ignoranza... 



Magari negli Usa è ancora ben conosciuto, ma qui mica tanto, ci sono intere generazioni che non sanno cosa siano i Muppets... che ignoranza...
Alla fine, se la Apple utilizza anche in Italia il personaggio di Pasticcino, penso sia mio dovere educare le ignoranti masse italiche  :]
Presento qualche scan di altri tre numeri della rivista quattordicinale di "Sesamo Apriti", la cui storia più interessante, l'unica che ho scannerizzato per intero, è quella presente nel numero 7, "Il piccolo Sandokan".
E su questa storia di Sandokan mi è sorto un dubbio, nato dal commento di un lettore al primo numero di questa rivista:
"Sesamo Apriti CTW" n° 1 - Rivista quattordicinale 21 gennaio 1978

Ciao! Se vi chiedete chi ha disegnato questo materiale di "Sesamo Apriti", in realtà è prodotto da artisti spagnoli (sotto licenza della CTW) per una rivista dal titolo "Epi, Blas y los demás" (Ernesto, Berto e gli altri) che pubblicò 22 numeri in 1976-78. Più informazioni qui: http://www.tebeosfera.com/obras/publicaciones/epi___blas_y_los_demas_ersa_1976.html.
Sapeva che queste avventure dei Muppets "made in Spain" avevano stato riprese in Germania, ma ora ho scoperto che avevano stato pubblicate anche in Italia!

Quindi, in base allo scritto soprastante, anche la storia sul Sandokan trasmesso dalla Rai sarebbe di matrice spagnola?
Ergo Kabir Bedi spopolò così tanto in Spagna da venir ripreso in una storia del fumetto di "Apriti Sesamo"?
Vorrebbe dire che il Sandokan di Sergio Sollima, del 1976, ci ritorno in forma cartacea dalla Spagna nel 1978?
Non sarà globalizzazione, ma almeno europizzazione  :]
Tra l'altro alcune delle copertine della versione originale spagnola solo identiche a quelle italiche, mi chiedo se fosse uguale anche il contenuto: