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domenica 2 giugno 2013

La nuova economia del fumetto (che è vivo, ma non lo sa)


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).



TITOLO: La nuova economia del fumetto (che è vivo, ma non lo sa)
AUTORE: Lucio Staiano e Marco Patrone
CASA EDITRICE: Shockdom
PAGINE: 83
COSTO: 15€
ANNO: 2011
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: ?
  
Premessa, questo libro l'ho preso allaCartoomics 2011, quando l'ho visto sul banchettino della casa editrice (Shockdom) e l'ho girato per vederne il prezzo, l'ho immediatamente rimesso giù, visto che il prezzo di copertina è di 15 euro! A questo punto il tipo della Shockdom si è subito affrettato a dirmi che era scontato a 10€, comunque eccessivo, ma ho voluto premiare la buona volontà.
Faccio notare che gli autori più volte citano la propria casa editrice, talvolta in modo neutro, ma mai in modo negativo.
Questo libro fa un'analisi del mondo editoriale italiano del fumetto, ha la grossa pecca di essere veramente breve (incredibilmente breve rispetto al prezzo...), però è un minimo interessante, anche se la brevità ne riduce l'approfondimento.

I dati sull'editoria in generale sono recenti, mentre quelli sulla diffusione delle testate fumettistiche sono inesistenti, in quanto le case editrici non le divulgano. Pare che neppure gli autori dei fumetti conoscano le copie vendute, in questo modo la casa editrice potrebbe dire loro che un fumetto vende poco, giustificando il basso stipendio.
Neanche l'Associazione Italiane delle Fumetterie (AFUI) fornisce dati sui propri iscritti, con la conseguenza che non si può valutare lo stato di salute dei luoghi dove i fumetti si vendono.
Si può presumere che il mercato fumettistico vada male da questi fattori:
chiusura delle fumetterie; ritardi nei pagamenti agli autori; altissima disoccupazione tra i disegnatori; chiusura di testate vecchie e nuove; bassa tiratura della maggior parte delle nuove uscite (poco sopra le mille copie); abbandono del canale edicola.
Quindi gli autori passano ad analizzare i nuovi mezzi di diffusione dei fumetti: web; smartphone; tablet; eReaders.
Poi lanciano uno sguardo sui diversi modelli di business dei mezzi di diffusione del fumetto: carta; web; smartphone; tablet; eReaders. Spiegandone le differenze.
Interessante, seppur breve (come tutto il libro), la parte finale che tocca diversi temi:
l'analisi del lettore di fumetti;
il marketing;
il “prodotto” fumetto (carta; web, smartphone, tablet; eReaders);
il prezzo del fumetto;
la pubblicità;
la distribuzione (molto istruttivo).

Però, per concludere, non ho capito, leggendo il libro, il senso del titolo fra parentesi: (che è vivo, ma non lo sa).


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