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lunedì 2 novembre 2015

"Metti un ufo a cena", di Gianni Melli - "Guerin Sportivo" 20/26 dicembre 1978


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Finché a scrivere di Goldrake e compagnia erano i quotidiani nazionali oppure dei settimanali legati al mondo dello spettacolo, come "Tv Sorrisi e Canzoni" o "La Domenica del Corriere" , la cosa poteva non essere il sintono del successo degli anime. Alla fine commentavano e criticavano notizie di costume, in qualche modo dovevano pur riempire le pagine della loro testata. A mio avviso sono gli articoli su riviste che ben poco avevano a che fare con i programmi televisivi, e men che meno con i cartoni animati, che dimostrano quanto devastante sia stato l'avvento di Goldrake per gli adulti di allora, in primis per i giornalisti, che per loro sfortuna si ritrovarono a dover fare analisi e commenti su qualcosa che non conoscevano.
Fino ad ora ho postato un articolo su Penthouse e due su Playboy ( giungo 1981  ; luglio 1981 ) riguardanti gli anime, ed ne ho trovato pure uno su "Intimità", che posterò più avanti.
Questa volta tocca al "settimanale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912":
il "Guerin Sportivo".



Cosa riserverà l'articolo di Gianni Melli?
Mi auguro fortemente che il giornalista fosse ben informato, non abbia commesso errori grossolani o si sia inventato cose strane, altrimenti mi toccherà farle notare, e passerò per cattivo  T_T
Inizialmente si parte un po' alla lontana, rimarcando l'interesse italico per gli UFO e gli alieni.


domenica 1 novembre 2015

"SCI-Figure: un viaggio attraverso il modellismo americano e giapponese" - Lucca Comics and Games 2015



Fabrizio Modina e la "Associazione culturale Leiji Matsumoto" hanno allestito una mostra incentrata sui modellini delle serie fantascientifiche di matrice americana e giapponese, anche se, forse, si sarebbe dovuto sostituire "americano" con "anglosassone", vista la presenza di serie televisive sci-fi inglesi.
Ovviamente la mostra è visibile gratuitamente (quindi anche a chi non è provvisto di braccialetto) ancora per tutto il giorno odierno alla "Casa del boia" di Lucca, poi, con la fine del "Lucca Comics and Games", termina anche l'esposizione: "carpe diem", in senso letterale :]
La parte del leone dell'esposizione la fa "Guerre Stellari", con una moltitudine di "dolls" (più banalmente "bambolotti") della collezione di Fabrizio Modina, i cui pezzi si sono potutti ammirare in altre due mostre:
Torino e Treviso

La location della "Casa del boia" è molto bella, praticamente a fianco al Japan Town. Nel visitarla venerdì mattina ho anche scambiato due chiacchiere (mantenendo l'anonimato  ^_^ ) con Fabrizio Modina, che era intento a rimettere in piedi una dolls di Luke Skywalker de "L'impero colpisce ancora" accasciatasi al suolo.
Oltre agli ovvi complimenti per tutta la sua collezione, mi sono permesso di chiedergli due cose, una delle quale mi rodeva dal 2009, cioè se esistesse un catalogo della "Manga Impact" di Torino (vedi link sopra), e ho avuto la conferma che non fu pubblicato nulla. L'altra curiosità verteva sull'uscita del secondo libro di "Super Robot Files", che, salvo imprevisti editoriali, dovrebbe essere pubblicato o verso primavera, oppure per il prossimo "Lucca Comics and Games".




Finite le curiosità mi sono tuffato nell'apocalisse delle dolls di "Guerre Stellari"!


E poi nei modellini di Star Trek, Spazio 1999, Ufo Shado etc etc.


In quelli della Marvel e della DC Comics.



Infine nelle serie sci-fi nipponiche.

lunedì 26 ottobre 2015

Lucca Comics (non ancora Games) in articoli dal 1971 al 1986 su "La Stampa" + Radiocorriere TV (Lucca vs la TV)

27 ottobre 1971 



Giovedi si apre il Festival di Lucca 2015, che ormai non è più, da un pezzo, solo "comics", ma "game, anime, manga, cosplayers, concerti, film, telefilm, qualsiasicosainerentelaculturapopolare". Mi è venuto in mente di fare una ricerchina di articoli giornalistici sul "Lucca Comics", tanto per vedere i cambiamenti e le diverse problematiche dagli anni 70 e 80 ad oggi. La mia non è una ricerca in nessun modo esaustiva, mi son limitato a selezionare l'articolo che introduceva l'inizio della manifestazione, oppure uno più approfondito di quella settimana, e devo dire che "La Stampa" dava tutti gli anni abbastanza spazio al "Lucca Comics". Per "abbastanza spazio" intendo da uno a quattro articoli, di norma abbastanza corti, quindi non si spaventi chi si appresta a leggere questo post. Ad esempio non ho trovato articoli per il 1974 ed il 1988.
La rassegna l'ho fatta partire dal 1971, fino al 1986, mia scelta personale non dovuta a nulla in particolare.
Oltre agli articoli de "La Stampa" ne ho inserito uno del "Radiocorriere Tv" del 1980, in cui si è molto critici verso la televisione ed anche, guarda un po' che strano, verso i cartoni animati giapponesi. Chi di quei critici del settore, non giornalisti disinformati, avrebbe mai immaginato che oggi una parte dei fan (e degli espositori) va a Lucca per girare al Japan Town?
Devo dire che ho notato altri numerosi cambiamenti, non solo rispetto al successo planetario di oggi, ma alla sua impostazione di base, alla sua filosofia iniziale, addirittura alla sua durata, che in alcune annate era di 8 giorni!!!
Immagino un "Lucca Comics and Games" che duri 8 giorni nel 2016, si sfiorerebbe il milione di visitatori? Lucca imploderebbe? La popolazione farebbe la rivoluzione? Quanto costerebbe a noi appassionati?  T_T
Ho appreso che dal 1976, fino a tutti gli anni 80, il "Lucca Comics" divenne biennale, per motivi di riduzione dei costi.
Negli articoli è dato maggior risalto all'aspetto di Festival del fumetto e animazione, con relativi premi ed opere in concorso, meno sottolineato l'aspetto collezionistico, che poi è quello che ha generato il boom negli anni a venire.
Io, forse come tanti, non ho potuto partecipare al "Lucca Comics" quanto e quando avrei voluto, i motivi sono comuni a quelli di tutti: personali, lavorati ed economici.
Ho iniziato la mia avventura a Lucca nel lontano 2006, poi ho saltato qualche edizione e ci sono tornato regolarmente dal 2010. Quindi non ho vissuto in prima persona il passaggio da semplice "fiera del fumetto molto grande" ad evento massmediologico della cultura popolare mondiale, con relativa esplosione di visitatori ed attenzione di stampa e telelvisone. Tanto che oggi, anche gli amici che non si interessano di fumetto, conoscono il "Lucca Comics and Games".

Torno, quindi, al resto dell'articolo postato sopra, e poi a tutti gli altri, per un totale di 12 articoli, abbastanza corti  ;)



domenica 25 ottobre 2015

Furia - cartonato edizione del 1977 e 1978


Capita che ad una fiera, oppure ad un mercatino dell'usato, uno trovi il cartonato di 220 pagine pubblicato nel 1977 del telefilm di Furia a prezzo stracciato, ergo, anche se non è proprio interessato all'articolo, se lo accatta. Poi passano alcuni anni, e lo stesso individuo trova un altro cartonato di Furia pubblicato nel 1978, la copertina è differente, il prezzo è basso, e si accatta anche il secondo, memore di avere il primo. Tanto per completare la collezione.
Peccato che il secondo cartonato è la riedizione identica del primo, con l'unica differenza della copertina T_T
Vabbè... scrivo questo post anche in favore di chi, magari, potrebbe commettere il medesimo errore :]


La cosa interessante, che mi aveva incuriosito anche al momento dell'acquisto, anzi, degli acquisti, è che l'adattamento del telefilm per il cartonato avvenne ad opera di Maurizio Seymandi, penso, salvo omonimie, il creatore di Superclassifica Show.



Ho scannerizzato un po' di immagini, nulla di più, tanto per ribadire che da bambini eravamo così affamati di qualcosa di nuovo che ci attaccavamo anche ad un telelfilm degli anni 50... e poi gli adulti si sorpresero perchè ci affascinarono Goldrake, Jeeg e compagnia!
Ho trovato che alcune foto pubblicate in questo cartonato sono oscenamente di scarsa qualità, un bianco e nero, praticamente solo nero. Un altro bel esempio di quanto poco si consideravano i prodotti per bambini, ed in questo le pubblicazioni di oggi sono di certo migliori qualitativamente. Non c'è paragone.
Si vede la bambina solo perchè ha l'abito chiaro... magari nell'inquadratura ci sono anche Furia e Macchia Nera!


sabato 24 ottobre 2015

TV Sorrisi e Canzoni n° 46 dal 18 al 24 novembre 1979 - articoli su: "Mork & Mindy"; Sandokan; lo Zecchino d'Oro; Pavarotti


In questo numero di "Tv Sorrisi e Canzoni" non ci sono articoli sui caroni animati giapponesi, ma più servizi su programmi tv e personaggi televisivi, che sommati tutti assieme lo rendono abbastanza interessante. Visto il corposo materiale presente, basta leggere il sommario, non ho scannerizzato completamente la rivista, che consta di ben 140 pagine, ho fatto solo 86 scan. Sacrificando alcuni argomenti in base ai miei gusti e ai temi del blog, però ho inserito quasi tutte le pubblicità ^_^
Alcune delle quali veramente commoventi, tipo le auto T_T ed altri prodotti che proprio avevo rimosso dalla mia memoria a lungo termine.
Unica pecca della rivista è l'assenza dell'inserto centrale con i programmi delle televisioni locali, non per nulla era un fascicolino che si poteva strappare, e così fù :]
Posterò prima i quattro articoli su "Mork & Mindy", Sandokan, lo Zecchino d'Oro (che nel 1979 non seguivo più da un pezzo) e Pavarotti (che non mi ha mai esaltato), per poi riproporre l'ordine normale della rivista.


Mi rendo conto che faccio la figura dell'anziano che esalta il proprio passato a discapito del presente, però la mia generazione vide in tv dei personaggi e dei programmi che sinceramente non possono essere minimamente paragonati a quelli che i bambini dei decenni successivi hanno visto, basta scorrere i post di questo blog.
Robin Williams è uno di questi personaggi unici, con la sua comicità spiazzante, i suoi versi da giullare, e le sue battute graffianti, che forse un bambino non sempre capiva, però memorizzava.
E poi Mindy era una delle mie fidanzatine tv ^_^
E' sempre un dolore pensare che Mork non ci sia più...


mercoledì 21 ottobre 2015

Go Nagai Robot Collection 73 Junior Robot


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A MALINCUORE NON HO POTUTO FAR COLLIMARE IMMAGINI E COMMENTO IN TUTTA LA GNRC, I POST CON LE IMMAGINI CANCELLATE ERANO TROPPI...



Avvicinandosi il Lucca Comics and Games ho riflettuto sul fatto che ben due anni fa vidi in anteprima allo stand della Yamato, sempre a Lucca, le prime uscite, non avrei mai pensato di tornare a Lucca nel 2015 e non aver ancora concluso la collezione  T_T  spero che ci siano uno stand della Fabbri (che mi pare sia stata acquisita dalla Mondadori, mi pare) , lo spero tanto, ma veramente tanto tanto  ^_^

Devo ammettere che ho sempre invidiato a quello stordito di Shiro, uno che non arrivava a comprendere che un tizio che ha il tuo stesso cognome probabilmente è un tuo parente stretto(...), il Junior Robot.
E devo altresì ammettere che tifavo per lui quando veniva coinvolto nelle battaglia coi mostri guerrieri di Mikene, delle due armi offensive che aveva prediligevo gli inutili missili sparati dagli avambracci. Ai tempi non compresi bene il senso della sua armatura, la testa a forma di casco per motorino e la strana mazza, solo grazie agli anime sportivi capii che nasceva dalla passione nipponica per uno degli sport nazionali praticati nelle scuole: il baseball.
Quindi, se Kenzo Kabuto si fosse chiamato Chenzo Cabuto, mi avrebbe costruito un Junior Robot calciatore :]
Obbiettivamente il dottor Kenzo Kabuto costruì un robot confacente al quoziente intellettivo del figlioletto, basta guardare l'espressione da perfetto ebete del robot, che il modellino riproduce fedelmente: un vero cretino integrale... come il fratello maggiore... probabilmente la genialità salterà la loro generazione...




Il modellino non è malaccio, ci sono le solite sbavature di colore, ma relativamente moderate, la postura è simpatica, forse un po' troppo ingobbito (lo si notata di più dalle foto prese di fianco).
Lo avrei visto bene anche in una posizione da battitore :]




Mi è capitato di fare numerose critiche alla Fabbri, che ovviamente non se ne tange più di tanto, mi tocca aggiungere quella ecologista.
Non riguarda l'uso di vernici cancerogene o materiali plastici tossici (spero di no... ci mancherebbe pure...), ma è inerente alla sponsorizzazione degli inquinatissimi carbon fossili, come si può notare dal disegno in copertina :]

lunedì 19 ottobre 2015

"Il tesoro del castello senza nome" 3 e 4 (Les Galapiats - 1969) - Yamato Video



Terza e quarta puntata del telefilm che, non solo anticipò di 16 anni i Goonies, ma le cui peripezie rendono quelle dei ragazzini statunitensi degli anni 80 delle bambinate da bimbiminkia...
La prima e la seconda puntata al link sotto:
"Il tesoro del castello senza nome" 1 e 2 (Les Galapiats - 1969) - Yamato Video



Ritroviamo il nuovo gruppo ancora davanti al fuoco dopo aver siglato la pace, un gruppo molto eterogeneo dal punto di vista sociale, ragazzi delle borgate popolari e figli di ricchi borghesi. Il frutto di un tempo in cui forse ancora si sperava in un minimo di livellamento della ricchezza. Le famiglie non ricche potevano in una certa misura ambire alla scalata sociale, e capitava normalmente che i figli di chi se la passava bene interagissero con i figli di chi se la passava meno bene.
Jean-Loup legge l'enigma :
Dopo le tenebre aspetta la luce
nell'ora in cui il sole entrerà nel quinto cerchio della casa del crociato
chi avrà giurato di lottare contro il vizio e i demoni
sarà fatto cavaliere in mezzo i suoi fratelli d'armi
il tredicesimo gonfalone ti indicherà il tredicesimo miliare
là, tu lascerai il cammino delle aquile d'oro
e ascoltando il tuo cuore dopo sei volte cento giungerai al morione
sollevalo e dopo aver detto la prece, comincia a scendere agli inferi
dovrai innanzitutto passare il Rubicone
poi, senza l'aiuto di Caronte , attraversare il grande specchio
quando vedrai Sigma giungerai in porto
prendi allora il labirinto fino al guardiano di pietra
fa roteare l'ascia e picchia
il tesoro è tuo,
ma ricordati che il saggio non si basa mai sulla ricchezza.



Ecco Bylock che riflette sul mistero masticando la sua lametta da barba rigorosamente senza zucchero! 

domenica 18 ottobre 2015

Marco Polo Dragonda - Clem Toys 1982


Lo sceneggiato televisivo "Marco Polo" fu un adattamento del romanzo di Maria Bellunci, dove l'autrice rivedeva in chiave più moderna le avventure del mercante veneziano. Curiosamente il gioco in scatola "Marco Polo Dragonda" si rifà allo sceneggiato Rai solo per le immagini in copertina, per il resto prende l'avventura di Marco Polo come ispirazione generale per sviluppare un gioco di avventura, dove accumulare "esperienza" conta più che arricchirsi. Infatti all'interno del gioco, tra istruzioni, carte, tabelle e mappa di gioco non c'è una sola immagine dei personaggi Rai. Inoltre nella mappa di gioco ci sono luoghi che mi pare che il Marco Polo televisivo non raggiunga mai, come Nagasaki e Manila, tanto per citarne due. In pratica la confezione sfruttava lo sceneggiato a scopi pubblictari, utilizzando massivamente a tal fine anche i Topolino del periodo. Questo grazie ad un concorso ad hoc che collegava direttamente l'acquisto del gioco e Topolino, in cui erano messi in palio più viaggi in Cina, su cui mi soffermerò dettagliatamente in seguito.
Edit del 24/10/2015:
In fondo ho aggiunto le scan del Topolino 1412
Qua sotto una pubblcità su Topolino dell'autunno 1982.
Si noti che la Clementoni ha cambiato il nome in un più moderno ed anglofono "Clem Toys", io preferivo il vecchio nome con le vecchie confezioni tanto fantasiose e ben disegnate.



Il gioco in se non era brutto, era differente dalla media dei giochi in cui ci cimentavamo nel periodo, erano i primi giochi in scatola da un po' più grandicelli, però rimanevi stupito dal non ritrovare al suo interno nessuno degli elementi dello sceneggiato.
Non c'era neppure Spack senza orecchie a punta!  ^_^
Furono i primi impatti con il marketing... ah no, il secondo o il terzo... forse il quarto:
Guerre Stellari - Il grande gioco di fantascienza - Editrice Giochi 1977
L'Uomo Ragno e i Fantastici 4! - Editrice Giochi 1978


         


sabato 17 ottobre 2015

Capitan Sherlock n° 2 "La riscossa di Nefera", collana "Telefumetto" n° 2 - maggio 1979


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Seconda, ma non ultima, puntata dell'avvincente Capitan Harlock italico, in un'altra mirabolante ed incredibile, nel senso che leggendola non credevo a ciò che leggevo, avventura spazial-marinara-terrestre.
Dove avevamo lasciato il nostro eroe?
Capitan Sherlock n° 1, collana "Telefumetto" - 1979 

L'introduzione redazionale alle nuove gesta del pirata promette bene.





Peccato che inizialmente la storia abbia ben poco di avventuroso, è più che altro un quadrilatero amoroso infantile alla Lady Georgie... cosa che, ai tempi, mi avrebbe abbastanza indispettito. Anche negli anime robotici c'erano storie d'amore, ma non da seconda elementare...
In pratica Capitan Sherlock è ambito contemporaneamente dalla terrestre Hilenia e dalla perfida regina Nefera, di cui è innamorato il giullare Gal. Purtroppo per la matura dittatrice Capitan Sherlock preferisce le ragazze più giovani, assai più giovani.
Il fatto che il giullare Gal si azzardi a confessare il suo amore a Nefera mi è parso un segnale che i disegnatori (editori etc etc) italiani, pur copiando i personaggi nipponici, non riuscivano proprio ad entrare in sintonia con quelle storie.
Qualcuno si immagina Ikima, Amaso o Mimashi che, non solo si permette di dichiararsi alla regina Himika, ma addirittura si arrischia a chiedere se lei lo ami?
C'è un'altro fattore che ho notato ritorni spesso in questi fumetti: la fissa delle vacanze.
Va bene che siamo un popolo poco incline al lavoro ad oltranza, mentre i giapponesi sono dei veri stakanovisti, non per nulla il karoshi lo hano inventato loro(...), ma è possibile che sia nei fumetti di Actarus che in questa storia si pensi prima di tutto alle vacanze?!
Negli anime tutti sono intenti sempre a lavorare, perfino Actarus fa il garzone di fattoria,ed è un principe! L'unico che mi venga in mente che non fa una benemerita fava per tutte le oltre 100 puntate è Sampei... avrà qualche parente italiano :]
Ma perchè dobbiamo sempre farci riconoscere?!
Comunque, dopo la smania di ferie e gli intrecci amorosi da seconda elementare, arrivano anche i combattimenti, e che combattimenti!
Tipo il Generale Nero contro il Grande Mazinga?
Di più.
Posso solo anticipare che il robot nemico mette in difficoltà il robottone di Capitan Sherlock con un potentissimo vomito colloso!  O_o
Ed ora "La riscossa di Nefera", un po' come "L'Impero colpisce ancora", ma solo un po' :]




venerdì 16 ottobre 2015

"30° Kinder 1974/2004 SorpresEmozioni" SECONDA ED ULTIMA PARTE - Catalogo mostra di Alba dicembre 2004/gennaio 2005



Concludo la rassegna delle scan del catalogo "SorpresEmozioni", a cui seguiranno (nel futuro un po' più prossimo venturo) un paio di post sul processo produttivo reale delle Sorpresine Kinder.

La prima parte del catalogo al link sotto:

"30° Kinder 1974/2004 SorpresEmozioni" PRIMA PARTE - Catalogo mostra di Alba dicembre 2004/gennaio 2005 




giovedì 15 ottobre 2015

"Goldrake meglio di Furia" di Daniel Jarach - "La Domenica del Corriere" 1 giugno 1978


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Il primo giugno del 1978 la prima infornata delle puntate di "Atlas Ufo Robot" era terminata da poco meno di un mese, non un anno. Ergo, in via teorica, una media memoria umana poteva essere ancora abbastanza fresca, invece basta leggere la didascalia all'immagine di destra con Alcor per comprendere che non fu così.
"Actarus, l'intrepido pilota di Goldrake"


Tralasciando che "intrepido" affiancato all'effigie di Alcor è un ossimoro, ma perché si identifica l'immagine di Alcor con il personaggio di Actarus? O_o
Non sarebbe bastata una consulenza, assolutamente gratuita, di un qualsiasi bambino per scoprire che quello presentato nel servizio è Alcor, lo scrauso pilota dello scrausissimo TFO?
Ma se canni il protagonista della serie, come puoi credere che il lettore considerare un minimo affidabile il resto dell'articolo?
Qualcuno potrebbe ipotizzare che, accortisi dell'errore, il direttore (Maurizio Costanzo...), o l'autore dell'articolo, oppure qualcuno della redazione, abbiano, in un numero successivo, scritto due righe per scusarsi dello scambio, oppure del refuso di stampa. Nulla di tutto ciò, infatti sono in mio possesso anche tutti gli altri numeri di giugno, e dei mesi successivi, e non ho trovato nessuna rettifica. Sempre che non mi sia sfuggito qualche micro trafiletto.
Tralasciando per un momento questa topica colossale del giornalista, l'articolo è interessante perchè dimostra due cose.
La prima è la certificazione che Goldrake ebbe un immediato grande successo, mentre in alcuni articoli che ho postato si affermava, da parte di giornalisti ed esperti, che la prima serie del 4 aprile 1978 non colpì molto i giovani telespettatori.
Inoltre si riportano i numeri degli ascolti, 5 milioni di telespettatori, solo tra i maggiorenni!
Perchè la Rai non conteggiava i telespettatori sotto una certa età: 

La seconda questione che si palesa è l'inziale non ostilità verso “Atlas Ufo Robot”, basta vedere anche la reazione della carta stampata del periodo: 

Il giornalista, seppur totalmente disinformato, non dico sugli anime, ma addirittura su quello che mandava in onda la Rai un mese prima, non lancia nessuna accusa verso il robottone.
Il successo è dimostrato dalle lettere di protesta di noi (ex) giovani telespettatori alla Rai, per quella che intepretavamo come una ingiusta sospensione della serie. Personalmente non rammento se mi arrabbiai con mamma Rai, attendevo solo con ansia le successive puntate, sperando fossero trasmesse.
L'anno prima Furia fu il nuovo eroe di noi bambini, un successo che pareva insuperabile, ed invece dal Giappone giunse Goldrake!


martedì 13 ottobre 2015

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 9 Grendizer con Alabarda


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A MALINCUORE NON HO POTUTO FAR COLLIMARE IMMAGINI E COMMENTO IN TUTTA LA GNRC, I POST CON LE IMMAGINI CANCELLATE ERANO TROPPI...


Finalmente un Goldrake!
Ah no...
Un altro Goldrake... il quarto:
Go Nagai Robot Collection 02 Ufo Robot Grendizer
Go Nagai Robot Collection - Uscita speciale 1 Disco Spaziale
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 6 Grendizer + Double Spacer

Ok che Goldrake tira, per qui si esagera...
Penso che questa sia l'uscita più grande degli 81 (72 normali + 9 speciali) modellini pubblicati fino ad ora, infatti l'altezza totale (dalla basetta alla lama della alabarda in alto) è di 20 cm, per una larghezza di 14,5 cm. Il tutto ad un prezzo di 16,99 €, aggiungerei "soli" 16,99 €, visto che la precedente uscita speciale del Duca Gorgon (mi) era costata 19,99 €.
Sarebbe interessante un approfondimento della Fabbri su come si forma il prezzo di questa Go Nagai Robot Collection.
Devo dire che il modellino è bello, con una posa aggressiva e dinamica, ovviamente non mancano le sbavature di colore.
Ormai da parecchie recensioni ho abbandonato, per esaurimento delle forze, la polemica sull'uso "improprio" contemporaneo di nomi riferibili sia a manga che a anime. Nei primi fascicoli mi aveva colpito il fatto che nel fascicolino-ino-ino non si citasse mai le serie animate dei soggetti in questione, e si era scoperto che il fatto era dovuto ad una questione di diritti: la collezione era incentrata solo sui manga dei robottoni di Nagai, non gli anime.
Con tutto quello che comportava in fatto di confusione creata al compratore non "otaku", che ritrovava nel fascicolino-ino-ino nomi ed accadimenti sconosciuti, avendo lui visto solo la serie televisiva.
Poi, un po' alla volta (basta scorrere le recensioni), hanno iniziato a farsi largo nomi, costumi  e personaggi (Flora non presente nel manga!) delle nostre amate serie televisive, rendendo assurda l'affermazione iniziale che la Go Nagai Robot Collection si rifacesse esclusivamente ai manga.
Ancora una volta ritroviamo questa schizofrenia nominativa in questo numero, un po' come se la persona che ha la responsabilità di scegliere i nomi da pubblicare sia affetto/a da doppia personalità, un'anima purista vs una nostalgica...
Infatti se si vuole rispettare i nomi originali del manga avrebbero dovuto chiamare la nona uscita speciale "Grendizer con Double Harken", oppure "Goldrake con Alabarda", se, invece, si vuole solleticare i bei ricordi degli ex bambini.
Ma che senso ha "Grendizer con Alabarda"?! O_o
Chiusa l'inutile parte polemica, tanto alla Fabbri gli faccio un baffo... ecco "Grendizer(...) con Alabarda(...)!




Oddio... da questa foto pare quasi stia facendo la lap dance T_T