Dando per vere (quasi) tutte le critiche che taluni mi muovono (sgrammaticato, ignorante, polemico, distorcitore(?) della buonafede altrui, etc. etc.), almeno mi si dovrebbe riconoscere la costanza :]
Ho inserito una settantina di post sui cataloghi di giocattoli, permettendo a tutti di avere una buona panoramica dei giochi disponibili tra gli anni 70 ed 80 (qualche volta anche anni 60), nel particolare avevo già postato due cataloghi "Super Giocattoli la Giraffa GDG":
Con questo post si potrà avere una rassegna dei giocattoli della "GDG" disponibili pre era animazione giapponese, cioè quello del 1976, poi in piena era "Goldrake & soci", cioè quello del 1979/80, infine il dopo robottoni, cioè questo 1982.
Il tutto visibile nella pagine di un distributore di giocattoli che non si limitava alle marche più note (presenti in tanti altri cataloghi qui disponibili), ma che metteva in vendita giocattoli da varie parti del mondo, che, probabilmente, ebbero una messa in commercio meno capillare.
Ci sono articoli abbastanza in anteprima, altri veramente belli ed altri veramente curiosi :]
Il catalogo consta di ben 100 pagine ed una moltitudine di giocattoli, molti con prezzi non popolari.
Ci sono un sacco di articoli dei Puffi...

Importare giocattoli dall'estero senza predisporre un nuovo packaging era di certo un risparmio, poteva permettere di diminuire i prezzi oppure di aumentare i guadagni, di certo il prodotto finiva sugli scaffali più in fretta, cosa importante specialmente per Natale.
C'è un però... quando importi una bambola che si chiama "Schminki", difficile che non venga italianizzata con un semplice "Sminki" ^____^
Considerando che costava 47 mila lire nel dicembre 1982, cioè ben 94 euro attuali, ad essere sminkiati furono gli allora genitori :]

Non sono e non voglio passare per esperto in tema "primi videogiochi messi in commercio in Italia", anche perché non ricordo a memoria i più di 2000 post presenti nel blog, ma mi pare che questa sia una delle prime presenze dei videogames a cristalli liquidi della Nintendo.
Infatti la rivista di settore "VG Vendogiocattoli" pubblicò un dépliant con numerosi di questi videogiochi della "Bandai", ma solo nel numero di maggio 1983, mentre questo è un catalogo per il Natale 1982:
Peccato che non sia specificato e non si veda il nome di ogni singolo "giocorologio".
Nei due sopra è visibile la scritta "Game & Watch".
Nei tre sotto si intravede (ingrandendo l'immagine) Braccio di Ferro a sinistra, Topolino al centro, Snoopy a destra.

Si può notare che il triciclo-motocicletta della pagina di destra in basso ha come modello un bambinetto che pare giapponese.
Ma anche la pompa di benzina ha il nome in inglese, "Happy Pumper", per non parlare del maxiciclo dei Puffi, ma con scritto il nome originale dei personaggi bluastri, "Smurf".

Per mera curiosità ho provato a controllare i prezzi raggiunti su Ebay da questi giocattoli di Snoopy, provateci pure voi O_O

Quale bambino/a italica avrebbe mai pensato di vendere hot dog?
Ma al modico prezzo di 145 mila lire, cioè 290 euro, potevi mandare in bolletta la tua famiglia :]

In questa pagina, oltre a "Sminki", si possono ammirare vari giocattoli di provenienza francese.

Assai curioso il volante con motore, della pagina di destra, a sole 39500 lire.

L'autogrù Jumbo della "Rico", della pagina di sinistra, telecomandata, costava 185 mila lire, cioè 370 euro!

Il "Castello delle streghe" parrebbe divertente.
Molto curioso anche la "Maledizione del cobra", a cui ho dedicato un ingrandimento qui sotto.


Il casco che lancia le moto, nella pagina di destra in alto, parrebbe un prodotto nipponico, della "Shoei".

Il transatlantico "Ocean Queen" costava 240 mila lire, cioè 480 euro!
Direi il pezzo più costoso del catalogo.

Di solito i personaggi di "Guerre Stellari" erano importati in Italia dalla milanese "Harbert" (lo si vede da altri mie cataloghi del periodo), ma qui non presentano tale nome, inoltre parrebbero set di articoli non importati dall'azienda di Milano.
Molto interessante come pagina.

E qui ritorna utile il link al dépliant Bandai:
I tre giochi non mi pare siano presenti al link qui sopra.

Parrebbe che la prima metà del catalogo mostrava solo articoli importati, mentre da metà in poi, ci siano giocattoli normalmente disponibili in Italia.


La prima traccia di un giocattolo ispirato all'animazione giapponese sono i "Gatchaman", con la pista "Polistil", non prezzata...
E poi il gioco con codice VG38 qui sotto.

Non ho mai avuto i giochini "Scacciapensieri" della "Polistil", ma scopro ora (forse) che si chiamavano "Schiacciapensieri"...

Altro giocattolo anime era "Moncicci"...

Qui sopra, però, abbiamo Candy Candy", avevo postato anche un catalogo specifico "Polistil" con questi articoli:

Torna utile la serie di post linkati qui sotto ^_^
Penso di essere l'unico che mostra tutte queste informazioni sulla campagna pubblicitaria delle "Ceppi Ratti" per il Natale 1982.


Nella pagina di destra ci sono i "Superboys" :]


Non comuni giochi strategici.



































Sempre bellissime queste pagine di cataloghi.
RispondiEliminaSe volessi fare il precisino, ti direi che "il nome originale dei personaggi bluastri" non era "Smurfs", ma Schtroumpfs.
In inglese era Smurfs, in italiano il nome scelto fu il più inventivo Puffi.
"Strumfi" suonava male, e del resto il nome italiano venne scelto per tradurre i fumetti di Payo, moolti anni prima dei caroni animati.
Se invece l'avessero scelto nell'82 probabilmente sarebbe stato "Smurfi", più facile.
In spagnolo è "Los Pitufos", in Germania credo si dica "Der Blauen Untermenschen"... forse, non sono troppo sicuro... 🤣🤣🤣
Io odio i Puffi, gli Smurfs, gli Schtroumpfs, Los Pitufos e anche i Der Blauen Untermenschen (cit.) ^_^
EliminaComunque grazie delle precisazioni, son sempre utili ;)
Sei "Puffo odioso"? AHahhahh
EliminaPer il tedesco, vedere qui: https://de.wikipedia.org/wiki/Die_Schl%C3%BCmpfe
EliminaPenso che i Puffi siano stati un enorme passo indietro per i bambini dal 1982 in poi... di nuovo una serie con episodi autoconclusivi...
EliminaCon Heidi, e poi con questi tutti gli altri anime, ci si era aperto un mondo fatto di una narrazione complessa (per un cartone animato del periodo), rivoluzionaria, innovativa, se perdevi una puntata, potevi non comprendere bene quella successiva.
Coi Puffi si era tornati ad Hanna & Barbera, il Riflusso dei cartoni animati...