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TITOLO: La caduta del Giappone
Trovo
interessanti questi saggi storici un po' datati perché offrono un
punto di vista che risente del periodo in cui furono scritti, per
esempio questo è, secondo me, influenzato dalla guerra fredda. Parla
dei crimini giapponesi, però quasi di passaggio, per esempio non
cita mai le Unita 731. Ed è una cosa anomala per un libro che si
concentra sulla fase finale della guerra compresa la resa, vista la
vicenda del Generale Ishii (inventore e capo delle Unità 731) e di
tutti i suoi accoliti.
AUTORE: William Craig
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 359
COSTO: 10 € circa
ANNO: 1970
FORMATO: 23 cm
X 17 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: ?
Questo
saggio storico è stato scritto nel 1967, e pubblicato in Italia nel
1970. L'ho recuperato al Salone del libro usato di Milano, io l'ho
pagato 10 euro, ma nello stesso salone c'era chi lo vendeva a 28
euro.
Il
libro si concentra su un arco temporale molto ristretto, dal 1944
alla resa nipponica. Più che un libro storico talvolta pare un
reportage di guerra, si concentra su alcuni aspetti quasi personali
di personaggi anche secondari, sia giapponesi che statunitensi.
Alcuni di questi fatti mi sono sembrati abbastanza superflui, e le
righe spese per raccontarli noiose da leggere.
Hirohito
è praticamente sollevato dalle sue responsabilità, talvolta si
lascia intuire che poteva fare di più ma poi non si calca mai la
mano. Neppure verso gli altri appartenenti alla stirpe imperiale si
sollevano accuse o dubbi, sono totalmente ignorati. I cattivi sono
altri non ben identificati, tranne alla fine del libro quando ci si
sofferma moltissimo sule rivolte dei più fanatici giovani ufficiali
contro la resa del Giappone. Pare quasi che la colpa di tutto fosse
loro.
Anche
il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, pur ammettendone
l'atrocità per la popolazione, non ne analizza più di tanto le
motivazioni e risvolti storici. Si limita a fare una cronaca, fin
insensata, del viaggio dei due aerei, delle cose che dissero gli
equipaggi e i loro comandanti a terra etc
Per
fortuna, almeno, si parla del trattamento che i giapponesi
riservarono ai prigionieri di guerra occidentali, della distruzione
di Manila (con le violenze verso la popolazione civile), appena
citato il Massacro di Nanchino.
Sono
riportati i momenti in cui (finalmente) Hirohito si impose sugli
oltranzisti della guerra, comprese tutte le schermaglie che ci
furono tra i vari ministri, generali e ammiragli dopo l'ultimatum
della Conferenza di Postdam e i bombardamenti atomici. Questi sono
forse i capitoli più interessanti.
Nella
parte finale c'è l'arrivo di MacArthur in Giappone, la firma della
resa sulla Missouri, ma non c'è nulla dell'incontro tra Hirohito e
MacArthur.
Se
avessi letto questo libro nel 1970 (avevo un anno) non mi sarei
potuto fare una grande idea dei fatti capitati in quell'ultimo anno
di guerra.

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