AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
TITOLO: Il drago e la saetta, modelli, strategie
dell’animazione giapponese
Direi che questo lo si può considerare un gran bel tomo, non solo
per il numero di pagine, ma anche per l’esaustività con cui tratta
come l’animazione (prima) e il fumetto (poi) giapponese hanno
influenzato la società italiana e i suoi fruitori. Pellitteri
individua 2 strategie identificabili col drago (Goldrake), per la
prima invasione degli anime, e la saetta (Pikachu e quindi i
Pokemon), riguardo il periodo che arriva a fino ai giorni nostri. Il
saggio prende in considerazione, oltre all’Italia, anche altri
paesi europei, in particolare la Francia, che pare abbia avuto una
storia simile alla nostra per quanto riguarda gli anime. Il saggio
analizza, oltre gli anime (focalizzandosi in particolare su Goldrake)
ed i manga, anche la cultura kawaii, la J-pop (la cultura di massa
giapponese), la cultura robotica giapponese, i videogiochi (in modo
non approfondito). Tutti questi temi non solo vengono valutati
nell’ottica giapponese, ma anche in quella italiana. Ci sono
analisi approfondite sui consumatori italiani di anime e manga.
Contiene anche un capitolo sulla saggistica italiana ed
internazionale sul tema anime e manga.
Ecco un aneddoto (pag. 315) su Goldrake, di seguito si racconta come fu acquisita la serie durante una fiera specializzata nel novembre del 1977:
“Sui volantini campeggiava la titolazione <> . La parola “atlas” in francese significava, in quel contesto, “volantino”, “guida”: era il riferimento al materiale documentativo-illustrativo per la presentazione del prodotto; gli acquirenti della Rai non lo capirono ed ecco il bizzarro motivo a cui si deve il titolo italiano”.
Il saggio è abbastanza tecnico, la prima parte si concentra sulla globalizzazione culturale e l’ho trovato un tantino pesante, sensazione che scompare per gli altri capitoli. Personalmente ho incontrato qualche difficoltà di lettura, proprio per i termini tecnici e i concetti sociologici, ma chi ha una conoscenza maggiore di questi temi non avrà problemi. Inoltre contiene citazioni di altri saggi in lingua originale (inglese e francese), Questo fatto lo considero l’unico lato (estremamente) negativo, anche perché queste citazioni in lingua originale sono pienamente parte del saggio. Non comprendo quale costo o problema avrebbe comportato la traduzione di queste parti, specialmente in un libro che consta già di 575 pagine e costa già 28€.
AUTORE: Marco Pellitteri
CASA EDITRICE: Tunuè
PAGINE: 575
COSTO: 28€
ANNO: 2008
FORMATO: 23 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di
Milano
CODICE ISBN: 9788889613351
Ecco un aneddoto (pag. 315) su Goldrake, di seguito si racconta come fu acquisita la serie durante una fiera specializzata nel novembre del 1977:
“Sui volantini campeggiava la titolazione <> . La parola “atlas” in francese significava, in quel contesto, “volantino”, “guida”: era il riferimento al materiale documentativo-illustrativo per la presentazione del prodotto; gli acquirenti della Rai non lo capirono ed ecco il bizzarro motivo a cui si deve il titolo italiano”.
Il saggio è abbastanza tecnico, la prima parte si concentra sulla globalizzazione culturale e l’ho trovato un tantino pesante, sensazione che scompare per gli altri capitoli. Personalmente ho incontrato qualche difficoltà di lettura, proprio per i termini tecnici e i concetti sociologici, ma chi ha una conoscenza maggiore di questi temi non avrà problemi. Inoltre contiene citazioni di altri saggi in lingua originale (inglese e francese), Questo fatto lo considero l’unico lato (estremamente) negativo, anche perché queste citazioni in lingua originale sono pienamente parte del saggio. Non comprendo quale costo o problema avrebbe comportato la traduzione di queste parti, specialmente in un libro che consta già di 575 pagine e costa già 28€.

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