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domenica 4 giugno 2023

I manga di Grendizer e le citazioni sugli ufo ed extraterrestri presenti anche nel volume "Contatti con gli extraterrestri" (Rizzoli 1976)


Avviso:
per chi non ha letto il manga ci potrebbe essere qualche piccolo spoiler sul manga  :]

Nel precedente post scrivevo di aver letto per la prima volta tutti i manga di Grendizer, non starò qui a farne una analisi, ci sono siti e saggi dedicati a questo, io non potrei di certo fare neppure un lavoro similare, figuriamoci migliorarlo, ma ho notato alcuni aspetti del tutto assenti nella serie tv di "Atlas Ufo Robot" che mi hanno sorpreso, cioè le citazioni di avvistamenti di ufo ed extraterrestri e la presenza sulla Terra di popolazioni aliene nel passato remoto.
Mi è tornato di nuovo utile il nono volume della collana "Il mondo dell'occulto", cioè quello dedicato espressamente agli ufo ed extraterrestri, con cui avevo già raffrontato il mediometraggio Toei del 1975 dal titolo "Questo è un Ufo! I dischi volanti":

Ovviamente non posso sapere di preciso a quale fonte originaria gli sceneggiatori, registi e anche (posso aggiungere ora) mangaka si ispirarono, ma direi che fu una pubblicazione simile a quella della Rizzoli, magari la stessa, in quanto è di matrice statunitense, ma tradotta in Giappone prima che in Italia.
Ai tempi dell'esordio di Goldrake in Italia in più occasioni dalla stampa venne accostato l'anime all'avvistamento degli ufo in generale:




Quello che ho trovato differente tra le due versioni dei manga e l'anime è la citazioni ad episodi avvistamenti specifici di ufo e il tirare in ballo le teorie delle civiltà aliene che colonizzarono la Terra migliaia o milioni di anni fa.


Che lo scrauso TFO di Koji Kabuto sia la copia dell'ufo fotografato da George Adamski nel 1952 penso non ci siano obiezioni, ma comunque inserisco alcune pagine del volume "Contatto con gli extraterrestri"  che ne parla.
Nella medesima pagina del manga versione Nagai c'è, però, una piccola aggiunta, dove Danbei (Rigel) saluta il disco volante di Koji con la parola "Ventla" (didascalia in fondo alla pagina), coniata dall'ufologo (esistono ancora?) George Van Tassel.
Di nuovo il libro della Rizzoli parla anche di questo Van Tassel, seppur non citando il termine alieno.




Che per ideare il TFO Nagai si sia ispirato all'ufo del venusiano avvistato negli Usa non credo ci possano essere dubbi.



Su Van Tassel c'è solo questo riquadro, nessun riferimento alla lingua aliena citata da Danbei.



Nel primo volume della versione Nagai/Ota ci si interroga sui numerosi avvistamenti di ufo ed alieni, affermando che questi quasi mai abbiamo fatto del male agli esseri umani, purtroppo si usa ad esempio proprio uno degli alieni, invece, che ebbe, secondo i testimoni del tempo, un comportamento molto aggressivo   ^_^


Il 12 settembre 1952 a Flatwoods, nel West Virginia, l'extraterrestre con la gonna ed enormi occhi brillanti verde-arancio si scagliò con le sue mani ad artiglio contro un gruppo di persone.
Mi sa che Ota o Nagai consultarono la pagina sbagliata del libro statunitense sugli avvistamenti degli alieni  ^_^



Il quarto ed ultimo volume del manga versione Nagia/Ota è quello con più citazioni riguardanti antiche civiltà aliene che colonizzarono la Terra.
Ovviamente si tira in ballo le statua dell'isola di Pasqua e i megaliti di Stonenge, anche se questi ultimi sono indicati solo come rovine.


Sullo sfondo della pagina di destra si nota il profilo di quella che parrebbe una città Azteca, presente più volte nel volume della Rizzoli, altra civiltà che viene speso considerata influenzata da antichi alieni.


Alla fine del quarto ed ultimo volume della versione Nagai/Ota tocca a Sayaka Yumi spiegare le teorie sulle antiche civiltà terrestri influenzate da visitatori alieni:
i cerchi megalitici (visti sopra);
le piramidi (viste sopra);
le statuette aniwa (non presenti nel libro della Rizzoli);
i dipinti murali che raffigurano esseri spaziali (qui sotto).

Probabilmente gli autori, tento per contestualizzare un po' alla giapponese le visite degli alieni nell'antichità, inserirono anche le statuette aniwa, altrimenti i giapponesi sarebbero stati gli unici popoli della Terra ignorati da questi visitatori extragalattici che non facevano altro che atterrare sul nostro pianeta  :]


Questo rilievo su pietra venne ribattezzato "l'astronauta di Palenque", ed è conservato nel Tempio delle Iscrizioni in Messico.
Si vede chiaramente dall'espressione scarsamente intelligente che è un antenato di Alcor  ^_^

 

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