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lunedì 20 luglio 2020

Film cinema scuola - catalogo critico




TITOLO: Film cinema scuola
AUTORE: L. Baroni e G. Volpi
CASA EDITRICE: 
PAGINE: 300
COSTO: 5
ANNO: 1980
FORMATO: 24cm X 12 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 

Non c'erano solo i supplementi di "Mese Sampoalofilm" ad interessarsi ai film proiettati a scuola:

Nel 1980 venne pubblicata la seconda edizione aggiornata del libro-catalogo "Film cinema scuola", contenente 280 pagine di sinossi di film proiettabili nelle scuole, dalle elementari alle superiori. 
A dire il vero sono presenti titoli che se me li avessero fatti vedere da adolescente mi sarei sparato nei maroni... e a pensarci bene un paio me li fecero pure vedere... 
Moltissime delle pellicole qui suggerite sono di film impegnati, anche molto impegnati. 
A mio modesto avviso un po' oltre la media culturale di un ragazzino del 1980, parlo per esperienza propria e dei miei coetanei e coetanee, alcuni dei quali hanno poi proseguito gli studi molto proficuamente, ma se gli avessero fatto vedere "Dersu Uzala" a scuola, non credo lo avrebbero apprezzato...
Detto ciò, quello che mi ha interessato nel libro, più dei due numeri di Sampaolofilm, non è tanto quello che c'è, ma quello che non c'è... non sono presenti film di fantascienza/kaiju giapponesi e c'è un solo (dico, un solo) film di animazione giapponese...
Non che sia un reato, probabilmente trovavano il genere non adatto allo scopo di formare lo scolaro, insomma, non erano film educativi, in nessuna maniera.
Peccato che nella breve introduzione al cinema per ragazzi gli autori lamentino che i film per la prima infanzia scarseggiavano in Italia, e che in occidente, a causa del mercato, i bambini non erano visti come un fruitore remunerativo. Per il versante "disegni animati" si faceva notare come i cartoon statunitensi fossero quasi esclusivamente comici (Warner Borss etc).
Ma come?!
Eravamo nel 1980!
In televisione spopolavano i cartoni animati giapponesi, e gli autori si lamentavano che non esisteva una animazione interessante dedicata agli scolari delle elementari?!?!
E quale paese, invece, aveva creato una intera industria che rendeva "remunerativi" i film di animazione per bambini/ragazzi?
Il Giappone!
Talvolta, leggendo questi scritti, trasecolo...
Ok, nei nostri cinema giravano gli orrendi film di montaggio dei robottoni, ma volendo ci sarebbe stato un catalogo infinito o quasi di film di animazione giapponese proprio in target con la mancanza  descritta dagli autori.
Questi film erano stati proiettati nei cinema italiani dei primi anni 70, e in quel periodo venivano trasmessi regolarmente in televisione:

Ma a quanto pare per i due autori non esisteva un cinema d'animazione per bambini/ragazzi che facesse film con tematiche valide, avvincenti e di buona fattura tecnica... ed erano pure a buon mercato!
Chissà quanti dibattiti interessanti avremmo potuto fare a scuola guardando "Ventimila leghe sotto i mari": lo sfruttamento dell'ambiente; la dittatura; l'uso pacifico della tecnologia; l'avventura; la coabitazione di popolazione differenti.
Sarebbe bastato avere un maestro o una maestra con un po' di fantasia, quante occasioni perse... ed invece di facevano vedere Pinocchio...



La cosa curiosa è che l'unico film di animazione giapponese che ebbe l'onore di una sinossi fu "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", con ben due righe... ma già i nomi dei protagonisti non mi tornano...
"Jim, il topo, e Biricchino vivono avventure e disavventure di caccia al tesoro nell'isola della pirateria.".

Il nome del protagonista maschile umano viene appioppato al topo, ed il nome del topo viene cambiato in "Biricchino".
Tutto ciò mi fa supporre che esista un altro doppiaggio del film, magari fatto solo per la proiezione in 16mm.
Questa sopra è 'unica sinossi che mostro delle tantissime del libro, non ci sono neppure i film di "Ufo Shado"!




La sinossi de "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" in questo libro non è paragonabile a quella, pur contenente errori, che venne pubblicata nel 1975 da "Segnalazioni Cinematografiche", che si dimostrarono di una professionalità unica, specialmente perché volevano veramente dare informazioni sui film proiettabili (in quel caso nei cinema parrocchiali) per i bambini.


Metto tutta la prefazione ai film per ragazzi, tanto per far capire che gli autori stilavano un profilo di un genere di animazione che per loro non esisteva, quando, invece, veniva trasmessa tutti i giorni in televisione...
Valli a capire gli intellettuali...





Qui sotto la prefazione a questa seconda edizione del libro.




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