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lunedì 27 luglio 2020

"Duello Spaziale" - Clementoni (1977)



Come ho scritto più volte, in cortile eravamo veramente tanti bambini, ma tanti... ed una parte di questi possedeva giochi in scatola, riflettendoci bene c'era uno zoccolo duro di coetanei che permise a tutti gli altri di giocare ad un numero spropositato di giochi di società.
"Duello Spaziale" fa parte di quella serie di confezioni possedute da compagni di giochi, e per quanto vi giocai poche volte, lo trovavo tra i più belli in assoluto.
A dire il vero quando ho rivisto il non eccelso disegno della confezione non mi diceva nulla, neppure il nome del gioco... ho dovuto vedere il contenuto per ricordare le belle astronavi in dotazione e di conseguenza collegare il nome dell'articolo ai ricordi ludici.
Il tema del gioco era la fantascienza, eravamo in pieno boom "Guerre Stellari", "Star Trek" e robottoni giapponesi, ergo poter effettuare battaglie strategiche, muovendo su un enorme tabellone diverse tipologie di mezzi spaziali, era una figata assurda   ^_^
Un'altra cosa che ho scritto spesso nei post dei giochi in scatola è che in cortile non seguivamo alla lettera le regole, anzi, alcune volte ce le inventavamo di sana pianta. Le semplificavamo, anche perché spesso giocavamo direttamente per terra in cortile, non in casa di qualcuno, quindi il caos non mancava.
"Duello Spaziale" fa parte di quei giochi in scatola le cui regole apprendo solo oggi, non usavamo neppure l'elaboratore a schede per decidere l'esito dei combattimenti!
Non ricordo neppure, di conseguenza, le schede preforate e i talloncini con le esplosioni, quindi, in pratica, usavamo il tabellone, le astronavi e il dado, fine   :]
Nonostante ciò (o forse grazie a ciò) il gioco restava divertente, dovevi pensare ad una strategia  per difendere le tue basi spaziali (quelle tonde), ma nel contempo si poneva il problema di attaccare quelle avversarie.



Come si può vedere la dotazione si limitata alle 56 astronavine di plastica e al necessario per far funzionare l'elaboratore a schede, ma visto che noi ci giocavamo senza questa parte di pezzi, alla fine rimaneva solo la parte inerente il posizionamento dei pezzi sulla scacchiera cosmica.



Il tabellone è enorme (e da bambini pareva ancora più grande), misura 68 cm X 98 cm, e deve essere ripiegato in quattro per entrare nella scatola. Di solito le plance di gioco si piegavano in due, ma la Clementoni usava in alcune occasione questa opzione.



Come detto sopra non ho mai giocato usando il sistema delle schede preforate, mezzo presente in più confezioni del periodo, tanto per dare quel tocco tecnologico al gioco in scatola.
Tra l'altro la confezione, praticamente intonsa e completa (anche nei 120 talloncini delle esplosioni!) ha purtroppo il computer non funzionante. 
Probabilmente basterebbe aprirlo e risaldare qualche filo, oppure la lampadine è bruciata, ma tanto noi non lo usavamo!  ^_^



Un quadrante che aveva visto la distruzione di una astronave, doveva essere segnalato con il talloncino con l'esplosione, in quanto zona radioattiva e non più occupabile. Questa regola (che noi non usavamo) doveva comportare la notevole riduzione delle opzioni di movimento, creando una ulteriore variante strategica.





Sulla modalità di gioco non posso esprimermi, visto che usavamo regole inventate, però non pare malaccio, probabilmente molto meglio delle nostre regole.
Le "Navi Spillo", quelle più numerose, non potevano sparare, ma solo autodistruggersi in un attacco kamikaze, però erano anche le uniche che potevano entrare nel settore di partenza avversario (senza bollini colorati). Quindi non le si doveva sacrificare inutilmente, perché non si sarebbe più potuto "stanare" il nemico che si rifugiava nei propri confini spaziali.
Non mi è invece chiara la mossa in stile "dama" spiegata nell'ultima pagina... nel senso che se bastava terminare il movimento con le Basi Spaziali e gli Incrociatori Spaziali a fianco di un nemico per "soffiargli" un'astronave, il gioco ad un certo punto avrebbe visto una moria infinita di mezzi, e comunque questa regola disincentivava il movimento in avanti di questi due pezzi.










Piccola curiosità.
Le Navi Spillo bianche hanno, nella mia confezione, due tonalità di bianco  ^_^


6 commenti:

  1. è un gioco veramente carino, da bambino l'avrei adorato (ne che oggi sarebbe diverso). Comunque ho notato che una volta si aveva più scelta come tipologia di giochi, oggi siamo decisamente più limitati come variazioni.

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    1. Oggi ci sono molti più giochi da tavolo per non bambini, alcuni fin troppo complicati... T_T

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  2. Ma perché esistono ancora i giochi come questo? Direi di no visto che i ragazzini delle attuali generazioni sono dediti ai videogames su console o su telefonino e poi nei casi più disperati a sballarsi con alcool, droghe e sesso, almeno quello che riscontro nell'attuale paese dove vivo. Questo gioco doveva essere carino seppur io nella mia fanciullezza e nei giochi in cortile preferivo i nascondino, mosca cieca oppure si improvvisava con una rete al centro dei fantomatici incontri di tennis. Però purtroppo non sono diventato Federer 😄

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    1. Il gioco era veramente bello, seppur con le regole inventate con le quali ci giocavamo

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    2. Però non esistono ancora questi giochi, giusto? Non credo che questi giovani lo comprebbero ancora, su questo sarai d'accordo! E bello comunque scambiarci questi ricordi nostalgici tra di noi!

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    3. A dire il vero i giochi in scatola per i pari età di oggi mi paiono più difficili, non tutti, ma in quelli a cui ho giocato c'è una componente strategica più complessa di quelli che mostro in questo blog.

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