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mercoledì 16 agosto 2017

Osamu Dezaki, il richiamo del vento



TITOLO: Osamu Dezaki, il richiamo del vento  
AUTORE: Mario A. Rumor  
CASA EDITRICE: Weird Book
PAGINE: 280
COSTO: 22 €
ANNO: 2017
FORMATO: 23 cm x 16 cm 
REPERIBILITA': sul web 

CODICE ISBN: 9788899507329


Ci sono autori di saggistica su anime e manga che garantiscono titoli interessanti e scorrevoli, Rumor è indubbiamente uno di questi.
Su Osamu Dezaki non era mai stato ancora pubblicato nulla in Occidente (come scrive l'autore in quarta di copertina), e devo dire che il primo libro è più che soddisfacente. Il saggio è composto da 10 capitoli, che analizzano tutte le opere più importanti del regista nipponico, ma non termina con l'ultimo capitolo. E' stato reso ancor più valido grazie all'inserimento di una serie di interviste con persone che collaborarono con Dezaki. Queste testimonianze (che poi è il titolo del capitolo) iniziano con una intervista allo stesso Dezaki, fatta nel 1999 da Saburo Murakami.
Il saggio si conclude con l'indispensabile cronologia delle sue opere, a cui seguono delle dettagliate schede filmografiche, queste ultime ammontano a ben 50 pagine. In ogni scheda è specificato quale ruolo abbia avuto Dezaki in ognuna delle opere a cui ha partecipato, addirittura sono presenti gli eventuali pseudonimi. Le scheda non si limitano ad una sequela di nomi o date, ma, oltre ad una breve sinossi, sono inserite numerose informazioni supplementari.
L'unico appunto che mi sento di muovere al libro è l'assenza di immagini, qualche foto d'epoca di Dezaki e colleghi, e qualche immagine delle serie analizzate, avrebbe reso più esaustiva l'opera finale.
Sul perché nel titolo sia presente la frase “il richiamo del vento”, non rivelerò nulla, ma chi ha seguito almeno un paio delle serie di Dezaki, dovrebbe capirlo autonomamente.
Ricomincio quindi dalla descrizione dei capitoli.

Il primo capitolo si concentra sulla carriera di Tezuka, e la nascita della “Mushi Prodution”.
Dal secondo capitolo parte la biografia di Dezaki, iniziando dai 18 anni fino all'ingresso nel 1963 alla “Mushi Prodution”. Dezaki si sarebbe voluto dedicare ai manga. Ma fu assegnato al comparto dell'animazione, che stava lavorando al neo nato “Astro Boy”.
Il terzo capitolo è dedicato a “Rocky Joe”. Rumor non solo evidenzia il ruolo di Dezaki nella serie, ma spiega cosa rappresentasse per il pubblico giapponese del periodo il manga. Sono descritti gli espedienti animati utilizzati da Dezaki in Rocky Joe, e che vedremo in tutte le sue successive serie: l'immagine fermata, la luce incidente, la luce trasmessa, gli split screen etc etc.
Il fulcro del quarto capitolo è l'anime di “Jenny la tennista” ed il successivo film del 1979. Jenny fu lo shojo che anche noi maschietti apprezzammo, senza sapere che fosse uno shojo. Rumor descrive le differenze con il manga, e le migliorie apportate da Dezaki nell'anime.
Piccola digressione per chi leggerà il libro: a me piacevano un sacco le scene in cui Jenny stava al telefono con Mary.
La serie “Le avventure di Ganba” è uno dei due argomenti del quinto capitolo. Questa serie arrivò in Italia nel 1983, ed io non sapevo neppure che esistesse. Come non sapevo che nei primi anni 2000 Dezaki lavorò ai film di Hamtaro, che occupano la parte finale del capitolo.
Nel sesto capitolo si analizzano altre due serie animati: Remi e “L'isola del tesoro”.
Purtroppo, pur conoscendole entrambe (meglio la prima), ai tempi non seguì nessuna delle due. Remi, per quanto mi attirasse per i disegni, era esageratamente lacrimevole... Mentre non avevo nulla contro “L'isola del tesoro”, semplicemente nel 1982 lo considerai per bambini , quindi lo scartai a priori. Dopo la lettura del capitolo cercherò almeno di vedere “L'isola del tesoro”, Remi non ce la posso fare...
Rumor si sofferma anche sul presunto effetto 3D della serie di Remi. Ho così scoperto che i famigerati occhialini in 3D vennero distribuiti anche in Giappone, ma non solo. Aggiungo solo che la pagina 86 del libro dovrebbe mettere la parola fine al dilemma se il 3D di Remi funzionasse veramente.
Pur non essendo un fan di Remi, ho apprezzato molto tutta l'analisi svolta dall'autore.
Stesso interesse mi ha suscitato l'analisi su “L'isola del tesoro”, che, sebbene un po' più corta, mi ha fatto scoprire tematiche che non sospettavo. A dire il vero ho degli amici che sono anni che mi sponsorizzano questa serie.
E poi arriva il capitolo sulla tua eroina preferita, lo divori con grande piacere, non per nulla il settimo capitolo è su “Lady Oscar”.
Rumor rende conto con dovizia di particolari del cambio di regia da Tadao Nagahama a Dezaki alla puntata numero 19.Vengono riportati i motivi che portarono al cambio di regia, e come Dezaki modificò la serie per rendere le successive puntate lo splendore che conosciamo.
L'ultima parte del capitolo è dedicata all'anime di “Caro fratello...”.
Nell'ottavo capitolo si analizzano i film cinematografici di Cobra e “Golgo 13”, che ancora oggi vengono considerati dei capolavori. Anche in questo caso io sono un po' deficitario, non avendoli mai visti, ma cercherò di rimediare alla mia lacuna.
Gli OAV di Black Jack sono il soggetto del nono capitolo, in cui si riassumono anche gli altri lavori di Dezaki in OAV. Altro capitolo più che esauriente, che ho potuto meglio apprezzare avendo visto la serie.
Nell'ultimo capitolo si analizzano le opere di Dezaki tra la fine degli anni 90 e gli anni 2000, che in gran parte non sono ancora arrivate in Italia. Rumor cerca di spiegare quale artista sia stato l'ultimo Dezaki.
Le opere analizzate sono: Yuki no Joo; Hakusei Densetsu; Ultraviolet Code: 044; La storia della principessa splendente.


Alla fine della recensione perderò qualche riga per un piccolo sfogo, inerente la difficoltà di reperire materialmente la saggistica su manga, anime e Giappone in generale. Ormai anch'io mi sono dovuto arrendere agli acquisti on line, perché le librerie in tre dimensioni sovente si rifiutavano di recuperarmi questo o quel titolo, accampando la motivazione che non faceva parte del loro canale distributivo... pensavo di aver risolto il problema con ibs, ma ho scoperto che ci sono case editrici che sfuggono pure a questi canali di vendita... certo, ci sarebbe il sito della piccola casa editrice, ma io preferisco non seminare a destra e a manca i miei dati personali.
Il presente saggio non era presente sul sito di ibs al momento della sua uscita (neppure su Amazon), quindi ho dovuto cercare su Ebay, ma non risultava neppure lì. Quando ne è comparsa una copia (a luglio), ad un prezzo abbastanza maggiorato, a cui sommare le spese di spedizione, l'ho comprato. Totale quasi 30 euro... ora il libro è presente su ibs, a 18,70€ (con spese di spedizioni quasi nulle), ma ormai...
Io già non capisco perché le librerie non si sbattano più di tanto per recuperare certi titoli, per poi sentirli lagnarsi che la gente non compra libri... ma che un titolo non sia immediatamente disponibile neppure sui siti specializzati in vendita di libri, è una cosa che mi fa andare in bestia...
Questo mini sclero non nasce solo dalla difficoltà che ho incontrato per recuperare il saggio di Rumor, ma ci sono almeno altri 2/3 titoli che non riesco a trovare neppure on line... ma uno cosa cacchio deve fare per leggere un libro?!
Guardate che pago... mica lo prendo in prestito...  >_<





2 commenti:

  1. gran bel libro, consiglio vivamente anche il lungometraggio su Golgo 13, sorprendente

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    1. Golgo 13 dovrò proprio guardarlo.

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