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sabato 7 dicembre 2013

Jò Condor nelle sue più nuove e strabilianti picchiate! - 1976


Proprio in questi giorni l'attuale (per quanto ancora non è dato sapere..) presidente del consiglio ha citato una delle frasi più celebri di questo personaggio dei caroselli pubblicitari: "E che c'ho scritto, Jo Condor?"
Forse la classe politca dovrebbe astenersi da citare questi bei ricordi, perchè nella quasi totalità dei casi non fa altro che rovinarli...
Quella frase non fu l'unico tormentone (che grazie alla gradevole musica restavano ben impiantati nel cervello dei bimbi) creato dal personaggio Ferrero (pubblicizava la Nutella, anche se indirettamente), personalmente quello a cui sono più legato è il "Gigante, pensaci tu!".
Premettendo che sono affezionato tantissimo al personaggio, obbiettivamente non è che i disegni fossero stupendi, fatto che rende ancora più insensate le critiche all'animazione seriale giapponese che sarebbero nate dal 1978 in poi.
Questo libro presentava otto nuove storie di Romano Bertola, strutturate nella stessa sequenza del cartone, di cui riporto un video, anche per mostrarne la qualità non eccelsa, comunque non superiore ai "cartoni animati giapponesi".

                             

In quarta di copertina è riportata una breve spiegazione del successo che ebbe questo personaggio, che poi si trasformava in profitto per la Ferrero. Negli anni successivi una delle critiche a Goldrake e C. fu quella che il mercato dei giocattoli e della cancelleria scolastica, ma anche alimentare, fu invaso da prodotti ispirati agli eroi nipponici. La critica non valeva per Jo Condor o Calimero, ovviamente.



L'indice con le otto nuove storie di Jò Condor e del Gigante.



La prima storia (La piramide) la riporto completamente.







La bella Lulù, col suo sguardo ammiccante (a dire il vero è più una paresi...) non smosse nessuna polemica di carattere sessuale, o di sfruttamento della figura femminile, nonostante non avesse nessun nesso con la storia. Mentre in seguito nulla verrà risparmiato alle eroine animate nipponiche, che erano, invece, parte integrante della trama narrata.



Arriva il nostro eroe italico.




Arriva l'eroe nordico o anglosassone, invocato dal popolino (in tutti i sensi) e risolve i nostri casini...


... con l'inganno, ma noi popolino siamo felici lo stesso.


Anche le due frasi di Jò Condor (Non ho il paracadute, non ho la mutua) divennero un tormentone.



Il servilismo del vice di Jò Condor è ancora attualissimo, e la sua altezza mi rammenta un altro personaggio politico che omaggia il suo capo.









Di seguito le prime due pagine delle successive storie.








Che il Gigante fumasse non sollevò, di nuovo, nessuna critica, mentre Lupin e Jigen erano diseducativi.




Il Gigante poteva suonare il mandolino, mentre Actarus non poteva suonare la chitarra.





Fine.



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