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giovedì 6 giugno 2013

La bomba e l'onda, storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima


TITOLO: La bomba e l'onda, storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima
AUTORE: Andrea Fontana
CASA EDITRICE: Edizioni Bietti
PAGINE: 236
COSTO: 19 €
ANNO: 2013
FORMATO: 14 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788882482824


Il saggio cerca di mostrarci come e quanto ciò che capita nella società giapponese influenzi gli anime, e talvolta ne anticipi le tendenze della stessa società. Il riflesso di questa causa/effetto lo possiamo notare solo se ci interessiamo, oltre che agli anime/manga, alla società giapponese e alla sua storia. Gli eventi drammatici del marzo 2011 (terremoto + tsunami + incidente nucleare) influenzeranno l'animazione nipponica per i prossimi decenni, come capitò con il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.
Mi ha sorpreso che nel libro non si approfondiscano gli argomenti hikikomori (citato una sola volta), bullismo, suicidi, neet, freeter. Visto che il disagio giovanile è argomento del saggio. Inoltre queste tematiche sono oggetto di varie serie o film, anche presenti nel libro. Manca, però, per esempio, “Welcome to the NHK”, proprio sugli hikikomori.
Nel libro sono presenti un certo numero di refusi, non in quantità enorme, però si notano.
Durante la presentazione del saggio alla Cartoomics 2013 è stato detto che la sua lettura svelerà il contesto sociale/politico/economico di molte serie/film, portandoci ad esclamare: “Ecco perché capitava così!”.
Effettivamente l'autore riesce ad allargare la comprensione di tante opere animate.

Il libro di Andrea Fontana può vantare una serie di scritti da parte di numerosi saggisti in tema Giappone: Mario A. Rumor (nota introduttiva); Andrea Baricordi (prefazione); Marco Pellitteri (post-fazione); Massimo Soumarè (saggio in appendice); Susanna Scrivo (saggio in appendice).

Il saggio è diviso in tre capitoli.
Nel primo (I figli della bomba) si parla degli autori che hanno vissuto la guerra e il dopoguerra, ma anche degli accadimenti storici/sociali/economici del periodo.
Nel secondo capitolo (I figli del boom) è incentrato sul periodo del boom economica e del riscatto internazionale del Giappone, stessa struttura del primo capitolo.
Nell'ultima parte (I figli della bolla) si parla degli autori e del Giappone della recessione e della stagnazione fino ai giorni nostri.
Il saggio di Massimo Soumarè è sul genere jidaimono.
Quello di Susanna Scrivo sulla condizione della donna che traspare negli anime, rispetto a quella reale.


I figli della bomba
1,1 Prima della bomba: il Giappone all'indomani della guerra mondiale
1,2 Hiroshima, Nagasaki e il dopoguerra nipponico
1,3 Dal miracolo economico alla crisi petrolifera
Nei primi tre paragrafi si ripercorrono brevemente i fatto storici dei periodi presentati dai titoli.

1,4 Il Dio del manga che osserva la Storia: Osamu Tezuka e la Mushi Production
Sempre sulla scia della tematica del saggio sono illustrate le prime serie animate televisive di Tzuka (Astroboy, Kimba, la principessa Zaffiro, i bo bon magici di Lilly, i film).

1,5 Credere nel futuro: Tatsuo Toshida e la Tatsunoko
Tatsuo Yoshida, creatore della casa di produzione Tatsunoko, e i suoi fratelli sono cresciuti durante la guerra e le privazioni del dopoguerra. I tre fratelli Yoshida vedevano nei soldati statunitensi dei personaggi forti e positivi, in antitesi al sentimento nazionale di vergogna ed umiliazione per la sconfitta, la distruzione, e l'occupazione post bellica. Influenzati da questo contesto crearono i loro personaggi in stile supereroistico americano.

1,6 Lo sport all'epoca del boom: il genere supokon
Il genere delle serie sportive (supokon, da “supotsu konju”, cioè “tenacia sportiva”) nascono sulla scia del successo delle olimpiadi giapponesi del 1964. Questo genere, però, vuol rappresentare, oltre alla rinascita del Giappone, la contrapposizione tra la nuova generazione e quella dei padri, segnati dalla sconfitta in guerra. Il genere supokon di questo periodo è venato di forti toni drammatici, causati dalla memoria della guerra, diverso sarà il taglio del genere supokon nelle serie degli anni 80.
Sono analizzate le serie: Tommy la stella dei Giant; Mimì e le ragazze della pallavolo; L'Uomo Tigre; Rocky Joe; Jenny la tennista.

1,7 Un immaginario segnato: l'era dei robot giganti
Sono analizzati dettagliatamente i principali anime robotici di Nagai (più Devilman), evidenziando le tematiche insite in tutte queste serie: la potenza della scienza, che può essere usata sia per il bene che per il male su scelta dell'uomo; la mutazione fisica, sia dei cattivi che dei buoni (Devilman, Hiroshi Shiba/Jeeg); il rapporto con Gli Usa (incarnato come nemico in Mazinga Z, e in alleato in Goldrake).

1,8 Le contestazioni
La contestazione degli anni 60/70 generò altri filoni narrativi, sfruttati dai futuri registi (Isao Takahata, Hayao Miyazaki, Mamoru Oshii, Katsuhiro Otomo. Erano tre le principali contestazioni studentesche del periodo: sottomissione verso gli Usa; occidentalizzazione, perdita di valori e tradizioni giapponesi;; contestazione ecologista. Il paragrafo si addentra in queste tre tematiche.

1,9 Isao Takahata, per un'animazione eco-politica
Takahata nasce nel 1935, quindi vive personalmente i drammi della guerra e del dopoguerra. Nelle sue opere la tematica ecologista, sommata alla contestazione giovanile (Pom Poko). Il paragrafo continua analizzando le opere del regista.

1,10 Hayao Miyazaki, il poeta di nuovi mondi
Sono illustrate le tematiche proprie delle opere di Miyazaki da “Conan il ragazzo del futuro” fino ai giorni nostri. Riguardo questa serie si possono leggere un paio di frasi che ho trovato strane. Indastria è nominata “regno di Indastria”, mentre a Lana sono appioppati dei poteri “psicocinetici”. Io la serie l'ho vista più e più volte, non ho mai pensato che Indastria potesse essere un regno, Lepka pare più un dittatore del 900. Lana non mi pare abbia mai spostato alcunché con la mente, si “limitava” alla telepatia e al volo extracorporale. C'è da dire che questi due sono gli unici errori che ho notato.
Oltre all'ecologismo e all'orrore per la guerra, si nota quasi sempre che i cattivi di Miyazaki hanno la possibilità di redimersi, come fece il Giappone dopo la guerra.

1,11 L'anime filosofico: Mamoru Oshii
Oshii vive appieno il periodo della contestazione (nel movimento di sinistra “ANPO Hantai”, assieme a Miyazaki e Takahata) studentesca e politica degli anni 60/70, con successiva delusione per il suo fallimento.Le sue opere sono quasi sempre ambientate in società che vivono la guerra o il terrorismo.

1,12 Fissare l'orrore negli occhi: la rappresentazione della guerra
In questo paragrafo l'autore spiega che due registi (Leiji Matsumoto e Yoshiyuki Tomino) hanno rielaborato la guerra nei loro anime in due modi diversi: glorificando il sacrificio per un ideale (indipendentemente se esso fosse buono o cattivo); di matrice pacifista anni 60.

1,12,1 Leiji Matsumoto: la guerra come sogno
Nelle opere di Matsumoto la guerra è un qualcosa di drammatico, che ha il fine di salvare l'umanità. Le sue storie fanno parte del filone narrativo che tende a glorificare il sacrificio per un ideale. Sono analizzate le serie e i film di: Star Blazers; Galaxy Express 999; Capitan Harlock.

1,12,2 Yoshiyuki Tomino: la guerra come realtà
Tomino ci mostra la guerra nella sua banale atrocità, niente esaltazione della battaglia, ma l'orrore dei piani di guerra messi in atto per vincere a qualsiasi costo. Una delle tematiche di Tomino è lo scontro generazionale tra padre e figlio, presente sia in Daitarn che in Gundam. Riguardo alla serie Daitarn 3 l'autore scrive una cosa che sul web avevo già letto, ma che consideravo dubbia: Koros è la madre di Banjo trasformata dal padre in Meganoide. L'allora doppiaggio italiano non ci permise di capire questo fondamentale punto. Mi piacerebbe poter chiedere all'autore altre fonti su questo fatto.
Sono analizzate le serie: Zambot 3; Daitarn 3; Gundam.

1,13 Il futuro non è roseo: Katsuhito Otomo
Con Otomo si conclude, oltre al capitolo, l'analisi dei registi iniziata col paragrafo 1,8.
Otomo nasce nel 1954, quindi è figlio del post-guerra, ed anche delle contestazioni studentesche degli anni 60/70. Infatti in un'intervista dichiarò:” Dentro di me Akira significa “dopoguerra”. Ho l'impressione di aver preso in prestito la visione del mondo e l'atmosfera inquieta che si percepivano nel periodo Showa, ai tempi della scorsa guerra e delle olimpiadi di Tokyo”.
Opere analizzate: “Interrompere i lavori” (terzo capitolo de “I racconti del labirinto”); Akira; “Cannon Fudder (terzo capitolo di “Memories”); Steamboy.


I figli del boom
2,1 Il boom economico e i suoi effetti sociali
L'autore riepiloga la situazione socio/economica e politica degli anni 80.

2,2 Gli anni ottanta: tra la gloria e l'apocalisse c'è l'amore
Gli autori degli anime anni 80 non hanno vissuto le privazioni della guerra e del dopoguerra, e l e contestazioni studentesche sono solo un ricordo. Il boom economico ha reso gli anime meno impegnati e drammatici, infatti esplode il genere shojo. Inoltre questi autori, a differenza di quelli dei decenni precedenti, sono cresciuti essi stessi guardando anime in tv o al cinema.

2,2,1 La gloria ai tempi del boom: la seconda ondata di supokon
Viene spiegato in cosa si differenzia il filone supokon degli anni 80 rispetto a quello degli anni 60/70. In questo decennio le serie sportive glorificano il successo del Giappone in campo economico e tecnologico, e quindi in campo internazionale. Semplificando esageratamente l'analisi dell'autore si può dire che negli anni 60/70 le serie sportive avevano il fine di far trovare uns enso alla propria vita ai protagonisti, mentre negli anni 80 conta vincere.
Sono analizzate le serie supokon più famose del periodo: Mila e Shiro; Holly e Benji.

2,2,2 Fantasie animate
Arale, Dragon Ball, ken il guerriero, I Cavalieri dello zodiaco. Sono le serie analizzate che ben spiegano come gli anime degli anni 80 non raccontano più dinamiche storico-politche del Giappone, ma sono trame leggere oppure non giapponesi, benché il comportamento dei personaggi sia nipponico a tutti gli effetti.

2,3 L'orrore sociale: Yoshiaki Kawajiri
Kawajiri è uno dei primi autori a pensare storie “globalizzate”, mischiando elementi giapponesi con quelli occidentali.

2,4 Distruggere per costruire: Rintaro
E' spiegata la filosofia di vita presente nelle opere di Rintaro.

2,5 Verso un nuovo mondo (animato)
L'ultimo paragrafo del capitolo sugli anni 80 spiega la situazione politica nel 1989, anno che vede la fine del boom economico e l'inizio della recessione. Nel 1989 muoiono l'imperatore Hirohito e Osamu Tezuka.

I figli della bolla
3,1 La crisi economica
Il primo paragrafo del terzo capitolo continua con l'illustrazione della situazione che viveva il Giappone nel momento in cui esplose la bolla speculativa, e il crollo delle illusioni neo nazionalistiche di un Giappone ricco e potente in eterno.

3,2 Un nuovo asseto valoriale: il Giappone della crisi
In una nazione in grave crisi sociale, dove le certezze di un impiego sicuro e di una crescita costante si dissolvono, accadono due fatti che acuiscono le paure per il futuro della popolazione: il terremoto di Kobe e l'attentato col sarin perpetrato dalla setta Aum.
Ed è in un momento di così grave insicurezza per il futuro che c'è una rinascita creativa negli anime, dopo uno stallo durato fino a metà degli anni 90. Questa rinascita creativa viene chiamata NAS (Nuova Animazione Seriale).

3,3 Donne all'ombra della crisi: da Ranma a Nana, passando per Sailor Moon
In questo periodo di crisi l'animazione, specialmente ad opera di autrici femminili, riscopre l'indipendenza della donna, con trame che la vedono protagonista assoluta, soppiantando il potere maschile.

3,4 La crisi non è fuori, è dentro: Hideaki Anno
Uno degli autori che più interpretano le paure della società giapponese è Hideaki Anno. Sono analizzate le sue opere.

3,5 La NAS, ovvero come dimenticare il passato e guardare il presente attraverso il futuro
Sono spiegati i contenuti della NAS, analizzando (a parte Evangelion vista nel paragrafo precedente) le serie che l'hanno contraddistinta: Cowboy Bebop; Escaflwne; Noein.

3,6 Welcome to the Real World: Satoshi Kon
Uno dei registi che ha meglio interpretato la crisi sociale ed economica del periodo è stato Satoshi Kon. Sono analizzati i suoi film e la serie “Paranoia Agent”.

3,7 La bolla ha liberato l'orrore
Il genere horror nel periodo di crisi in cui si trova il Giappone si differenzia da quello de decenni precedenti. L'orrore è nella società giapponese, non c'è più bisogno di prendere spunto dai film occidentali.

3,8 Di crisi e di guerre: il Giappone contemporaneo
Negli anni 90 e 2000 il Giappone partecipa indirettamente e direttamente ad alcune guerre, nonostante la costituzione lo vieti. Questo parziale abbandono del pacifismo si riscontra anche negli anime.

3,9 Per una nuova animazione eco-umanistica
Nel 1997 si celebra la conferenza di Kyoto sul clima, benché le tematiche ambientaliste fossero sempre state presenti negli anime, si nota un aumento ulteriore di attenzione verso l'eco-umanismo. Sono analizzati alcuni film e serie tv: Pale Cooon; Planetes; Origine; Un estate con Coo; Piano Forest; Le voci della nostra infanzia.

3,10 Future Ghibli
L'autore analizza i film non del duo Miyazaki (padre)-Takahata, alla ricerca delle future nuove tematiche dello Studio Gibli.

3,11 Yuasa Masaaki: l'anime come fuga
Sono analizzate le tematiche delle opere di Yuasa Masaaki, un regista che interpreta in modo nuovo la crisi sociale del Giappone.

3,12 Mamoru Hosoda: sognare la contemporaneità
Il regista dei film “La ragazza che saltava nel tempo” e “Summer Wars” evidenzia le difficoltà degli adolescenti nella società nipponica: ritmi frenetici e solitudine.

3,13 Makoto Shinkai: annullare lo spazio e il tempo
Sono analizzati i film di Makoto Shinkai

3,14 Nuove leve, nuove ansie
Le nuove leve dell'animazione si indirizzano verso tre direttrici: il passato (serie epico-storiche con protagonisti samurai); il presente (soggetti in cui problemi esistenziali degli adolescenti sono affrontati con personaggi provenienti dal pantheon shinto); il futuro (con serie visivamente innovative, che abbandonano le tematiche di Jin-Roh e Akira).

3,14,1 Yoshitoshi Abe: la crisi dell'Io
Sono analizzate le opere “Serial Experiment Lain” e “Haibane Renmei”.

3,14,2 Shuhei Morita: tra passato e futuro
Sono analizzate le opere “Kakurembo” e “Freedom”.

Appendici

Dame di corte, guerrieri e mercanti: i jidaimono e l'animazione giapponese (di Massimo Soumaré)

Massimo Soumaré tratta il genere “jidaimono” negli anime. Questo genere indica trame ambientate in periodi storici passati/antichi. In Giappone non è applicato solo agli anime, ma a film live e telefilm, e spesso è tratto da una fiorente letteratura storica. La caratteristica principale del jidaimono è che i protagonisti, oltre che negli abiti e nel comportamento, simulano il periodo storico anche nel linguaggio. Il rispetto linguistico non è totale, altrimenti neppure i giapponesi comprenderebbero la pronuncia del periodo (per esempio) Heian o Edo. In pratica si simula di simulare la lingua giapponese del periodo storico in oggetto. Ovviamente l'espediente narrativo è apprezzabile solo da un giapponese, o da chi conosce bene la lingua.
Gli anime traggono infiniti spunti dalla florida letteratura storica, che in Italia è poco conosciuta, ma in patria ha un mercato editoriale molto forte.
Dopo una esaustiva premessa, atta a spiegare il genere jidaimono, l'autore divide in quattro gruppi temporali gli anime jidaimono. Sono questi i periodi che più spesso sono sfruttati dai registi e mangaka (che ispirano le serie). Ogni gruppo contiene l'analisi di alcune serie o film.
Gruppo uno: periodo Heian.
Gruppo due: periodo Sengoku.
Gruppo tre: periodo Edo.
Gruppo quattro: periodo Meiji (che tecnicamente non rientrerebbe nel jidaimono, ma che gli anime sfruttano molto).

Buone mogli e sagge madri: le donne giapponese e la loro rappresentazione in manga e anime (di Susanna Scrivo)

Nella pur estrema (troppo) brevità, il mini saggio di Susanna Scrivo permette di comprendere come l'immagine della donna nella società giapponese, che si coglie guardando gli anime, è spesso fuorviante. La società giapponese resta fortemente maschilista, e gli anime sono un buon specchio della loro rappresentazione e condizione sociale, oltre che delle rivendicazioni/aspirazioni. Molte eroine, per quanto forti ed indipendenti, alla fine della serie sceglieranno sempre di diventare “buone mogli e sagge madri”, che era ciò che veniva chiesto loro in epoca Meiji.
L'autrice analizza varie serie (Sazae, la principessa Zaffiro, Lady Oscar, le orfanelle e le maghette, Sailor Moon), il genere shojo, e alcune mangaka (Waki Yamato, Rumiko Takahashi, Ai Yazawa).
Questo interessante contributo mi è parso più di carattere sociologico che storico (come quelli di Fontana e Soumaré), innestato, forse, per dare maggiore pagine al libro.

Conclusione
L'onda e la paura nucleare
L'autore cerca di spiegare le conseguenze i fatti del marzo 2011 potranno avere nell'animazione nipponica.

Postfazione di Marco Pellitteri
Sulle visioni del Giappone e delle sue storie culturali
Pellitteri spiega l'importanza di una saggistica, come questo libro, che non induca nei soliti stereotipi sul Giappone terra di contraddizioni, cioè che non parta da un punto di vista prettamente occidentale.

Alla fine del saggio è presente una “cronologia comparata” (in 3 colonne divise ci sono: l'anno; accenni di fatti storici; accenni di fatti riguardanti l'animazione), personalmente trovo che non aggiunga nulla alla validità del saggio.

8 commenti:

  1. Forse lo conosci già
    http://www.marsilioeditori.it/autori/scheda-libro/3172047-animerama/animerama
    Ho visto e sfogliato questo libro in libreria ma ho deciso di non prenderlo perchè 1) parla solo dei lungometraggi 2) a occhio direi che dedica troppo spazio al cinema sperimentale che Tavassi ha già trattato e in generale - ma potrei sbagliarmi , ripeto l'ho solo sfogliato - pare un altro libro di storia dell'animazione giapponese che ripete le stesse cose e per quel poco che ho letto mi è sembrato di vedere analisi "intellettualoidi" 3) costa molto euro 24 per 250 pagine >__<

    Su Animeclick ho letto i tuoi commenti al Reportage sul Cartoomics di Milano , ti lamenti della fuffa e che lo spazio per i fumetti ( dell'editoria dico io) è quasi scomparso. Il motivo è che leggere non interessa quasi a nessuno , mi sono accorto solo io che i libri pubblicati su quello di cui si occupa il tuo blog sono diventati pochissimi? ( però società editrice la torre pubblicherà questo :
    Luca Paolo Bruno "Occidente giapponese. L'eroe storico occidentale nell'imma-ginario a fumetti giapponese " ^__^ )

    Alle fiere si va a fare casino ;__;
    Alessandro

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    1. Domanda e ti sarà dato (entro certi limiti...):
      http://imagorecensio.blogspot.it/2015/03/animerama-storia-del-cinema-danimazione.html

      Già, leggono in pochi i saggi sugli anime e manga, è vero che costano anche cari, però lo noto dalle visite alle recensioni dei saggi, veramente poche... deprimente... non per il mio blog, in generale ^_^

      Sto aspettando anche il saggio della Editrice La Torre, ma temo che arriverà per Lucca, magari sbaglio, è solo una mia idea asata sulle loro precedenti pubblicazioni.

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    2. "Sto aspettando anche il saggio della Editrice La Torre, ma temo che arriverà per Lucca"

      Spero di no ! Vorrebbe dire - forse - che quest'anno non esce il volume di Mangacademica che è quello che di solito presentano a Lucca.
      O portano due libri a Lucca? Mi piacerebbe ma mi sembra difficile ;__;

      E poi c'è il libro
      http://ceraunavoltagoldrake.blogspot.it/2014/10/da-ufo-robot-grendizer-goldorak-larrivo_2.html#comment-form
      ma questo lo conosci già ^__^ che pure dovrebbe pubblicare la società editrice la torre e di cui non si sa più nulla da novembre ;__;
      Alessandro

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    3. E' già capitato che la Editrice La Torre pubblicasse due libri per Lucca, ma la mia è solo un'ipotesi ;)

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    4. Pare che la mia previsione fosse cannata ^_^

      http://www.editricelatorre.it/occidente_giapponese.asp

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    5. Ero venuto ad avvisarti ^__^
      Meglio così, vuol dire che il prossimo Mangacademica lo portano a Lucca quest'anno e al Comicon dell'anno prossimo portano " C'era una volta Goldrake " >__<
      Alessandro

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    6. Ne avremo da leggere >_<

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  2. E non dimentichiamo il prossimo libro di Pellitteri su Goldrake scritto insieme a Francesco Giacomantonio per le Edizioni Fondazione Mario Luzi e che esce a Giugno !
    Alessandro

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